CHAMPIONS LEAGUE QUARTI FINALE ROMA – La Roma è ai quarti di finale di Champions League: il destino le ha assegnato il Barcellona. Analizzando alcuni dati delle magnifiche otto, focalizzandoci su quelli relativi alle due contendenti, si possono notare analogie e somiglianze, che possono far immaginare che tipo di match aspettarci tra le squadre allenate da Di Francesco e Valverde. I dati presi in esame, ad eccezione di quelli in cui viene specificato diversamente, fanno riferimento esclusivamente alle sfide di andata e ritorno degli ottavi di finale.

POSSESSO PALLA – Il possesso palla medio del Barcellona è impressionante: 60.5% nella doppia sfida contro una squadra titolatissima come il Chelsea. I blaugrana, su un totale di otto squadre qualificate, sono al secondo posto, dietro solo al Manchester City, che comanda incontrastato con il il 70% tra le gare di andata e ritorno. La Roma, invece, è settima in questa speciale graduatoria, con il 44% di media, e precede di un solo punto percentuale la Juventus (43%) addirittura ultima in classifica. Completano il quadro, nell’ordine dal terzo al sesto posto: Liverpool (57.5%), Bayern Monaco (57%), Siviglia (51.5%), Real Madrid (49.5%).

RENDIMENTO OFFENSIVO – Messi, Suarez e DembéléPerotti, Dzeko e Under. Tridenti offensivi che dovrebbero far presagire una mole di gioco importante ed un’alta quantità di gol. Tutt’altro. Negli ottavi di finale di Champions League, Roma e Barcellona sono tra le squadre delle migliori otto d’Europa ad aver provato meno conclusioni. 24 tiri totali i giallorossi tra andata e ritorno, di cui 11 in porta, contro i 15 tentativi dei blaugrana di cui 9 verso lo specchio. Nulla a che vedere a confronto dei numeri del Bayern Monaco nel doppio confronto con il Besiktas, a capo di questa classifica con 47 finalizzazioni, il Siviglia che contro il Manchester United ha concluso per ben 46 volte e del Real Madrid sul terzo gradino del podio con 38. Al quarto posto il Liverpool con 26 tiri, dietro la Roma. Poi, a pari merito con il Barcellona, il Manchester City di Guardiola (15) e a chiudere la classifica come fanalino di coda la Juventus con 14 conclusioni totali nei due match contro il Tottenham.

RENDIMENTO DIFENSIVO – Valverde e Di Francesco sono spesso stati descritti come due allenatori dalle qualità spiccatamente offensive, mentre in questa prima annata, alla guida rispettivamente di Barcellona e Roma, i due tecnici hanno stupito tutti per la solidità e l’organizzazione difensiva. Per i catalani, un solo gol subito contro il Chelsea tra andata e ritorno, con i londinesi che hanno concluso per 24 volte centrando però lo specchio solamente in 6 occasioni sui 180 minuti complessivi. Discorso simile per i capitolini, con lo Shakhtar che è arrivato alla conclusione per ben 14 volte, ma con una particolarità: all’Olimpico i giallorossi non hanno subito alcun tiro, con Alisson inoperoso per tutto il corso del match. Numeri simili solo per il Liverpool, che ha visto il Porto provare ad andare a rete in solamente 16 occasioni. In generale, la Roma ed il Barcellona nel corso di tutta questa edizione della Champions League hanno mostrato un’incredibile tenuta difensiva: i blaugrana fin qui hanno subito solamente 2 gol nel corso di tutta la competizione europea, mentre Manolas e compagni ancora non hanno mai raccolto la palla dal sacco nei match tra le mura amiche.

BEATA GIOVENTÙ – Di Francesco conferma di essere un maestro. Prendendo come parametro di riferimento i giocatori Under 21, ossia nati dal 1° gennaio 1997, la Roma è la squadra che, dopo il Manchester City, ci punta maggiormente. I Citizens, nell’arco della doppia sfida con il Basilea, ne hanno schierati quattro: Jesus (1997), Foden (2000), Adarayoio (1997) e Diaz (1999). Tuttavia, è doveroso specificare che tutti sono stati messi in campo nella sfida di ritorno, a qualificazione già praticamente acquisita. I giallorossi, dal canto loro, hanno dato spazio a Gerson ed Under, entrambi classe 1997, in tutte e due le partite con lo Shakhtar. Segue il Liverpool con Gomez (1997) ed Arnold (1998), ma esclusivamente nella partita di andata, poi il Barcellona, prossima avversaria, con Dembelé (1997, solo ritorno), la Juventus con Bentancur (1997, solo andata). Chiudono Real Madrid, Siviglia e Bayern, che hanno scelto l’usato sicuro, senza puntare sui giovani. Insomma, Di Francesco è l’unico allenatore ad aver scelto la “linea verde” in entrambi i match degli ottavi.

Emili-Tagliaboschi

Print Friendly, PDF & Email