Roma-Milan, Patrik contro Patrick: la crisalide ceca e il centravanti moderno

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ROMA-MILAN, IL FACCIA  A FACCIA – 26esima giornata di Serie A, lasciatasi alle spalle il gelo di Kharkiv, la Roma torna a giocare in un Olimpico di fuoco: quasi 50mila sono gli spettatori previsti stasera per il match contro il Milan. Per Di Francesco è il momento di qualche cambiamento, non tanto nel modulo che proporrà, probabilmente, ma negli interpreti: A Dzeko potrebbe preferire Schick; così come a De Rossi, Pellegrini. Dubbi, inoltre, sulla titolarità di Nainggolan e Florenzi.

SCHICK – “Stadio intermedio della metamorfosi della farfalla durante il quale il bruco si racchiude in un bozzolo dove si trasforma in insetto adulto: questa è la definizione di crisalide data dal dizionario di repubblica.it. Le stesse parole potrebbero descrivere la situazione di Patrik Schick: cresciuto ma non troppo, in cerca di esperienze che facciano curriculum. Instradato verso l’exploit Under, ora tutti si aspettano il guizzo del ceco classe ’96. Le potenzialità ci sono tutte e lo ha dimostrato lo scorso anno, ma perché Di Francesco non lo ha quasi mai utilizzato? Al di là dei reiterati infortuni, qualcosa sembra non aver convinto fin qui il mister. Domani però Schick potrebbe ritagliarsi il suo spazio e andare a sostituire, magari dal primo minuto, un Dzeko non in grandissima forma fisica. L’unico gol messo a segno in questa stagione dall’ex Samp è stato quello (inutile ai fini del risultato) contro il Torino in Coppa Italia, nella partita valida per gli ottavi di finale della competizione e persa dalla Roma per 1-2. Schick in campionato ha visto il campo in sole 11 e brevissime occasioni: è stato utilizzato per 90’ in Chievo-Roma (1-1), il 10 dicembre scorso, il resto sono comparse o poco più.

CUTRONE –  Il Patrick milanista, di contro, è nel pieno delle sue forze. Tutto è cominciato l’estate scorsa in quel di Shenzhen, contro il Bayern di Hummels, Bernat e Alaba, con una splendida doppietta. Uno dei meriti di Montella al Milan, probabilmente, è proprio Cutrone. Il classe ’98 è dotato di un fisico imponente, è veloce e abile nel trovare la battuta di prima intenzione. E’ una prima punta naturale, un centravanti moderno, ma può essere schierato anche come esterno d’attacco col compito di accentrarsi e tentare la conclusione. Fin qui, Cutrone ha disputato ben 31 partite con la maglia rossonera (17 in campionato, 11 in Europa League e 4 in Coppa Italia) e messo a segno 13 gol: di certo non male per un ventenne. È nei circuiti del Milan si da quando ha 8 anni, anche in Nazionale è ben considerato, nell’Under 21 ha già totalizzato 5 presenze e realizzato 4 gol. Domani partirà titolare, e visto che ha dimostrato di non soffrire alcun tipo di timore reverenziale nei confronti dei più grandi e più famosi, Manolas e Fazio dovranno limare al massimo le distrazioni.

Paolo Sparla

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