La Juventus si staglia all’orizzonte della Roma rinata di Claudio Ranieri. Terzo posto, due punti di vantaggio sugli avversari di sempre e di domani,  e una striscia di risultati utili arrivata a contare fino a quattordici, tra campionato e coppe. In Italia, nessuno ha fatto di meglio. Il Napoli, che in campionato può contarne altrettante, è caduto in Coppa Italia, proprio contro la Juventus, fermandosi a quota tredici. L’ultima striscia giallorossa simile, in serie A, risale alla stagione 2007-2008, quella conclusa ad un passo dal titolo.
 
STRISCIA — In quel caso, furono tredici i risultati utili consecutivi, dallo 0-3 di Parma (7 ottobre) all’1-0 col Palermo (26 gennaio). Attualmente in Europa, a parte l’irraggiungibile Bayer Leverkusen — imbattuto da diciotto turni tra coppe e campionato — nessuno ha fatto meglio della Roma. Che da oggi, è tornata a marciare a pieno regime. Ranieri ha brindato stamattina al rientro in squadra di Totti e Mexes, fermi addirittura dal 2009. La rosa, a questo punto, è al completo o quasi (Tonetto è ormai ai box da tempo, Okaka, in uscita sul mercato, da domani tornerà in gruppo, Andreolli si è fermato oggi per un fastidio ai rotatori dell’anca). In questa stagione non era mai successo. Idem in quella scorsa. I motivi? Tanti.
 
CAMPI — «I campi di Trigoria? Bruttissimi. Se andiamo in spiaggia a Castel Fusano è meglio». Ranieri era stato chiarissimo dopo appena un mese dal suo arrivo al ‘Fulvio Bernardini’. I campi su cui si allenava la Roma erano da rifare. Uno, il ‘C’, era fresco di ‘restauro’. L’altro, lo sarebbe stato di lì a poco. Oggi, dopo il costoso make up, il fondo del ‘Bernardini’ è decisamente migliorato rispetto a quando, il 2 settembre, Ranieri lo ha sondato la prima volta. Il primo motivo di un’infermeria finalmente deserta, forse, è proprio questo.
 
PREPARAZIONE/1 — Un fondo irregolare, però, influisce negativamente soprattutto sugli infortuni di tipo traumatico. I problemi della Roma negli ultimi anni, al contrario, sono stati spesso di natura muscolare. La scorsa stagione si è raggiunta la cifra record di otto giocatori fuori per infortuni in contemporanea. Immediatamente, il cambio radicale registrato nel corso questa ‘temporada’ ha spostato l’occhio dei più attenti verso lo staff tecnico. Anche perché, nella parte iniziale dell’avventura 2009-2010, quando sulla panchina giallorossa sedeva Spalletti, le cose non stavano procedendo nel migliore dei modi. Perrotta, il primo a fermarsi,  aveva detto ‘stop’ dopo appena quattro giorni di allenamento a Riscone di Brunico, sede del ritiro estivo, per una lesione di secondo grado al capolungo della coscia destra. Prima di lui era toccato a Juan, ricaduto nel problema mai risolto (fino a oggi) al bicipite femorale. Una maledizione interrotta soltanto dalla cura Ranieri.
 
PREPARAZIONE/2 — Oggi, rispetto al passato firmato dal tecnico di Certaldo, la squadra lavora meno sulla forza. Il nuovo preparatore, Riccardo Capanna, ha ridotto notevolmente la palestra, di cui qualche giocatore si lamentava in passato. Così come gli esercizi sulla sabbia, che alla lunga possono creare problemi di natura muscolare e oggi sono quasi scomparsi dal ‘menù’ di Trigoria. Se prima, inoltre, il lavoro era lo stesso per tutti (Totti da sempre rappresenta un’eccezione), oggi si studiano allenamenti personalizzati per i singoli atleti, che coinvolgono anche l’alimentazione e la gestione dell’atleta fuori dal campo (esemplificativo il caso di Juan, a cui è staton consigliato di ridurre il consumo di carne).
 

COMUNICAZIONE — A trarne beneficio, la parte atletica dell’allenamento. E non solo. Con l’avvento dei nuovi tecnici, infatti, è migliorata anche la comunicazione con lo staff sanitario. Lo dimostrano i recenti casi di Totti e De Rossi, «gestiti» da Ranieri ritardando il rientro in maniera da non rischiare ulteriori problemi (in passato, non sempre le cose sono andate così). Contro la Juventus rientreranno anche loro. Una Roma al completo, per la prima volta dopo anni, quella che volerà sabato all’Olimpico di Torino. Scegliere, adesso, toccherà a Ranieri.
 
 

Matteo Pinci

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