Il Piano di Risanamento esiste, ** ma Soros non tramonta

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Il piano c’è. Sebbene tutti abbiano finora pensato il contrario, il progetto per risollevare i dannati conti Italpetroli esiste. E anche da parecchio tempo. I dirigenti di Banca Finnat, che si occupano della preparazione del documento per conto della famiglia Sensi, lo hanno ultimato fra gennaio e febbraio, non includendovi la dismissione dell’A.S. Roma. Per restituire i 370milioni d’euro alle banche, dei quali 320 ad Unicredit, i Sensi potrebbero scorporare l’holding di riferimento, l’Italpetroli, conservando così la proprietà della loro società preferita. I tempi del progetto prevedrebbero l’impiego di sette, otto anni per l’estinzione completa dell’esposizione debitoria. E Unicredit? È scettico, in merito, l’istituto di credito guidato da Profumo. Vorrebbe approfondire alcuni aspetti del Piano di Cure di Italpetroli, sebbene, quest’ultimo sia stato deliberato il 5 novembre del 2007 in un CDA dell’allora Banca di Roma e, successivamente, revisionato all’inizio del 2008. E’ necessario, però, per gli uomini di piazza Cordusio che il disegno venga riempito di contenuti. Nei documenti in possesso degli uomini di Profumo, comunque, non figura il nome dell’A.S. Roma se non in alcuni conteggi relativi a tassi d’interesse di Italpetroli.
E Soros come si sta muovendo? I contatti fra Gianroberto De Giovanni, legale dei Sensi, e i rappresentanti della Inner Circle Sports, consulenti del magnate d’origini ungheresi, sono ripresi, quindi, pronti a decollare nuovamente qualora Unicredit non accettasse in pieno il progetto, costringendo la famiglia Sensi a trovare altre soluzione per la liquidazione del debito.

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