Spalletti ci sta pensando, la Roma **ne ha bisogno: bentornato «rombo»

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Sembrava un addio, era un arrivederci. Il vuoto di esterni, i risultati incostanti, il macigno del derby che pesa sulle spalle. La Roma che cerca un guizzo per ravvivare il fuoco delle speranze di Champions League torna all’antico ― che tanto antico non è. Il «rombo» e le sue fortune sono nuovamente di moda sui campi del ‘Fulvio Bernardini’, in attesa di debuttare nuovamente sotto il sole dell’Olimpico. Spalletti ci sta pensando. La Roma sembra averne bisogno. Di più, non poterne fare a meno
 
COL «ROMBO» ― Il 4 novembre 2008 una Roma in crisi partorisce il modulo «da rimonta»: tre gol al Chelsea, una notte di Champions League inaspettatamente diventata magica, una Roma improvvisamente tornata a correre, dopo un avvio in retromarcia. Cinque mesi dopo, l’esperimento che aveva restituito alla Roma risultati e convinzione nei propri mezzi potrebbe rivedere la luce. Erano servite quattro sconfitte consecutive in campionato per convincere il tecnico a riporre nel cassetto l’amato 4-2-3-1, in favore di un atteggiamento più equilibrato. Ora, dopo sei gare illuminate dalla gioia di una sola vittoria ― quella di dodici giorni fa contro il Bologna ― la seconda bocciatura della stagione. Largo al modulo che in quindici gare ha portato undici volte la Roma sotto la curva per festeggiare un successo. Largo al «rombo» da rimonta, per riprendere la corsa e la speranza di una qualificazione in Champions League a cui è ancora troppo presto dire arrivederci.
 
TRIGORIA/1 ― Perrotta e Brighi scudieri di De Rossi, con Pizarro a disegnare le architetture su cui costruire le iniziative di Totti e Baptista. L’allenamento di oggi ha riaperto la porta al tre-più-uno a centrocampo. Con lo stesso quartetto che, quel 4 novembre, ha riscritto la storia europea della stagione romanista. Davanti, Totti e Baptista. Coppia d’attacco obbligata domenica contro il Lecce. Coppia d’attacco affiatatissima durante la sessione odierna, con la Bestia ad inventare per il capitano, apparso finalmente in condizione, anche grazie al secondo allenamento consecutivo con la squadra. Straordinario il gol che Totti ha regalato alla platea di compagni e staff tecnico: conclusione al volo con il sinistro e palla che colpisce entrambi i pali prima di infilarsi in porta. Applausi. Applausi a cui non ha partecipato Taddei. Il brasiliano aveva recuperato perfettamente dalla lesione di primo grado al flessore della coscia sinistra rimediata nella notte di lacrime contro l’Arsenal.  Oggi, un nuovo stop nel corso della partitella. Dallo staff sanitario filtra la convinzione che si tratti di una botta e nulla più. Gli accertamenti a cui si è sottoposto l’esterno di São Paulo non hanno evidenziato complicazioni. Domani, prima del via libera, verrà effettuato un nuovo controllo. La sensazione è che, contro il Lecce, Taddei guarderà i compagni dalla panchina. Quantomeno in avvio.
TRIGORIA/2 ― Tra le luci di un Totti in forma e di un ritorno alla formula «magica», sul ‘Fulvio Bernardini’ continuano ad avanzare le solite nubi. Nulla da fare per Aquilani e Vucinic. Sempre più difficile sperare di vedere in campo Doni. Il portiere è ancora alle prese con l’attacco febbrile che lo ha condizionato nelle ultime ore, oltre all’ormai «collaudata» infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio destro. Probabile che venga concessa una chance ad Artur. Ancora una giornata di lavoro differenziato per Menez e Juan. Ma se per il francese le speranze di convocazione non sono poche, con ogni probabilità lo stopper della Seleçao dovrà rimandare nuovamente il rientro al centro della difesa, dove Spalletti si vedrà costretto a riproporre la diga anti-Arsenal con Diamoutene e Riise. Proprio l’ex Liverpool ha ricevuto, in mattinata, la visita di alcuni suoi connazionali muniti di bandiere norvegesi e maglie giallorosse. Autografi, foto e sorrisi per gli inattesi ospiti del nord. Sorrisi. Quelli di cui la Roma sembra avere bisogno. Per riprendere la corsa a una qualificazione in Champions League a cui è ancora troppo presto dire arrivederci.
 
Matteo Pinci

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