Tiki Tattica, Roma-Empoli: la prima di Ranieri tra una nuova difesa e la scommessa Schick

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TIKI TATTICA, ROMA EMPOLI – Da stasera per la Roma inizia una nuova avventura: alle 20.30, allo Stadio Olimpico, arriva l’Empoli nel match valido per la 27esima giornata di Serie A. Una partita importante per la squadra giallorossa, almeno per due motivi: vedere come si comporterà la squadra dopo l’arrivo di Claudio Ranieri e l’addio di Eusebio Di Francesco e continuare a restare in scia al treno che porta al quarto posto, visti i successi di Inter e Milan. Un Roma-Empoli, dunque, molto più importante di quanto ci si poteva aspettare.

LE SCELTE – Rosa a dir poco decimata quella che Ranieri trova alla ripresa del campionato. Oltre agli infortunati Under, De Rossi, Pellegrini e Manolas vanno aggiunti anche gli squalificati Dzeko, Fazio e Kolarov. Possiamo dunque ipotizzare un 4-2-3-1 con Olsen fra i pali, Santon sulla corsia di sinistra al posto dell’esterno serbo, Juan Jesus e Marcano al centro e Karsdorp a destra. A centrocampo possibile impiego di Cristante e Nzonzi con uno tra Florenzi e Kluivert, Zaniolo o Perotti e El Shaarawy ad innescare l’unica punta che sarà Schick, elogiato a lungo dal tecnico in conferenza stampa. Più certezze senz’altro per mister Beppe Iachini che per la gara contro la Roma avrà indisponibili soltanto Antonelli e Polvani con Mchedlzidze da valutare. Nel 3-5-2 il tecnico azzurro schiererà Dragowski in porta, Silvestre al centro della difesa con Veseli e Dell’Orco ai lati. Le fasce saranno percorse invece da Di Lorenzo e Pasqual con Bennacer in cabina di regia coadiuvato da Acquah e Krunic. In attacco confermato il tandem Caputo-Farias.

LA CHIAVE – Difficile decifrare come si comporterà in campo la nuova Roma di Ranieri, ma si può almeno immaginare l’Empoli pronto a chiudersi e fare la classica partita attendista. Chiudersi, cercare il recupero del possesso e andare il più velocemente possibile alla verticalizzazione per innescare le due punte: Caputo e Farias. La squadra giallorossa, invece, con soli due giorni di lavoro con il nuovo tecnico non potrà mostrare molte novità, ma qualche atteggiamento diverso potremmo già iniziarlo a vedere. Un baricentro ed una linea difensiva più bassa, utile ad esporsi meno alle offensive avversarie, e quindi linee in campo più strette. Compattezza, pressing, ricerca del dominio sulle seconde palle, sfruttando la velocità degli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti per trasformare la transizione da difensiva a offensiva e sorprendere la retroguardia avversaria.

 

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1 commento

  1. Ma a chi vuoi che importi più perdere, vincere, qualificarsi per qualcosa, o chi gioca? Pallotta ci ha ridotto a tifosi-zombie… anestetizzati in attesa di qualcosa che non arriverà mai. Tanto a giugno partirà l’ennesima “rivoluzione”, ossia l’ennesimo pretesto per vendere tutti quelli che gli pare e comprare giocatori inutili. Tra un paio di anni sarà silurato l’ennesimo allenatore, così da scaricare su di lui tutta la colpa come al solito. L’unica speranza è che er sor Pallotta non faccia lo stadio… vattene!

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