La Roma lascia la Coppa più amata **La puniscono Adriano, Ibra e Orsato

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La Coppa Italia scivola dalle mani di Spalletti. A San Siro la Roma viene punita da Adriano e Ibrahimovic ma soprattutto dall’arbitro Orsato: il fischietto di Montecchio prima sorvola sulla morsa in area di rigore di Burdisso e Samuel ai danni di Vucinic (preludio al vantaggio nerazzurro), poi convalida la rete di Ibrahimovic, viziata da un evidente fuorigioco di Samuel, appena un minuto dopo il momentaneo pareggio di Taddei. Ma la Coppa più amata dal tecnico di Certaldo (vincitore delle ultime due edizioni) scivola anche dai piedi dei giallorossi. Il gol del redivivo Adriano ha tutto l’aspetto del festival della caduta: Juan e Riise fanno ‘a scontro’, Cicinho pattina sul prato del Meazza, mentre Mexes arranca appresso all’Imperatore nerazzurro, che davanti ad Artur non sbaglia. L’appuntamento con la Stella d’Argento, lo stemma che viene cucito sulle maglie di chi conquista per dieci volte il trofeo nazionale, è rimandato al prossimo anno.
ATTACCO PESANTE – Spalletti punta sulla coppia Vucinic-Baptista e lascia in panchina Menez. A centrocampo la novità è rappresentata dall’assenza di Pizarro: accanto a De Rossi, capitano viste le assenze di Totti e Panucci, agiscono Taddei e Brighi, mentre Perrotta ritrova il ruolo di trequartista. Mourinho risponde con l’attacco pesante: al fianco di Ibrahimovic c’è Adriano. Quaresma e Mancini siedono ancora in panchina; in difesa il terzino Santon, classe 1991, è chiamato all’esordio.LA ROMA SCIVOLA – L’avvio è tutt’altro che frenetico, l’Inter da’ l’impressione di voler assumere subito il comando della partita, mentre i giallorossi contengono dietro la linea di metà campo. Le prime due fiammate della gara sono, tuttavia, di marca romanista: all’ottavo Cicinho effettua un cross tagliato dalla destra, Perrotta trova il tempo per la deviazione aerea, difettando però nella mira. Poi è Vucinic ad incunearsi nell’area di rigore nerazzurra: il montenegrino viene travolto dalla morsa di Burdisso e Samuel, cade e spinge il pallone in rete con il braccio. Orsato estrae il giallo, tra le proteste dei giocatori della Roma, che invocano giustamente il calcio di rigore. Sembra il preludio ad un arrembaggio degli uomini di Spalletti, in realtà è il prologo al vantaggio dell’Inter. Toldo batte lungo il seguente calcio di punizione, Juan e Riise si scontrano, Cicinho scivola: un disastro di cui approfitta Adriano, che con un preciso diagonale batte Artur. E’ il decimo e la Roma accusa il colpo, viceversa i nerazzurri iniziano a farla da padroni: al diciannovesimo un bolide di Stankovic, in perfetta coordinazione su un lancio di Maicon, si stampa sulla traversa. Tre minuti dopo Ibrahimovic, lasciato inspiegabilmente solo da Riise, opta per un pallonetto a tu per tu con l’estremo difensore giallorosso: il portiere brasiliano smanaccia in angolo con un colpo di reni. La Roma sembra franare lentamente a San Siro, mentre Spalletti si addanna con i suoi. Alla mezzora Brighi prova a suonare la sveglia: il centrocampista controlla un passaggio di Vucinic al limite dell’area di rigore, incrocia il destro e chiama Toldo al miracolo. Poi è Perrotta a trovarsi in condizioni di battere verso la porta avversaria, sempre su suggerimento di Vucinic, ma il suo tiro viene sporcato da Zanetti e controllato senza particolare affanno da Toldo. La Roma chiude in crescita il primo tempo.ORSATO RISPONDE A TADDEI – Alla ripresa i giallorossi premono immediatamente sull’acceleratore: al quarantanovesimo Taddei in spaccata manca di un soffio la deviazione vincente su cross di Riise. Il norvegese sembra improvvisamente ispirato e due minuti dopo scodella ancora in area di rigore: Baptista corregge di testa per la corrente Mexes, che di sinistro al volo manca il bersaglio. L’Inter risponde con Ibrahimovic che in acrobazia spedisce al lato un invitante suggerimento di Adriano. Al sessantesimo Spalletti chiama Taddei in panchina per far posto a Pizarro: quando la sostitituzione sta per concretizzarsi Vucinic chiede il cambio e l’esterno brasiliano rimane inaspettatamente in campo. Ironia della sorte, è la mossa vincente: dopo una manciata di secondi Perrotta semina il panico in area, la difesa nerazzurra rimpalla sui piedi di Taddei che scarica violentemente in rete. Spalletti esulta, ma non ha il tempo di registrare gli equilibri della squadra, perchè l’Inter colpisce nuovamente a freddo: Cambiasso batte un calcio di punizione dalla trequarti, lo spiovente attraversa tutta l’area di rigore e trova Samuel, in evidente fuorigioco, tutto solo sul secondo palo: sul colpo di testa dell’argentino Artur compie il miracolo, ma nulla può sulla ribattuta di Ibrahimovic. E’ passato un minuto appena dal gol del pari e la Roma è in svantaggio una volta ancora. Ancora, immeritatamente. Escono Riise e Taddei, entrano Menez e Aquilani: il centrocampista ha due volte sui piedi il pallone della ribalta, ma in entrambe le occasioni non trova la coordinazione giusta. Il finale è all’insegna del nervosismo: Mexes e Ibrahimovic si rendono protagonisti di un duro faccia a faccia, a seguito di un calcio da tergo del francese all’avversario. I quattro minuti di recupero scivolano via senza sussulti, fino al triplice fischio di Orsato: quando Spalletti lascia a Milano la Coppa più amata.
Simone Di Segni
 
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