Roma, gran bella gara ma che paura

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Quando Morganti ha fischiato la fine della gara, i giocatori, i tifosi, i dirigenti, tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. «È finita, la coppa è nostra. Ma quanta paura», il pensiero comune. Perché i ragazzi di Spalletti intorno alla metà della ripresa hanno rischiato di capitolare, dapprima per la sassata di Pelè (15’), poi, tre minuti più tardi, per un pallone spedito sulla traversa da Burdisso, con Doni colto alla sprovvista. Eppure, la prima frazione era stata tra le migliori giocate dalla Roma durante l’intera, estenuante stagione. I giocatori giallorossi, infatti, erano andati al tiro verso la porta di Toldo almeno in cinque o sei occasioni. Al 16’, però, Mexes tracciava le distanze, i limiti fra le due squadre con un gran gol, frutto di schemi provati in allenamento. Poi Perrotta (8’ del secondo tempo) chiudeva, di fatto, la gara, confezionando e finalizzando una pregevole azione in tandem con Vučinić. Infine l’assolo del giovane Pelè e qualche apprensione per gli uomini di Spalletti, dovuta più ai ricordi del passato che ad effettivi pericoli. Dopodiché solo caldo, crampi, corsa e sei minuti di recupero decretati dal quarto uomo De Marco. Al basta così di Morganti è stata solo gioia giallorossa. La Coppa Italia ha potuto indossare l’abito giallorosso per la nona volta ed il club di Trigoria raggiungere la Juventus al primo posto nell’albo d’oro della competizione. Come la Roma (quasi) nessuno mai. Per sollevare il trofeo, poi, è sceso in campo pure il capitano Francesco Totti, senza il quale i giallorossi, probabilmente, non avrebbero superato il Torino negli ottavi di finale, quel 16 gennaio. Spalletti & Co., perciò, chiudono la temporada come l’avevano iniziata. Con una vittoria sull’Inter ed un’altra coppa in bacheca. I complimenti ed i ringraziamenti sono d’obbligo. Ad una squadra capace di vincere, in un anno, 34 partite su 56 (di cui 24 in campionato, 5 in Champions, 4 in Coppa Italia, oltre alla Supercoppa); e di perderne appena 8, il 14%, delle quali 4 in serie A, 3 in Coppa Campioni e appena una in Coppa Italia. Un successo vero, autentico, frutto del lavoro di una proprietà, di una dirigenza, di un tecnico, di tanti giovani e bravi ragazzi. Un successo della Roma, che, durante questa stagione, ha portato a casa più trofei dell’Inter…
 
Benedetto Saccà

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