SPAL-Roma, analisi tattica: il gol arriva con la difesa schierata, Dzeko e Schick non dialogano

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ANALISI TATTICA SPAL ROMA – Spenta, con idee prevedibili e scolastiche: slegata, reattiva solo per dovere istituzionale nei rari momenti in cui riesce a prendere campo, che accetta l inerzia della gara, e con un Rocchi sempre discutibile quando incrocia i colori giallorossi. La Roma va a giocare in casa di chi non vince una gara casalinga da 6 mesi, contesto sempre estremamente delicato, soprattutto quando fai poco per evitare che la gara diventi episodica. Rocchi che sventola cartellini a caso, assegna un rigore per atterramento di Dzeko dimenticando clamorosamente di espellere Cionek, e ne assegna uno incredibile alla Spal per un contrasto insignificante e corretto tra Petagna e Jesus. E anche la prima sconfitta della gestione Ranieri, dopo appena due gare, è già servita.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Il 3-5-2 di Semplici vede davanti ai 3 centrali un centrocampo a 5 con il rientro di Lazzari quinto di destra, mentre dalla parte opposta è Fares ad allargare il campo, con la regia  compassata di Missiroli, che è anche l’unica soluzione per avere un giocatore tattico in fase difensiva davanti alla linea, spalleggiato da Murgia e dall’incursore di sinistra Kurtic; davanti Petagna e Antenucci molto vicini e alla ricerca del 2 contro 2 con i centrali avversari. Sul fronte giallorosso anche oggi il 4-2-3-1 di Difranceschiana memoria diventa un 4-4-2 alla Ranieri, dove fa capolino una linea difensiva alla 3 mezzo (a sua volta di spallettiana memoria) con Jesus bloccato a sinistra e Karsdorp con licenza di spingere in una difesa non veloce nei due centrali Fazio e Marcano, ma protetti dall’atteggiamento difensivo della squadra. In mezzo Cristante e Nzonzi che provano a dettare tempi di gioco che esistono poco, mentre Schick e Dzeko provano coesistenza offensiva, ignorandosi colpevolmente in troppi momenti di gara.

LA ROMA TIENE BARICENTRO BASSO E LASCIA INIZIATIVA, LA SPAL SE LA PRENDE – Per filosofia, i giallorossi scelgono un baricentro basso, che sfocia inevitabilmente in un atteggiamento di attesa attraverso il quale la Spal si assume ben presto l’iniziativa, con una percentuale bulgara che a fine primo tempo sfiorerà il 70%. Per 45 minuti la Roma accetta l’inerzia della gara, fintamente in attesa delle situazioni propizie che vanno cercate e indotte con ben altri atteggiamenti; il linguaggio del corpo dei giocatori denota in troppi momenti smarrimento e scarsa convinzione. Al di là di una ricerca di una fase difensiva compatta nei reparti, con Dzeko e Schick che attenzionano le linee di passaggio per Missiroli, i giallorossi difendono più di posizione, confidando nella pochezza offensiva dell avversario, al quale non viene concessa profondità per attaccare alle spalle Fazio e Marcano. La Spal produce supremazia territoriale e possesso palla, ma i rischi per la Roma sono limitati, con la possibilità sul fronte avanzato di gestire alcune ripartenze dove solo le scelte finali vanificano la situazione. In più di un frangente si manifesta una delle criticità maggiori del primo tempo, con Dzeko e Schick che non fraseggiano, non si cercano nelle combinazioni ignorandosi inspiegabilmente; se Kluivert a destra ha bisogno di spazi esterni, El Shaarawy a sinistra viene molto dentro al campo. Se Jesus non spinge non c’è ampiezza a sinistra e deve pensarci sempre Dzeko ad attaccare quegli spazi di centro sinistra per non stringere gli spazi offensivi e agevolare la fase difensiva estense. Come sempre contro un 3-5-2 diventa importante attaccare spazi alle spalle dei quinti, ma il palleggio basso che potrebbe innescare tale fondamentale viene condizionato dalla nuova filosofia che abiura l uscita con palla a terra da dietro. La Spal non sfrutta più di tanto i due braccetti (centrale di c/dx e c/sin) che non entrano dentro al campo in fase di palleggio per consentire la superiorità numerica, e con Kurtic mezzala a sinistra e Lazzari quinto di dx (dove troppo spesso Jesus è abbandonato da El Shaarawy in fase difensiva, lasciando un 1 contro 1 pericolosissimo) la Roma deve guardarsi solo dagli strappi e inserimenti di questi due avversari.

PENSI ALLO STALLO, MA LA ROMA HA RISORSE AUTOLESIONISTICHE INESAURIBILI – Ma la Roma di quest anno possiede una vasta gamma di suicidi tattici reiterati sia di reparto che singoli, e quando Karsdorp si fa sovrastare da Fares mancando diagonale e presa di posizione corretta, l’unico modo per gli uomini di Semplici per trovare la via del gol è servito. Il gol assurdo, a difesa schierata, la dice lunga su come alla Spal basta metterci determinazione nei duelli per spezzettare i pochi momenti di supremazia territoriale e possesso palla, e approfittare delle amnesie giallorosse per creare i presupposti per pericoli. Baricentro basso, iniziativa lasciata agli avversari, difesa di posizione passiva: la Roma prende gol e continua a non reagire. Il primo tempo si chiude col risultato favorevole alla squadra che non ha fatto calcoli ed ha voluto prendersi quello che l avversario gli ha lasciato.

RIPRESA CON CAMBIO DELLE PUNTE ESTERNE CHE PORTANO VIVACITÀ, IL PARI, MA POI CI RIPENSA ROCCHI – Si riparte con cambi di esterni di centrocampo più vivaci e propositivi, con Zaniolo e Perotti che portano più qualità offensiva che coincide subito con il raggiungimento del pari, con un atteggiamento aggressivo che parte fin dalle retrovie, dove Fazio esce aggressivo andando a prendere molto alto Antenucci. Ora anche la Spal potrebbe andare in difficoltà, abbassandosi e con i due attaccanti che vanno sui mediani giallorossi in impostazione, ma la manovra giallorossa ritorna inspiegabilmente lenta, con poca qualità, e ancora slegata e poco continua. Irrompe nuovamente sulla scena Rocchi che “sigla” il nuovo vantaggio estense; la Roma non ragiona più, sbatte sistematicamente sul muro quando prende campo, ma rischia negli spazi perché la Spal non va più a chiudersi, lasciando spazi verso Viviano da sfruttare. Per i giallorossi è impossibile farlo sulle disfunzioni avversarie. Parte qualche cross dalle corsie esterne, ma con 3 centrali la Spal non ha problemi a gestire l’occupazione e riempimento dell area, e con Regini per Lazzari (Fares va a destra), e con Schiattarella per Kurtic, anche chi aveva speso molto viene appena in tempo sostituito per dare continuità alla partita. Santon per Karsdorp è il terzo, insignificante a quel punto, cambio per i giallorossi in una gara dove a 10 minuti dalla fine rimane solo da consumare il puntuale miracolo impossibile di Viviano quando affronta la Roma, che puntuale si materializza.

Maurizio Rafaiani

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9 Commenti

  1. Avevamo ragione, con l’esonero di Di Francesco la Roma ne avrebbe beneficiato, noi si che ne capiamo di calcio visto?
    Contro la Spal siamo stati pazzeschi.

  2. Leggo commenti assai superficiali che prendono questa ennesima partita indecente per (tentare di) negare le responsabilità (non solitarie) di Di Francesco. Ora la Roma attraverso una sequela di errori concatenati che coinvolgono società, DS e allenatore è stata gettata in un buco profondissimo. Questa squadra da molti mesi non è allenata né mentalmente né fisicamente e infatti corre un quarto di qualsiasi avversario e scende in campo votata alla sconfitta con chiunque. L’esonero di difra era inevitabile dopo prestazioni grottesche e sconfitte umilianti, se non altro per tentare di dare una scossa all’ambiente. Possibilità di successo? Minime ma non c’erano altre strade. A fine stagione bisognerà ricominciare da zero scegliendo bene l’allenatore, della rosa c’è da salvare poco o nulla.

  3. Non capisco xchè Santon non venga preferito a Karsdop, improbabile difensore (x me è un tornante dx). Spero che Zaniolo non venga frastornato con utilizzo vario da tappabuchi. È in mezzosinistro formidabile.

  4. il problema di Ranieri e’ che deve comprendere quali sono le potenzialita’ di questi giocatori. Di Francesco ha penato molto e non e’ riuscito nel tentativo di migliorarli. Ranieri non ha tempo e non credo che riuscirebbe laddove Di Francesco ha fallito. Sono giocatori o scarsi o senza carattere, scelti male e senza nessuna pianificazione.
    Francamente mi domando cosa, certi sciocchi tifosi, vedono e comprendono di una partita, ragazzini stupidi che lanciano frasette apodittiche come “prestazioni grottesche”.

  5. Perchè c’era una difesa? Il grande J.Jesus in due partite ha fatto autogol e ha procurato il rigore che c’ha fatto perdere! Come sempre l’unicoa brillare èstato Zaniolo che ha dato una scossa a questa Squadra! Per come la penso io DEVONO DA ANDA’ VIA TUTTI… MA PROPRIO TUTTI eccetto Zaniolo e Manolas… Il resto VIA… TUTTI… VIAAAAAAAA!!! CHE SCHIFO!

  6. Ma si può parlare di difesa, se nomino Karlsdorp, Fazio, Santon, Marcano (o Moreno), senza contare degli adattato Florenzi e del vecchio Kolarov? Ma quale difesa, se quella del Chievo è migliore della Nostra? Dopo Szczhzeny e Alisson il portiere rimane un optionale, ma i soldi di Alisson, Nainggolan, Strootman e quelli dei prestiti pagati 20 milioni come Gerson, Defrel, ecc. DOVE LI HA MESSI PALLOTTA?

  7. Togliere SUBITO Olsen, Karsdorp, Jesus, Cristante, NZonzi, Kluivert .. mettere, al loro posto, Mirante, Santon, Kolarov o Florenzi, Pellegrini, Zaniolo, Perotti .. al posto di Shick provare Celar .. senno’ sara’ El Shaarawy a fare coppia con Dzeko fino al ritorno di Under .. Zijeck e Marez vi facevano schifo eh ? e Herrera non vi piace no ? avevamo ottimi giocatori .. tutti sacrificati per la legge del surplus .. avete esagerato con Nainggolan e Strootman ..

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