BOVE INTERVISTA ROMA – Al canale Youtube del club giallorosso il centrocampista della Roma Primavera Edoardo Bove si è raccontato. “Ora credo di aver realizzato, piano piano. È un’emozione che ti porti dentro e impieghi tempo per cogliere cosa davvero hai provato in quel momento – dice sul suo esordio in Serie A con la maglia della Roma nella gara contro il Crotone -. Dentro di me ho pensato ‘corri a scaldarti, se il mister cambia idea che succede?’. Il mister ha chiamato anche Edin (Dzeko, ndr), pensavo per farlo entrare. Ma quando ho visto che si stava togliendo gli scarpini, ho tirato un sospiro di sollievo. Lì ho realmente sperato che mi facesse entrare”.

Sull’infortunio che lo ha rallentato

“Ho aspettato questo momento per molto tempo, sono stato fermato dagli infortuni, la strada è stata tortuosa e ho dovuto affrontare molte cose. Proprio per questo la soddisfazione è più grande. Parlando dell’infortunio, inizialmente ero spaventato – continua -. Mi sono dovuto operare, una ricaduta al quinto metatarso nello stesso punto in cui mi ero infortunato a novembre ed è avvenuta in piena estate, nel momento clou del ritiro. Inizialmente non l’ho vissuta bene, poi per fortuna sono rimasto sul pezzo e mi hanno aiutato la mia famiglia e molte persone che mi sono state vicine. Sono riuscito a superare quel momento”.

Gli inizi da calciatore

“La prima volta che ho avuto un pallone tra i piedi? La ricordo, mio padre la racconta sempre perché sfortunatamente ho tirato un calcio fortissimo e ho colpito sul volto una persona anziana che stava passando. Mio padre era rimasto subito destabilizzato e sorpreso dalle mie caratteristiche – racconta -. Provengo dalla Boreale, una società a cui tengo molto e sono legato. Ricordo di aver fatto solo un provino e, non sapendo di essere stato preso, sono venuto comunque a fare il campus estivo della Roma. C’era Bruno Conti con tutta la dirigenza che controlla i campus. Vado ad iscrivermi e mi dice: ‘Che ci fai qui? Sei stato già preso per l’anno prossimo'”.

Dal tennis al calcio: un cambio cruciale

“Il calcio da sogno è diventato un obiettivo concreto quando ho scelto il calcio al tennis. Giocavo ad altissimo livello a calcio e a tennis contemporaneamente. C’erano settimane in cui mi allenavo tre volte a settimana a calcio e tre volte a tennis, più la partita di domenica. È arrivato un momento in cui mi sono trovato a dover scegliere, come il mio amico Flavio Cobolli: lui ha scelto il tennis, io il calcio”, prosegue. “Roma mi piace tantissimo – dice sulla città -. Abitando vicino al centro il mio posto preferito è Via dei Fori Imperiali: camminare lì mi piace moltissimo”.

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