(Foto Getty Images)

 

I GIORNALISTI VOTANO LA ROMA – E’ tempo di bilanci. Il campionato si ferma per gli impegni delle nazionali e Romanews.eu prova a fare il punto sui primi mesi della nuova Roma. Vi proponiamo le opinioni delle maggiori firme del giornalismo sportivo romano alle quali abbiamo chiesto di dare i voti alla società, all’allenatore e alla squadra.   

Ecco, nel dettaglio, le domande che abbiamo sottoposto ai colleghi intervistati:

1) Un voto a Luis Enrique: in 2 mesi (12 partite ufficiali, 4 vittorie, 3 pareggi, 5 sconfitte) qual’è il bilancio del tecnico asturiano in termini di risultati ottenuti, scelte fatte e lavoro svolto?
Voto medio emerso: 6,185

2) Un voto a Walter Sabatini: la campagna acquisti fatta dalla Roma permette di lottare per un posto in Champions League?
Votomedio emerso: 7,45

3) Un voto ai giocatori: chi sono, ad oggi, il migliore ed il peggior giallorosso?
Voto medio emerso: 6,33

4) Un voto al presidente: Thomas DiBenedetto è stato eletto formalmente ed ha reso note le sue ambizioni. Il progetto annunciato dal tycoon le sembra convincente e supportato da azioni concrete?
Voto medio emerso: 7,10

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: la Roma sta cercando di stravolgere radicalmente la comunicazione e le modalità di vendita dei biglietti. I nuovi dirigenti sono in grado di vincere queste battaglie?
Voto medio emerso: 7,04

6) Un voto alla rosa: qual’è il reparto più convincente e quale quello su cui intervenire a gennaio?
Voto medio emerso: 7,33

Ecco le loro risposte:

Gianluca Piacentini (Il Corriere della Sera)

1) Un voto a Luis Enrique: 7. Ha tante idee, carisma e carattere visto le scelte che ha fatto. E poi ha avuto il merito, dal primo giorno di ritiro fino all’insediamento della nuova dirigenza, di essere l’unico parafulmine.

2) Un voto a Sabatini: 7.5.  Voto più alto in entrata, visto che ha acquistato giovani di prospettiva e giocatori affermati come Pjanic e Lamela. Però non ha sistemato alcuni giocatori e non ha abbassato il monte ingaggi.

3) Un voto ai giocatori: 6.5.  I migliori Osvaldo e Pjanic, il primo ha segnato anche se non ha disputato grandi prestazioni, il secondo è proprio forte ed è il migliore acquisto di quest’anno. Il peggiore Cassetti, che è alla fine del suo ciclo alla Roma.

4) Un voto al presidente: 8. Il suo miglior merito è di aver scelto dirigenti capaci per la gestione sportiva,  mentre per le questioni politiche ha fatto battaglie che la vecchia società non aveva fatto in tanti anni, come per lo stadio e i diritti tv.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7.5. La vera rivoluzione culturale è stata di far capire alla piazza che serve pazienza, la vera rivoluzione è del tifo.

6) Un voto alla rosa: 7.5. Dal centrocampo in su la Roma è una delle squadre più forti del campionato, in difesa vanno acquistati due esterni già da gennaio, due titolari che vadano a completare il reparto con Rosi e Josè Angel.

Roberto Maida (Il Corriere dello Sport)

1) Un voto a Luis Enrique: 5,5. “E’ un allenatore nuovo e giovane, ma in prospettiva può far bene”

2) Un voto a Walter Sabatini: 6,5. “Con qualche acquisto in meno ma mirato a giocatori più pronti, la squadra sarebbe già competitiva”.

3) Un voto ai giocatori: 6. “De Rossi tra i “vecchi” e Gago tra i “nuovi”. Deluso da Stekelenburg”.

4) Un voto al Presidente: 6.  “DiBenedetto è il presidente della Repubblica. Baldini è il capo del Governo”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 6. “E’ una rivoluzione con il biberon, ma boccio l’aumento dei biglietti di Roma-Milan”.

6) Un voto alla rosa: 7. “E’ molto competitiva, Osvaldo grande acquisto. Il reparto più convincente è il centrocampo, quello su cui intervenire la difesa, con due esterni e un centrale alla Thiago Silva”.

Alberto Ghiacci (Il Corriere dello Sport)

1) Un voto a Luis Enrique: 6,5. “Un inizio discreto”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 6,5. “Sì, è una squadra che può raggiungere la Champions League”.

3) Un voto ai giocatori: 6. “Pjanic il migliore, Cassetti il peggiore, ma solo perché gioca fuori ruolo”.

4) Un voto al presidente: 6,5. “E’ a metà strada, con un buon anticipo sulla tabella di marcia”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7. “Ma per i dirigenti sarà dura…”

6) Un voto alla rosa: 7. “Il centrocampo il più convincente. A gennaio bisogna intervenire sulla difesa prendendo due esterni”.

Ugo Trani (Il Messaggero)

1) Un voto a Luis Enrique: 6. “Coerente”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 6,5. “Molto bene il mercato in entrata, insufficiente quello in uscita”.

3) Un voto ai giocatori: 6. “Osvaldo il migliore, Juan il peggiore”.

4) Un voto al Presidente: 6. “Ha mantenuto la promessa di voler allestire una dirigenza da vertice per la Roma”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 6. “Manca ancora una strategia unica di comunicazione”.

6) Un voto alla rosa: 6,5. “Il reparto più convincente è l’attacco. A gennaio bisognerebbe intervenire con 5-6 operazioni in uscita. Servono due acquisti: almeno un terzino destro, e se possibile uno sinistro. Serve, inoltre, un uomo in più a centrocampo, e io riporterei Viviani in prima squadra”.

Alessandro Austini (Il Tempo)

1) Un voto a Luis Enrique: 6. “Perchè ha un’idea molto interessante che non ha mai abbandonato ma non è ancora riuscito a coinvolgere tutta la squadra”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 8. “Ha comprato molti giocatori, molti dei quali interessanti e finora nessuno può essere considerato un acquisto sbagliato. Al momento direi che la campagna acquisti non permetterà di lottare per la Champions League, ma non era questo che gli si chiedeva nel primo mercato”.

3) Un voto ai giocatori: 5,5. “Il migliore Pjanic, il peggiore Borriello”.

4) Un voto al Presidente: 7. “Il progetto è molto convincente. Vedo qualcosa di nuovo ma ancora c’è tantissimo da fare.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 6. “Di incoraggiamento, perchè qualcosa è stato fatto, ma molto poco e meno di quello che mi aspettavo”.

6) Un voto alla rosa: 7,5. “Il reparto più convincente è l’attacco e quello da rinforzare è la difesa”.

Stefano Carina (Tuttosport)

1) Un voto a Luis Enrique: 5. “La Roma è stata eliminata dall’Europa League ed ha perso il derby. Dopo 4 mesi non ha ancora trovato la quadratura della squadra”.

2)  Un voto a Walter Sabatini: 6,5.  “Sì, la squadra può lottare per un posto in Champions League. Campagna acquisti ottima, ma non so quanti, sopratutto della vecchia guardia, vadano bene per il gioco dell’allenatore”.

3) Un voto ai giocatori: 5,5. “Pjanic il migliore, sopratutto se gioca trequartista. Kjaer è quello che mi ha deluso di più, ci puntavo”.

4) Un voto al Presidente: 6,5/7. “E’ un presidente atipico che delega molto, difficile valutarlo, però le promesse fino ad ora sono state mantenute”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7.  “Mi sono piaciute tutte le iniziative volte ad avvicinare i tifosi. Forse però la definizione ‘rivoluzione culturale’, può rivelarsi un boomerang. Serve concretezza”.

6) Un voto alla rosa: 8. “L’attacco è il reparto che mi ha convinto di più. Interverrei a gennaio prendendo un terzino sinistr0, perché Josè Angel non è ancora pronto, ma comprerei anche un centrocampista intermedio di qualità, un Emerson prima maniera per puntellare un centrocampo un po’ troppo ‘sognatore’”.

Massimo Cecchini (La Gazzetta dello Sport)

1) Un voto a Luis Enrique: 6,5. “Tanto lavoro, tanti cambiamenti di mentalità, diversi errori per un pizzico si ‘superomismo’ latente e soprattutto per imperfetta conoscenza di giocatori e ambiente. Ma il positivo supera il negativo”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 7. “E’ un mercato da 70 milioni (da bilancio citato in assemblea) e, anche se di prospettiva, di sicuro permette di lottare per la Champions. Logico però che un mercato vada valutato anche in uscita e aver lasciato in rosa un gran numero di giocatori non aiuta né le casse sociali né il lavoro di Luis Enrique”.

3) Un voto ai giocatori: 6,5. “De Rossi il migliore e Cassetti il peggiore, ma quest’ultimo è stato quasi sempre schierato in un ruolo per lui desueto e inadatto”.

4) Un voto al Presidente: 8. “Progetto convincente e prime mosse corrette. Ma DiBenedetto sembra più un uomo-immagine che un reale presidente, stretto com’è fra il socio forte Pallotta e il punto di riferimento operativo Baldini”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 6,5. “Segnali significativi dal punto di vista della biglietteria e della comunicazione, segnali importanti dal punto di vista della voglia di gioventù e della ricerca di un gioco diverso. Su un piano più alto (etica del mercato, lotta alla violenza sotto qualsiasi forma si presenti, anche comunicazionale, rifondazione del sistema di potere del calcio italiano) niente di veramente nuovo da segnalare. I dirigenti sono in grado di vincere le loro battaglie (e questo varrebbe per tutti i club di serie A), ma bisogna vedere se hanno voglia di combatterle”.

6) Un voto alla rosa: 7,5. “Un reparto non è mai perfetto: difesa (esterni), centrocampo (interni forti anche sul piano fisico) e attacco (ancora esterni). Ma quello che c’è non è affatto poco. Anzi”.

Alessandro Catapano (La Gazzetta dello Sport)

1) Un voto a Luis Enrique: 5,5. “Concordo con lui quando dice che serve tempo, ma finora sulla bilancia pesano di più alcuni errori decisivi, tra cui  l’eliminazione dall’Europa League”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 6,5. “Avrei dato un voto maggiore per la campagna acquisti fatta, ma sono rimasti troppi giocatori – alcuni dei quali scontenti – e un direttore sportivo deve anche saper vendere. Inoltre sui terzini la squadra non è completa”.

3) Un voto ai giocatori: 5,5. “Sono sulla stessa barca del tecnico, con cui dividono le responsabilità. Il migliore, per continuità, è Pjanic: quando non c’è la sua assenza si nota. Il peggiore deve essere per forza in difesa, dico Jose Angel: una grande ala ed un pessimo terzino, peccato che giochi nel ruolo sbagliato”.

4) Un voto al Presidente: 6,5. “Sono già state fatte cose interessanti, anche se si tratta ancora di piccole cose: parlo della comunicazione, della nuova multimedialità e delle nuove modalità di vendita dei biglietti. Mi sembra però che la macchina A.S. Roma debba ancora completare il rodaggio per partire bene. Inoltre il monte ingaggi doveva essere sfoltito di più: iconti sono ancora troppo negativi in vista del fair play finanziario”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7. “Un voto sulla fiducia, per la presenza in questa squadra di un uomo come James Pallotta e dei suoi manager, di cui tutti parlano benissimo. Chi li ha visti lavorare a Trigoria li ritiene i veri fenomeni della nuova Roma”.

6) Un voto alla rosa: 7. “E’ una rosa molto competitiva, con alcune lacune ma grande abbondanza, persino troppa.  Il reparto più convincente finora per me è l’attacco: il tanto vituperato Osvaldo ha segnato 5 gol, Bojan partendo spesso dalla panchina ne ha segnate 3, Totti ha fatto un lavoro straordinario prima di farsi male e poi è esploso Lamela. Il reparto meno convincente è la difesa, per i motivi di cui sopra e anche perché Juan non sembra reggere fisicamente Luis Enrique”.

Fabio Maccheroni (Leggo)

1) Un voto a Luis Enrique: 5,5. “Ha tra le mani una squadra potenzialmente molto forte, ma fa troppe girandole e a volte compie scelte incomprensibili come quella clamorosa di cambiare Totti con Okaka e di insistere con Cassetti centrale di difesa. Inoltre non mi convince quando gioca con le tre punte senza un trequartista di ruolo”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 10. “Potenzialmente è una squadra fortissima. Anche se non credo che quest’anno la Roma lotterà per lo scudetto e sarà difficile arrivare in Champions. Se Luis Enrique la smette con gli esperimenti e punta su pochi giocatori si può ottenere qualche risultato in più, ma ormai è stato perso troppo tempo”.

3) Un voto ai giocatori: 7. “E’ una media ovviamente. Il migliore di tutti forse Gago, da quando ha giocato, assieme a Lamela anche se ha giocato molto poco. Mi aspettavo di più da Bojan, ma anche lui ha grandi potenzialità”.

4) Un voto al Presidente: 10. “Fa soltanto il presidente ed ha lasciato la direzione a chi sa di calcio. Ha fatto quello che deve fare un presidente, limitarsi a mettere i soldi. E’ stato straordinario e professionale, ora vedremo i risultati”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 8. “Provano a fare cose nuove e questo merita un plauso. I risultati sono lenti perché siamo in un paese lento e con ben altri problemi. Il tentativo di agevolare l’accesso allo stadio è fondamentale per una società moderna”.

6) Un voto alla rosa: 8. “I reparto migliore è il centrocampo, mentre interverrei in difesa, sia sui centrali che sugli esterni. Kjaer ha bisogno di giocare ancora molte partite ed Heinze non può essere il futuro, anche se è un ottimo giocatore.”

Chiara Zucchelli (Il Romanista)

1) Un voto a Luis Enrique: 6,5. “Faccio una media tra l’8 per le sue idee e il modo in cui cerca di fare giocare la Roma e il 5 dei risultati ottenuti, visto che alla fine contano quelli”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 9. “La sua è stata una campagna acquisti praticamente perfetta su tutto”.

3) Un voto ai giocatori: 6,5. “Si applicano ad un’idea nuova, però sono i principali artefici dei risultati ottenuti. Il migliore resta Totti, anche se non segna: quando è mancato lui i risultati non sono più arrivati. Subito dopo Pjanic, una vera sorpresa. I peggiori finora sono Jose Angel e Cassetti”.

4) Un voto al Presidente: senza voto. “Non ha avuto materialmente il tempo per fare niente. Il voto al progetto e alla programmazione è 7,5”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7 . “Il termine rivoluzione non mi piace, la Roma non sta facendo cose rivoluzionarie. E’ una rivoluzione solo se rapportata al passato. Spero che i dirigenti raggiungeranno gli obiettivi prefissati, anche se non è facile. E’ un problema che riguarda le leggi italiane, ma la Roma mi sembra sulla strada giusta”.

6) Un voto alla rosa: 8,5. “Il reparto più convincente è l’attacco, interverrei in difesa”.

Luca Valdiserri (Il Corriere della Sera)

1) Un voto a Luis Enrique: 7. “La squadra era da rifondare ed è quel che ha fatto, pur con qualche errore”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 7.  “Un 8 per i giovani talenti che ha comprato, insufficiente per non essere riuscito a liberarsi di giocatori in esubero”.

3) Un voto ai giocatori: 7. “Come rendimento il migliore è De Rossi, tra i nuovi non è stato il migliore ma può diventare decisivo Pjanic. Il peggiore Juan, simbolo della vecchia Roma da sostituire”.

4) Un voto al Presidente: 6.
“7 per le novità sul piano della comunicazione , 5 per la fortuna allo stadio; con lui in tribuna la Roma ha vinto solo a Parma. Insufficiente dal punto di vista scaramantico”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 7.5. “Bisognava ripartire da zero, qualcosa è stato fatto”.

6) Un voto alla rosa: 7. “Può fare grandi cose. Tutti i reparti sono migliorabili, ma a gennaio la prima cosa da fare è vendere e mettere a posto il bilancio: molti giocatori in esubero guadagnano troppo”.

Carmine Fotia (Il Romanista)

1) Un voto a Luis Enrique: 8. “Il progetto lo sta seguendo e se fa errori li corregge”.

2) Un voto a Walter Sabatini: 9. “Soprattutto per il colpo Lamela: ne ha fatti tanti, ma Lamela è stato un vero colpo di mercato”.

3) Un voto ai giocatori: 6.5. “Il migliore De Rossi, il peggiore Cassetti”.

4) Un voto al Presidente: 8 più. “Per tutto quello che sta facendo concretamente”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 10. “La parola ‘rivoluzione culturale’ è miele per le nostre orecchie e tutta la politica della nuova società, anche nei confronti dei tifosi, è da 10”.

6) Un voto alla rosa: 7.5. “Da migliorare il reparto degli esterni bassi”.

Francesca Ferrazza (La Repubblica)

1) Un voto a Luis Enrique: 5.5. “Non tanto per i risultati, visto che mi aspettavo un inizio zoppicante, quanto sul piano tattico: mi aspettavo qualcosa di meglio, più che in difesa nella costruzione del gioco”.

2) Un voto a Sabatini: 7. “Non era facile, il budget non era enorme e infatti ha piazzato bei colpi in prestito come Gago. Ha comprato 11 giocatori, ha azzeccato molti arrivi ma non è riuscito a vendere alcuni giocatori in surplus”.

3) Un voto ai giocatori: 8 “Per l’impegno: si sono messi a disposizione, annullandosi quasi, pur di farsi plasmare da Luis Enrique. E questo non è scontato in una squadra. Il migliore Pjanic, non mi aspettavo questa velocità di ambientamento. Il peggiore Kjaer, che deve ancora far vedere tutto il suo valore”.

4) Un voto al Presidente: 6.5.  “Ha avuto poco tempo, è diventato presidente a metà agosto. Ha avuto il merito di scegliere una dirigenza di alto livello, ma ancora aspetto il salto di qualità”.

5) Un voto alla ‘rivoluzione culturale’: 6.5. “Cose buone sotto il profilo della comunicazione: sono stati resi più partecipi i tifosi e i giornalisti. Forse però ci sono troppe persone nell’ufficio stampa, manca un punto di riferimento”.

6) Un voto alla rosa: 6.5. “Bisogna intervenire in difesa, non solo sugli esterni ma anche sui centrali: nessuno infatti è adatto al gioco di Luis Enrique. Entro la prossima stagione bisognerà rivoluzionare la difesa”.

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