Mercato invernale USA e getta, troppe comparse e pochi attori

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ROMA MERCATO INVERNALE PALLOTTA – Dal primo colpo Torosidis all’ultimo J.Silva, si contano 16 giocatori arrivati durante le finestre invernali di mercato sotto la presidenza americana di Pallotta. 49 i milioni spesi (esclusi i riscatti), pochi colpi e tante comparse. Molte le bocciature, su tutte le trattative che portarono in giallorosso l’attaccante Doumbia, il giovane Ponce e parzialmente anche quella per il brasiliano Gerson. C’è da evidenziare però la lungimiranza in occasione dell’acquisto di Nainggolan e, nonostante il percorso altalenante, anche gli arrivi di El Shaarawy e Perotti. Andiamo a vedere cosa sono riusciti a lasciare questi sedici giocatori, arrivati durante i freddi inverni di questi ultimi sei anni per cercare di scaldare il cuore dei tifosi.

È GRECO – Il primo mercato invernale targato Pallotta (stagione 2012/13) portò in giallorosso Torosids dall’Olympiakos per 500 mila euro. Il terzino greco non andò male, anche se quello fu l’anno di Zeman prima e Andreazzoli poi, del sesto posto in classifica e della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio. Salutò i compagni alla fine della stagione 2015/16 per passare al Bologna (2 milioni di euro). In tre anni e mezzo 77 furono le presenze, condite da 7 gol e 5 assist.

BASTOS IL NINJA  Correva l’anno delle dieci vittorie consecutive, quello del secondo posto dietro una super Juventus dei record. Il 2014 iniziò con un’asta a colpi di milioni, che vide la Roma aggiudicarsi Nainggolan riuscendo a strappare il si del Cagliari in extremis. 3 milioni per il prestito, 6 per il riscatto della prima metà con la seconda libera (che la Roma pagò circa 20 milioni l’anno successivo). Il Ninja si può tranquillamente ritenere il colpo invernale più importante fatto da Pallotta in questi anni. Passato all’Inter in estate per 24 milioni di euro, più i cartellini di Zaniolo e Santon, il belga a Roma ha comunque lasciato un ottimo ricordo: 203 le gare complessive, 33 gol e 29 assist. Radja non fu l’unico innesto, approdarono con la formula del prestito secco altri due giocatori, l’ex ala del Lione Bastos dall’Al Ain e il difensore Toloi dal San Paolo, anche se poi furono rispediti al mittente al termine della stagione.

DOUMBIA E IBARBO – Il secondo anno di Garcia si concluse di nuovo dietro alla Juventus e un punto sopra ai cugini laziali, grazie al derby vinto per 1-2 alla penultima giornata. La finestra di quell’anno si aprì con l’arrivo dell’attaccante ivoriano Doumbia dal CSKA Mosca per 14 milioni di euro, il prestito oneroso (2,5 milioni) e conseguente obbligo a 12,5 di Ibarbo dal Cagliari, Spolli dal Catania in prestito e i giovani Machin (Malaga), l’attaccante Ponce (5 milioni dal New Old Boys) e il trequartista Mendez per 2 milioni dal Penarol. Andiamo per ordine: l’attaccante ivoriano a Roma ci rimase solamente sei mesi, collezionando 14 presenze con due gol; Ibarbo l’anno successivo venne riscattato nell’ambito dell’operazione Nainggolan ma fu immediatamente girato al Watford in Inghilterra. Dei tre giovani in precedenza citati, il solo Machin  dopo tanto girovagare è riuscito ad emergere in serie B con il Pescara.

FINESTRA FARAONICA – L’inverno del 2016 fu scosso dall’esonero di Garcia alla 19esima giornata e il conseguente ritorno di Spalletti, che riuscì a portare la squadra giallorossa al terzo posto finale. A gennaio arrivarono El Shaarawy dal Monaco per 2 milioni più 14 di riscatto, Perotti dal Genoa per 1 milione più 9, il terzino Zukanovic dalla Sampdoria per 1,2 milioni più 2,8 di riscatto e fu ultimato l’acquisto del giovanissimo Gerson dalla Fluminense per 18 milioni. Il Faraone e l’argentino sono gli unici ancora preseti in rosa, e nonostante i tanti alti e bassi sono comunque riusciti a contribuire alla causa: 113 presenze e 31 gol per Stephan e 99 presenze con 21 timbri per Diego. Discorso diverso per il centrocampista brasiliano, che in due anni prima di andare in prestito alla Fiorentina, è riuscito ad accumulare appena 28 presenze e 2 gol.

COMPARSE SPARSE – Il mercato di riparazione delle ultime due stagioni può essere tranquillamente racchiuso in queste poche sbiadite righe: gli arrivi in prestito del centrocampista Grenier dal Lione nel 2016 con 6 presenze e 0 gol e nell’anno successivo quello del terzino argentino dello Sporting Lisbona Jonathan Silva, 2 presenze e 0 gol.

Federico Prosperi

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