Vucinic, il secondo posto passa per i suoi piedi

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Da ora la palla passa a lui. In tutti i sensi. Spetterà a Mirko Vučinić il compito di mantenere a galla l’attacco giallorosso, durante l’ultimo spicchio di stagione, vista la maledetta assenza di capitan Totti. «Le ultime partite di campionato sono sempre le più difficili, anche se non giochi contro squadre come Milan, Inter e Juventus», avverte il montenegrino dalle pagine del Corriere dello Sport. Dovrà fare reparto da solo, Mirko, come già accaduto in quattordici occasioni, in questa stagione, nelle quali la Roma ha collezionato sei vittorie in campionato (nessuna gara persa); due successi ed un pareggio in Coppa Campioni ed una sconfitta in Coppa Italia. Vučinić, però, sa bene che giocare senza Totti «non sarà la stessa cosa», ma lui di strada ne ha fatta tanta, dimostrando il proprio valore all’Europa intera (e a Madrid, soprattutto). «Nessun giocatore può sostituire Francesco: sappiamo che campione sia, io proverò a fare del mio meglio», assicura il numero 9 giallorosso, sempre dalle colonne del CorSport. Numeri alla mano, in quest’annata, il ragazzo di Nikšić ha segnato un gol ogni tre gare e mezzo. Dodici palloni spediti alle spalle dei portieri, dei quali sette in serie A e quattro in Champions, in quarantadue partite disputate fra campionato (29, di cui 20 da titolare), Champions (8), Coppa Italia (4) e Supercoppa. Domenica, all’Olimpico (di Roma), arriva un Torino che «ha bisogno di punti e giocherà la partita della vita», secondo Mirko. La Roma dovrà dare dimostrazione di compattezza e solidità fisica e – soprattutto – mentale. Perché ritrovarsi dietro alla Juventus, il 18 maggio, significherebbe aver (quasi) buttato al vento un’annata importante. Anche per Vučinić. Che ha segnato reti fondamentali in gare altrettanto spigolose. Lazio, Milan per due volte, Parma, Genoa e Udinese sono cadute sotto i colpi del montenegrino. Oltre al Real Madrid, che – ancor di più dopo la notte del 5 marzo – avrebbe piacere nel vedere il cognome ‘Vučinić’, sulla propria maglia bianca. Sebbene Mirko, a Roma, stia bene e gli «dispiacerebbe dover andar via». Raccontava, a Sky, qualche mese fa: «Sono al 50% della Roma e spero di diventarlo al 100%. Il resto non mi interessa. È importante giocare bene nella Roma, sia per il mio bene, sia per il bene della Roma». È fatto così Mirko Vučinić da Nikšić. Un ragazzo di ventiquattro anni, che dopo meno di duecento mesi di vita ha lasciato tutto per andare a giocare a pallone, in Italia. Ne ha passate tante. Forse anche per questo motivo si mostra sempre tranquillo e pacifico nei confronti di avversari, giocatori, arbitri e tifosi. Sa come funziona la vita, sa di essere stato (anche) fortunato. E potrebbe insegnare tanto, a molti. Ma preferisce parlare con i fatti, sul campo. Zittendo tutti e facendosi applaudire.
 
Benedetto Saccà

 

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