CORONAVIRUS GALLI – Massimo Galli, Direttore Responsabile Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport nella trasmissione “Crossover“, dove ha parlato dell’attuale situazione Covid in Italia e anche del calcio. Queste le sue parole: 

Le dichiarazioni di Galli

Professore, come si sta evolvendo la situazione?
“Sta evolvendo male, sono necessari provvedimenti drastici più rilevanti di quelli presi finora, non bisogna arrivare ad un nuovo lockdown o a chiusure totali, bisogna tenere vive le attività economiche fondamentali, garantire la scuola soprattutto per più piccoli e non paralizzare paese, ma il virus sta tornando a bloccarlo. Sono stati commessi errori in estate, stiamo pagando le conseguenze di qualche decisione locale e nazionale del punto di vista politico. Bisogna limitare molto le ulteriori possibilità di contagio, accettando alcuni sacrifici”.

L’Italia in passato è stata 10 giorni avanti rispetto ad altri paesi europei, oggi qual è la situazione?
“Li abbiamo preceduti nell’epidemia e nel lockdown, una chiusura fatta bene. Purtroppo li stiamo seguendo anche ora, perché abbiamo disperso capitale guadagnato in passato. Sempre più paesi vanno a chiudere in maniera netta e marcata intere zone. Non dobbiamo arrivare ad una chiusura totale, ma dobbiamo sapere bene che andando avanti così o agiamo subito o dovremo affrontare un grande problema. La grande maggioranza degli addetti ai lavori che hanno idee chiare e dati su cui fondare queste idee, no opinioni ma dati e elementi scientifici, sono un coro unanime di preoccupazione con l’obiettivo di interventi forti e importanti”.

Quali provvedimenti andrebbero presi secondo lei?
“Bisogna diradare la circolazione di persone tutte insieme in determinate ore, bisogna intervenire anche per il discorso che riguarda le scuole soprattutto per le superiori. Non voglio utilizzare quella parola, ma da una certa ora in poi credo che debba poter circolare solo chi lo fa per motivi seri di lavoro, in particolare nelle aree più colpite e interessate, ma non escluso possa riguardare l’intero territorio nazionale”.

Professore, se può fare chiarezza sulla percentuale di positivi in relazione ai tamponi fatti e sulla pressione ospedaliera.
“Le dico soltanto che il valore RT a Milano è a 2 e la pressione ospedaliera 1.99, siamo nella prospettiva di dover riaprire molto di quello che avevamo dovuto dedicare al Covid e che era stato restituito alla normale attività ospedaliera. Non abbiamo i numeri di Marzo ma sono tali da farci prevedere che si si andrà avanti così potremmo avere grossi problemi”.

Facciamo chiarezza sugli asintomatici, sono veicolo di contagio? Esiste il debolmente positivo?
“Assolutamente si, probabilmente sono il maggior veicolo di contagio ,calcolando che più del 40% delle persone che contraggono questo virus rimangono asintomatici. Esiste un debolmente positivo che riguarda soprattutto le persone che hanno avuto l’infezione da un pò di tempo e che verso la fine del loro ITER vanno poi ad avere un condizione che vede il virus ancora presente però scarsamente replicante e probabilmente modestamente infettivo”.

Tempistiche per il vaccino?
“Arriverà ma non sappiamo quando, non tra pochi mesi comunque, parliamo di avanzato 2021, perlomeno a livello di fruibilità per le persone”.

Secondo lei il mondo del calcio può andare avanti con questo protocollo e con tutti questi impegni?
“Chi ha progettato una stagione con così tanti impegni internazionali probabilmente ha sbagliato a farlo. si sperava in un andamento migliore, diventa difficile gestire le cose con calciatori che giocano in Italia, poi ci sono gli impegni di coppa e quelli con le nazionali, tutto ciò è pericoloso. Pensare la stagione “a blocchi” sarebbe stato meglio”.

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