SCHICK PILLOLE DI TATTICA – L’arrivo nella capitale di Schick, oltre che dall’entusiasmo dei 300 tifosi a Fiumicino, è stato accolto da un mare di interrogativi tattici. Durante gran parte della sessione di calciomercato, per stessa ammissione di mister Di Francesco a Pinzolo, si è detto che la Roma avrebbe dovuto investire su un esterno destro di piede sinistro. Ebbene, il ceco – parole uscite dalla sua bocca – esterno di ruolo non lo è. Tuttavia, può adattarsi a ricoprire questa porzione di campo, con l’obiettivo di favorire l’impiego del 4-3-3 che, però, ora non può essere l’unico scenario tattico possibile. Adesso DiFra può variare, dimostrando di non essere “integralista”.

CON IL 4-3-3 – Con il modulo adottato fino ad ora, Schick andrebbe a ricoprire in prima battuta la posizione di esterno destro nel reparto avanzato. Essendo un uomo prettamente offensivo e non abituato a ripiegare, il terzino sulla sua corsia dovrebbe rimanere essenzialmente bloccato, pena il rischio di lasciare voragini in fascia. Sfogliando la margherita dei terzini destri a disposizione, si trovano Karsdorp, Florenzi Peres: nessuno ha caratteristiche difensive, ragion per cui sarebbe quantomeno rischioso iniziare un match con questo scenario tattico. Tuttavia, DiFra ha come marchio di fabbrica l’atteggiamento offensivo e la soluzione non è da escludere. L’altra ipotesi, meno probabile considerato l’investimento, è quella di vice-Dzeko.

CON IL 4-2-3-1 – Con il ceco, Di Francesco potrebbe decidere di aggiungere un uomo offensivo, proponendo un arrembante 4-2-3-1. Schick potrebbe essere il rifinitore alle spalle di Dzeko, con due esterni ‘di sacrificio’ sulle corsie laterali. Pagherebbe pegno uno dei centrocampisti, motivo per cui, sebbene il tecnico abruzzese abbia utilizzato questo modulo nella seconda parte della scorsa stagione, difficilmente lo proporrà dall’inizio: a partita in corso può essere una possibilità.

CON IL 4-3-1-2 – Forse l’ipotesi più affascinante e, per certi versi, concreta. Il ‘rombo’ prevederebbe l’accentramento di Perotti o, in alternativa, l’inserimento di un centrocampista muscolare – vedi Pellegrini -, con Nainggolan che scivolerebbe nel ruolo dove l’anno scorso ha impressionato: trequartista. La coppia d’attacco, tutta fisico e tecnica, sarebbe composta dal nuovo acquisto e Dzeko. Così, gli esterni rischierebbero di restare ai margini ma, d’altra parte, si gioca in 11…

Mattia Emili

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5 Commenti

  1. CHIARIMENTO DOVEROSO:
    I 20 MILIONI – C’è da sottolineare un particolare abbastanza strano. La Sampdoria percepirà questa cifra in caso di permanenza dopo il primo di febbraio del 2020, oppure se la Roma venderà il giocatore per meno di 40 milioni. In caso Schick fosse ceduto a 80 milioni di euro, la Samp ne prenderebbe 40, raggiungendo la cifra record di 62 milioni per il ceco – con tutti i bonus presi – mentre la Roma sarebbe farebbe una plusvalenza di 18 (a salire causa ammortamento). Insomma, i giallorossi terranno Schick tre anni, poi eventualmente lo cederanno. Capitale immobilizzato altissimo, con la certezza di puntare sul giocatore fino in fondo.

  2. Se un investimento di più di 40 milioni,diventa un problema tattico allora significa che stiamo alla frutta marcia e non abbiamo più speranze.
    A Di Francesco ora la bicicletta gliela hanno data,ora sta a lui pedalare e vincere tappe su tappe.

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