Tutto tace. Anche per via della chiusura di Piazza Affari. Una casualità? Forse. La tanto attesa cessione della A.S. Roma, al momento, non è avvenuta. Soros pare si sia ormai defilato, Fisher probabilmente. All’orizzonte rimarrebbe Follieri, che, da amministratore di quattro fondi d’investimento plurimiliardarii in America, avrebbe da qualche giorno presentato, tramite lo studio legale Lupinacci, un’offerta scritta, da 500 milioni di euro, alla famiglia Sensi per l’acquisto dell’intera Italpetroli. Indiscrezione, tra l’altro, (ancora) non smentita dalla società giallorossa. Intanto dalla Consob trapelerebbe la decisione di voler concludere gli accertamenti sulle presunte speculazioni del titolo A.S. Roma in Borsa in breve, brevissimo tempo. Al massimo entro metà giugno. Unicredit, principale creditrice nei confronti dei proprietari del club giallorosso, continua a premere e, nei giorni scorsi, si è tenuto un incontro tra i dirigenti dell’istituto finanziario e Rosella Sensi. I contenuti del briefing rimangono top secret, ma è facile ipotizzare si sia parlato del modo in cui sarà possibile ripianare il debito di Italpetroli. Nella prima parte di questa settimana (probabilmente mercoledì) si terrà un summit tra Spalletti, Conti, Pradè e Mazzoleni, responsabile amministrativa della Roma, per fare un punto sulle strategie di mercato. Incontro al quale potrebbe partecipare lo stesso amministratore delegato giallorosso. In attese di gradite permanenze o ventilati arrivi, l’input che arriva da Trigoria è chiaro: meglio pianificare senza ambizioni e velleità.
 
B.S.

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