ROMA PALLOTTA FRIEDKIN – Una differenza abissale dimostrata in poche settimane. Il modo di lavorare dei nuovi proprietari è distante anni luce da quello di Pallotta. In comune, Dan e James, sembrano avere solo la passione per lo sport e il paese si provenienza, ma la Roma americana dei Friedkin sembra sia ben altra cosa rispetto a quella del tycoon di Boston.

Spunta la soluzione ‘Flaminio’

Come scrive Il Corriere della Sera, Pallotta ha sempre delegato a figure forti, da Sabatini a Monchi. La scelta di Friedkin sul responsabile dell’area sportiva, Tiago Pinto, è andata nella direzione opposta. Evidente la differenza sulla vicinanza alla squadra. I nuovi proprietari, dal loro insediamento, non hanno praticamente mai lasciato Roma, seguendo la squadra anche in trasferta. Anche sul discorso stadio ci sono numerose differenze: per Pallotta era questione di vita o di morte, tanto che il suo addio è stato motivato anche da questo. I Friedkin si accontentano di uno stadio, sanno che su Tor Di Valle sono già stati spesi molti soldi ma anche che tira un’aria strana intorno al progetto. Per la Roma futura andrebbe bene anche il Flaminio, ma presenta enormi problemi di ordine pubblico.

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