Estate 1997: comincia l´era zemaniana

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Dopo il fallimento dell’avventura in giallorosso del funanbolico tecnico argentino Carlos Bianchi, l’ambiente romanista necessitava, nell’estate del 1997,  di una forte ventata di entusiasmo, ma soprattutto di ritrovare quella cultura del lavoro sul campo persa ormai da tempo.  Dopo un tentativo infruttuoso di portare nella capitale Trapattoni, il presidente Sensi si orientò su Zdenek Zeman, reduce da un esonero con i “cugini” della Lazio e quindi assetato di vittorie. Il boemo, insomma, fu ritenutol’uomo giusto per ripartire, in quanto era una garanzia di gioco, spettacolo ed entusiasmo per il pubblico. L’organico giallorosso, in sede di mercato, subì un’autentica rivoluzione: arrivarono  i portieri Konsel dal Rapid Vienna e Chimenti dalla Salernitana; i difensori Cafu dal Palmeiras, Servidei dal Lecce, Dal Moro dall’Empoli e Cesar Gomez dal Tenerife; per il centrocampo, invece, fu preso Vagner dal Santos, Helguera dall’Albacete e gli svincolati Di Francesco e Scapolo. Infine l’attacco, dove al giovanissimo Totti e al bomber Balbo, si aggiunsero Paulo Sergio, proveniente dal Bayer Leverkusen, e Gautieri prelevato dal Perugia.
Il 4-3-3, dunque, schema tanto caro Zeman, era servito e sia il gioco che i risultati non tardarono a venire. La Roma concluse il campionato, infatti, con un ottimo quarto posto: da ricordare la vittoria per 6-2 sul Napoli e soprattutto quella per 5-0 sul Milan allo stadio Olimpico. Quella stagione, tuttavia,  passò alla storia anche per i quattro derby persi, due in campionato e due in coppa Italia, con la Lazio di Eriksson.
LA ROMA 97/98
KONSEL, CAFU, PETRUZZI, ALDAIR, CANDELA; TOMMASI, DI BIAGIO, DI FRANCESCO; PAULO SERGIO, BALBO, TOTTI.ALL.: ZEMAN

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