Esposito: dal Pescara alla Roma

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Mauro Esposito è nato a Torre del Greco (NA), il 13 giugno 1979. Dal 4 luglio 2007 gioca come attaccante nella AS Roma, in comproprietà con il Cagliari. 172 centimetri per 70 chilogrammi, Esposito cresce calcisticamente nel Pescara; dopo una breve esperienza nei Glasgow Rangers quando ha 15 anni, torna in Abruzzo ed esordisce in serie B nel 1996, restandovi fino al 1999 (12 reti in 38 partite nell’ultima stagione con i bianco-azzurri). In serie A ci arriva con l’Udinese di Luigi De Canio, il 7 novembre del 1999 (Lecce-Udinese 1-0), anche se quell’anno si contano sulle dita di una mano le volte in cui scende in campo. Nel 2001 passa al Cagliari; in Sardegna riesce ad esplodere e nella stagione 2003/2004 segna 17 reti in serie B, contribuendo in modo decisivo alla promozione della squadra sarda nella massima serie. Marcello Lippi si accorge di lui, e lo fa esordire in Nazionale, dopo 5 sole partite in serie A, il 9 ottobre 2004 (Slovenia-Italia 1-0), al fianco di Totti e De Rossi. Oggi ammontano a 6 le presenze di Esposito in azzurro. Quell’anno, al Cagliari, forma con Suazo e Langella uno dei tridenti più forti del torneo. Ben 16 reti il suo bottino finale, tra cui anche un gol realizzato contro i giallorossi, in un Cagliari-Roma 3-0, il 13 marzo del 2005. Nella sua seconda stagione in serie A con la maglia del Cagliari, il rendimento di Esposito è altalenante e riesce a segnare solo 6 reti in 38 partite. Come attenuante, in grado di incidere negativamente sul suo rendimento globale, vanno ammessi i troppi cambiamenti tecnici sulla panchina del Cagliari: ben tre (Arrigoni, Ballardini e infine Sonetti). Nel corso della stagione 2006/2007 l’ala destra rossoblu, dopo un avvio di campionato non brillante, subisce un grave infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi di gioco fino alla conclusione del campionato. Il 4 luglio 2007 viene comunicato ufficialmente, tramite il sito internet del giocatore (www.mauroesposito.com) prima, e della società AS Roma poi (alla chiusura della Borsa), il suo trasferimento alla società capitolina, con la formula della comproprietà.

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