Tiki Tattica, Roma-Porto: Conceição vuole ampiezza, Di Francesco torna alle origini

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TIKI TATTICA, ROMA PORTO – Si alza il sipario sulla fase ad eliminazione della Uefa Champions League: la Roma ospita il Porto allo stadio Olimpico, martedì alle 21.00, nel match valido per l’andata degli ottavi di finale della massima competizione europea per club. I portoghesi di Conceição si sono qualificati come primi con 16 punti nel gruppo D con Schalke, Galatasaray e Lokomotiv Mosca. Il ritorno è fissato il 6 marzo all’Estadio Do Dragao.

GLI SCHIERAMENTI – La Roma dovrebbe confermare il 4-3-3, con Olsen ancora in dubbio e Schick che dà forfait. In porta, in attesa di conferme definitive sulle condizioni dello svedese, spazio a Mirante, con Florenzi che si gioca un posto con Karsdorp sulla fascia destra, il rientrante Manolas dopo il problema al pube, Fazio e l’inamovibile Kolarov. Al centro torna De Rossi, con Pellegrini e Cristante ai lati. In attacco Zaniolo, complice l’assenza di Schick, torna sulla destra, con El Shaarawy a sinistra ed Edin Dzeko al centro. Per quanto riguarda gli ospiti, Conceição dovrebbe confermare il 4-3-3. A difendere i pali c’è Casillas, davanti a lui la difesa a quattro con Militao, Felipe, Pepe e Telles. A centrocampo pronti Herrera, Pereira e Torres. Davanti, in assenza di Marega, ci saranno uno tra Otavio e Andrade, Soares e Brahimi.

LA CHIAVE – Il Porto usa un sistema di gioco ‘liquido’, un 4-3-3 che può trasformarsi in 4-4-2 a seconda della posizione di Brahimi.
Conceição predica un calcio diretto, aggressivo, ambizioso in senso offensivo. Da tenere d’occhio con particolare attenzione la catena di sinistra formata da Telles e Brahimi, capaci di unire tecnica, velocità e imprevedibilità. Il gioco si sviluppa dal basso, cercando immediatamente l’ampiezza della manovra. Questo, però, può rappresentare anche un punto debole: in caso di recupero palla efficace e ‘pulito’, si possono creare spazi tali da poter mostrare tutti i limiti della difesa portoghese. Ci vorranno testa, senso dell’equilibrio e pazienza e la capacità di pressare in maniera efficace l’avversario, come la Roma ‘Difranceschiana’ alla prima maniera, per scardinare i ‘dragoni‘, e vendicare l’eliminazione dai preliminari di tre anni fa.

Alessandro Tagliaboschi

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