Lazio-Roma dalla A alla… Z

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LA PARTITA DALLA A ALLA Z – Ritorna la rubrica di ROMANEWS.EU in occasione della super sfida tra Lazio e Roma. L’alfabeto del derby per raccontare tutte le curiosità legate al match dei giallorossi.

La A di Attesa – Dopo lunghe trattative, che hanno tenuto conto di tutto, tranne che dei tifosi, si è deciso di giocare il derby di lunedì 25, alle ore 18. L’attesa, per una sfida che determinerà le sorti europee delle due squadre, sta per terminare. Sarà il 162° derby in gare ufficiali, il 142° in Serie A.

La B di Brividi Quelli che solo una partita cosi può trasmettere ai tifosi, alla squadra, alla città ed a tutti gli appassionati di calcio. Tutto il mondo guarderà il derby più bello d’Italia. Via agli sfottò, ai pronostici, alle  scaramanzie tradizionali, ai gesti da non ripetere, perché saranno 90’ intensi, emozionanti, da brividi. Una vittoria nel derby va oltre i 3 punti, ti porta nell’olimpo del tifo romano, trasformando dei calciatori in gladiatori con in ballo la supremazia cittadina.

La C di Centrocampo – La sfida si deciderà in mediana, come sempre zona nevralgica per avere la meglio sugli avversari. In casa giallorossa se Pjanic dovesse giocare qualche metro più avanti, come accaduto nel secondo tempo del derby d’andata, potrebbe essere Keita, con la sua esperienza e le sue geometrie, a completare la cerniera insieme a De Rossi e Nainggolan. Nella Lazio, potrebbero essere 2 i mediani in mezzo al campo, Cataldi e Parolo, con Mauri avanzato, sulla trequarti, alle spalle di Klose.

La D di Difesa – Messa sotto processo per tutto l’anno, a “difesa” della difesa, arrivano i numeri. Già perché se è vero che nella scorsa stagione era una fortezza quasi inespugnabile, solo 25 gol subiti (9 in casa e 16 fuori), in questo campionato, con ancora 180’ da giocare, la squadra ha subito 28 reti (12 in casa e 16 fuori). Il problema non è stato quindi in difesa ma bensì in attacco (51 fin qui, 72 lo scorso campionato). Discorso opposto per i biancocelesti che hanno subito 20 reti in meno (34 contro le 54 dello scorso anno).

La E di Europa –  Quella più prestigiosa, raggiunta con largo anticipo nella scorsa stagione, e che quest’anno bisognerà inseguire  fino alla fine. Troppo importante centrare l’accesso diretto alla prossima Champions League, sia per il blasone che per le casse societarie dato che arrivare secondi significa assicurarsi circa 45 milioni. Un derby mai cosi importante a livello economico e vincerlo significherà entrare in Europa dalla porta principale evitando l’incubo del preliminare.

La F di Felipe Anderson – Il brasiliano è stata la vera sorpresa di questo campionato. Velocità, dribbling, fiuto del gol. All’andata spaccò in due, almeno cosi sembrava, la partita con un gol ed un assist. Già 10 reti in campionato condite da 8 passaggi decisivi; una rete ogni 194’. 22 anni, contratto fino al 2020, potrebbe essere il “crack” del prossimo mercato con le big europee fortemente interessate.  Non bisognerà concedere spazi all’ex Santos altrimenti toccherà farsi il segno della croce e chiudere gli occhi.

La G di Garcia –  Arrivato nel giugno 2013, il tecnico di Nemours, ha prima rimesso la chiesa al centro del villaggio e, dopo esserci riuscito, ora rischia di abbandonarlo, il villaggio. Garcia si gioca tutto, sa che il secondo posto è fondamentale per tanti motivi e vuole chiudere subito i giochi. Sempre fedele al 4-3-3 potrebbe modificare qualcosa tatticamente per non essere totalmente piatto e scontato. In 90 panchine alla guida della Roma, ha vinto 50 partite, pareggiandone 24 (di cui 17 in questa stagione) e perdendone 16. Contro la Lazio, e contro Pioli, è imbattuto: 1 vittoria e 2 pari nelle stracittadine; 1 vittoria ed 1 pari contro il tecnico parmense.

La  H di Handanovic – Samir è il sogno nel cassetto, anzi per la porta, della Roma. Attualmente all’Inter sembra però intenzionato a respirare, dopo lo smog milanese, un po’ di aria europea. Il portiere sloveno nel 2006 ha vestito il biancoceleste: una sola gara, contro il Parma, senza subire reti. Precedentemente, nel maggio del 2005, aveva esordito in A con la maglia dell’Udinese subentrando al portiere titolare Morgan De Sanctis, infortunato. Sliding doors.

La I di Indisponibili – Oltre ai lungodegenti Castan e Strootman, il tecnico francese Garcia è costretto a rinunciare anche a Gervinho a causa di di una lesione muscolare rimediata con il Milan, oltre a Spolli, sempre out. Maicon finalmente è guarito e dovrebbe andare in panchina. Nella Lazio, recuperato l’albanese Cana, a forte rischio derby restano Stefan Radu, che si è fatto male ad un polpaccio nel match con la Juve, e Lucas Biglia, alle prese con una lesione al collaterale esterno del ginocchio destro. Entrambi, contro la Roma, rischiano di rimanere rimanere all’ombra dei riflettori.

La K di Klose – Il panzer tedesco è il classico centravanti che la Roma non ha. In Germania e con la Germania ha vinto tutto. Re dei marcatori in un Mondiale, a 33 anni ha deciso di mettersi in gioco in Italia, scegliendo la Lazio: 138 partite e 54 gol fin qui. In questa stagione ha realizzato 12 gol e fornito 6 assist. Due gol nei derby: il primo, decisivo, al 93’, nel 2011; il secondo, l’anno seguente, nel 3-2 della Lazio sulla Roma di Zeman.

La L di Lotito – Se devi cambiare il turno a lavoro, spostare le ferie, spostare la macchina o persino spostare all’ultimo minuto un derby, la Partita, sai a chi devi rivolgerti: a Claudio Lotito. Prima ha salvato dal fallimento i biancocelesti, adesso vuole salvare il calcio italiano ma vuole farlo con tirannia: lui decide e gli altri devono stare zitti. Una valanga, che scende verso valle, e rischia di provocare una strage.

La M di Manōlas –  Il difensore greco non lo puoi sostituire, anche se è stanco, anche se contro l’Udinese si è suicidato, resta il presente ed il futuro della retroguardia giallorossa magari con un compagno di reparto un po’ più affidabile degli attuali. Kōnstantinos Manōlas non ha solo impressionato per come si adattato subito al calcio italiano ma anche per le responsabilità che si è subito preso, senza paura. Probabilmente perché venendo da Naxos, la più grande delle Cicladi, le isole del Mar Egeo, è uno abituato a non perdere la rotta. 23 anni, già un Mondiale, 40 presenze stagionali e zero reti. Tante volte è andato vicino al primo centro con la maglia della Roma e magari proprio nel derby…

La N di Nainggolan – Resta o va via? Rinnova o non rinnova? Sfoglieremo la margherita fino a fine giugno, attendendo l’inizio del calciomercato. In una stagione e mezzo, il belga è diventato subito un trascinatore in campo ed un beniamino dei tifosi sugli spalti perché è uno generoso, un lottatore, un centrocampista talmente completo che, non a caso, ora tutti vogliono nella propria squadra. Perché il ninja è per metà giallorosso e per metà, ancora, sardo. E la metà rossoblù aumenta di valore, ora dopo ora, per le continue offerte che arrivano dalle big europee. Cosi il rischio di non vedere Radja nel centrocampo del futuro serpeggia sempre di più tra i tifosi romanisti.

La O di Olimpico – In casa quest’anno la Roma ha dilapidato troppi punti. Totti e compagni, escludendo il derby d’andata e la sfida contro la Juve, con i pareggi all’Olimpico contro Sassuolo, Milan, Empoli, Parma ed Atalanta, oltre alla sconfitta contro la Samp, si sono allontanati definitivamente dal sogno tricolore. I biancocelesti, invece, tra le mura amiche hanno ottenuto fin qui 37 punti grazie a 12 vittorie su 18 match con ben 39 gol realizzati e 16 subiti. La Roma giocherà questo derby “fuori casa” e negli ultimi 10 derby in “trasferta” sono arrivate 3 vittorie, due nel 2010 ed una nel 2006, oltre ad un pari nel 2014.

La P di Pioli – Idee chiare e mentalità propositiva; corsa, pressing ed organizzazione; cosi il 49enne ha conquistato stima e rispetto; la sua Lazio vola come la Roma di Garcia della scorsa stagione. Contro i giallorossi, in 12 precedenti, ha ottenuto 1 vittoria (nel 2012 fini 3-2 per il suo Bologna contro la Roma di Zeman che conduceva 2-0 dopo 16’), poi 5 pari e 6 sconfitte. Due i precedenti con Garcia: il pari nel derby d’andata ed il 5-0 suonato dalla Roma, nella scorsa stagione, al Bologna.

La Q di Quarantotto – 48 sono le vittorie, in Serie A, della Roma nella stracittadina; 49 contando anche la Divisione Nazionale, andata in scena per un triennio alla fine degli anni venti. La vittoria più larga resta quella del 1933 quando fini 5-0 per i giallorossi grazie a 3 gol di Tomasi e 2 di Bernardini. Nel 1955 e nel 2002, giocando fuori casa, fini 5-1.

La R di Rizzoli – L’erede di Collina arbitrerà per la seconda volta il derby romano: la prima nel 2006/07 (0-0), la seconda nel 2009/10, con tre punti d’oro grazie al gol di Cassetti. Il fischietto emiliano, appartenente alla sezione AIA di Bologna, ha diretto la Roma già in 29 occasioni: 11 vittorie, 7 pareggi e ben 11 sconfitte. Anche con i biancocelesti il bilancio non è dei più positivi in 26 incontri complessivi: 8 vittorie, 6 pareggi e 12 sconfitte.

La S di Sabatini –  Dal 2011 direttore sportivo, da due anni al timone solitario del mercato giallorosso, è salito sul banco degli imputati per una campagna acquisti che ha suscitato perplessità e sconforto nel popolo romanista. Lui che da giocatore ricopriva il ruolo di ala destra, proprio sugli esterni ha sbagliato gli acquisti. Oltre ai soldi spesi per tanti giovani mai visti in campo adesso Sabatini ha da risolvere la grana delle comproprietà. Un passato a Formello per il Ds che, dal 1992 al 94 ,è stato responsabile del settore giovanile per poi tornare, dal 2004 al 2008, come dirigente.

La T di Totti – L’ottavo Re di Roma. Dal 31 ottobre 1998 capitano della squadra; è il miglior realizzatore di tutti i tempi e il calciatore con più presenze in assoluto della Roma. Simbolo, bandiera, 38 anni e nessuna voglia di smettere. L’11 gennaio due gol alla Lazio, con tanto di selfie, consentono al ragazzo di Porta Metronia di salire ad 11 reti nei derby diventando, in campionato, il miglior marcatore in assoluto della stracittadina, staccando Dino da Costa e Delvecchio, fermi a 9. Sarà la partita numero 742 per Francesco Totti alla ricerca del 300esimo gol in carriera con la maglia della Roma. Altro selfie o maglia celebrativa?

La U di Undici leoni – Quelli che serviranno lunedì per avere la meglio dei cugini. Al di là della tensione, oltre la stanchezza, a prescindere dagli schemi, dai moduli, serviranno prima di tutto 11 uomini che per oltre 90’ dovranno dare tutto per onorare la maglia. Unione, coraggio, passione. Studiare bene la preda, tirare fuori gli artigli, sorprenderla e poi sbranarla.

La V di Vittoria – Per lo scommettitore imparziale è il classico risultato da tripla che però alla fine, per non rischiare, si gioca il gol o l’over 2.5. Per le due tifoserie vince sempre la scaramanzia, mentre per i bookmakers la squadra di Pioli è leggermente favorita, quotata intorno a 2.45, sulla banda Garcia, bancata 3 volte la posta. Il pari è dato a 3.20.

La Z di  Zeman –  Chissà cosa penserà il boemo guardando la partita lunedì pomeriggio. Entrambe adottano il 4-3-3 solo che una corre e l’altra no; una verticalizza appena possibile, l’altra no, una segna con gli attaccanti, l’altra con i centrocampisti. La Lazio, almeno in questo campionato, si avvicina di più al credo calcistico di Zdenek della Roma. Lui che ha vissuto 13 derby su entrambe le sponde del Tevere, vincendone solo 3. Vent’ anni fa allenava la Lazio (dal1994 al gennaio 97); cinque i derby: 2 successi, 2 pareggi ed una sconfitta. Sei mesi dopo l’esonero, Franco Sensi lo chiama per allenare la Roma. Resta due anni per poi tornare nella Capitale nel 2012. Otto stracittadine in giallorosso con un solo successo, nell’aprile ’99 per 3-1, due pari e 5 sconfitte.

Matteo Pirritano 

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