CAGLIARI-ROMA, L’ALTRA PANCHINA – Ogni volta che al soglio pontificio s’insedia un nuovo papa, l’Avellino sale di categoria. È successo con Giovanni XXIII nel ’58 (Serie C), Paolo VI nel ’63 (Terza Serie), Giovanni Paolo II nel ’78 (Serie A), Ratzinger nel 2005 (Serie C) e Bergoglio (Serie B). Così, nel 2013, il vescovo di Roma consacra e benedice Massimo Rastelli, ex punta al confine tra A e B, uscito dall’Inferno grazie al lavoro (è il caso di dire certosino) svolto in Irpinia. Due anni dopo una chiamata di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari appena retrocesso, gli concede la chance di volare in Paradiso. Lui, 46 anni e una carriera ancora da scrivere, coglie l’attimo e riporta i sardi in A. Il sogno si avvera, ma la salita è lunga all’orizzonte.

LUPO DAL CUORE D’ORO, TRA LA PROVINCIA E LE GRANDI – Quando la gavetta tempra, fa sudare e soffrire i risultati arrivano sempre. A Rastelli, cresciuto tra Catanzaro, Mantova e Lucchese, nessuno ha regalato mai nulla. Prima di esordire al cospetto delle grandi del calcio italiano, il classe ’68 trascorre dieci anni in provincia prima di rispondere, nel ’97, alla chiamata del Piacenza. Reduce dai 50 gol siglati con la Lucchese (“Se potessi resterei qui a vita”) affronta con curiosità l’esperienza coi lupi biancorossi, al fianco di Simone Inzaghi, siglando 12 reti e contribuendo a due salvezze e alla promozione in A nel 2000/01. Chiude la carriera da giocare otto anni dopo, con l’unico club disposto a iniziarlo come tecnico: la Juve Stabia.

L’ESCALATION DI MASSIMO, ALLA PRIMA STAGIONE IN A – Nel 2009 promuove il club di Castellammare in Prima Divisione, nel 2013 approda all’Avellino e vince il campionato di Lega Pro bissando il successo con la vittoria della Supercoppa di Lega. Sembra una storia destinata a durare tra il tecnico e il club che lo ha visto protagonista anche da calciatore, ma dopo aver sfiorato la promozione in A a suon di 4-3-1-2, risolve il suo contratto col club campano per via di un mancato accordo sul prolungamento. Vola a Cagliari e alla sua prima stagione da tecnico rossoblù riporta la società nella massima serie. La prima in trasferta non si è rivelata un trionfo (3-1 del Genoa a Marassi), ora il Sant’Elia ritrova una big del campionato italiano dopo un anno di sofferenza. La Roma prepari gli scudi: in Sardegna nessuno è in vena di regali. Rastelli lo sa bene.

Riccardo Cotumaccio

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