Nella sua bacheca personale manca soltanto il Pallone d’oro,
ma lui non molla. Anzi, rilancia. Sì perché Francesco Totti crede
ancora nella possibilità di arrivare al premio più prestigioso per un
giocatore di calcio. Magari trascinando la terza Roma spallettiana alla
conquista di altri traguardi importanti, dopo Coppa Italia e
Supercoppa. L’Europa lo scorso anno lo ha incoronato, con la Scarpa d’oro, come il miglior bomber della stagione. Grazie a Luciano Spalletti, Totti si è riscoperto centravanti ed oggi, a 31 anni,
la sua imparagonabile carriera sembra ancora incredibilmente in ascesa.
Prestazioni da vero leader, assist come se piovesse, gol d’antologia e
“cucchiai”a ripetizione: tutto questo è in grado di regalarci ancora
Francesco Totti. Mai come adesso si può affermare che quel detto
“meglio di lui solamente lui”, è davvero appropriato. Del resto, il film del ragazzo di Porta Metronia,
ora uomo, è una pellicola da rivivere intensamente, perché Totti è
riuscito a realizzare il sogno che ogni tifoso coltiva: essere
l’emblema della propria squadra.L’astro del capitano romanista comincia 31 anni fa nel quartiere San Giovanni di Roma.I primi passi da giovane calciatore li muove nella Smit Trastevere:
le sue doti richiamano ben presto l’attenzione dei dirigenti della
Lodigiani, che non si fanno sfuggire la possibilità di tesserare il
bambino prodigio.Dopo pochi anni, nel 1989, la Roma, a
seguito di un testa a testa con il Milan si assicura il cartellino di
Totti, per la gioia di tutta la famiglia da sempre giallorossa.Nella stagione 1992/93, l’allenatore Boskov decide di farlo debuttare – a soli 16 anni – in serie A (28 marzo 1993,Brescia-Roma 0-2) enelle stagioni successive, sotto la guida di Mazzone, arrivano la prima rete in campionato (4-9-’94, Roma-Foggia 1-1) ed un eurogol contro i belgi dell’Aalst con cui comincia a farsi apprezzare anche dal palcoscenico europeo.La stagione 1996/97 è senza dubbio un crocevia importante della sua carriera. Carlos Bianchi, non vedendo di buon occhio calciatori romani, teneva, masochisticamente, un atteggiamento ostile verso Totti, al punto da chiederne la cessione.
Quando il trasferimento alla Sampdoria è ormai cosa fatta, due
splendidi gol in un triangolare amichevole con Ajax e Borussia
Moenchengladbac, fanno ricredere il tecnico argentino che confermò il
talento di Porta Metronia.Nei due anni successivi, nella Roma
allenata da mister Zeman, con cui Francesco instaura da subito un
feeling particolare, avviene il definitivo passaggio da promessa a
campione. I compagni di squadra gli assegnano la fascia di
capitano, lui risonde onorandola e legandosi legandosi solo e per
sempre alla sua Roma.Totti si dimostra calciatore completo: trascinatore in campo, fuoriclasse indiscusso, goleador di razza. Conduce la Roma alla vittoria del suo terzo scudetto nel 2001 e alza la Supercoppa italiana la stagione seguente.Con
il susseguirsi degli anni, il capitano romanista infrange tutti i
record più significativi per la storia del suo club, divenendo il
calciatore con il maggior numero di stagioni gol all’attivo.Nella
stagione appena trascorsa, con 26 gol, conquista il titolo di
capocannoniere del campionato italiano. Risultato di estremo valore
sottolineato anche dal dato che gli ultimi “numeri 10” a riuscire
nell’impresa, Platini e Maradona. Non basta. Totti attualmente è anche
il goleador più prolifico tra i calciatori in attività. Nel suo
palmares si sono aggiunte recentemente anche una Coppa Italia ed
un’altra Supercoppa Italiana.Attualmente è legato alla Roma da un contratto fino al 2010, ma il sodalizio con la squadra capitolina è destinato a durare ancora molto.Totti
vuole continuare a vincere già da quest’anno e soprattutto vuole
continuare a segnare, esultando ancora con quel dito in bocca: un gesto
che ci fa capire come e quanto il numero 10 sia legato alla sua
famiglia. Ilary, Christian, Chanel, insieme a Roma, la Roma e i tifosi
romanisti, sono il suo mondo. Quel mondo che lo ha aiutato a superare
il pesante infortunio di due anni fa, riportandolo alla guida del club
giallorrosso. In realtà Totti avrebbe voluto diventare un leader anche
della nazionale, in pochi però hanno sottolineato il grande sforzo che
Francesco ha fatto per tornare a disposizione del ct Lippi per il
mondiale tedesco che comunque ha conquistato mettendo una firma
importante sul camino azzurro in occasione del rigore decisivo da lui trasformato contro l’Australia. La finale di Coppa del Mondo contro la Francia è stata la sua ultima partita con la maglia della Nazionale.
Il capitano giallorosso infatti, a causa dei molti impegni a cui è
sottoposto e del passaggio di consegne tra Lippi (con il quale ha un
rapporto ottimo) e Donadoni , ha deciso di dedicarsi solamente alla sua
Roma. Una Roma che, due giorni dopo il suo compleanno giocherà il primo grande match point scudetto di questa stagione. Totti,
nonostante una condizione non al top, vuole esserci. Vuole guidare
ancora una volta i giallorossi verso traguardi importanti.

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