Cragno si esalta in casa, Olsen in trasferta: alla ricerca dell’imbattibilità

0

CAGLIARI ROMA FACCIA A FACCIA – Dopo il pareggio con l’Inter, che fa bene al morale ma soprattutto ai tifosi che si sono riappacificati con la squadra, la Roma torna a giocare in Serie A sabato alle 18 in trasferta contro il Cagliari. La zona Champions comincia a farsi più lontana e i giallorossi devono cercare di recuperare le distanze che la separano dal Milan, attualmente quarta in classifica. Il Cagliari di Maran, invece, si trova in una posizione in classifica sicura, al tredicesimo posto, lontano dalle zone rosse della retrocessione e sta disputando un buon campionato.

CRAGNO – Alessio Cragno nasce a Compiobbi nel 1994. Muove i primi passi nella Polisportiva Sieci, squadra dilettantistica della piccola frazione de Le Sieci, in provincia di Firenze. All’età di 13 anni passa al San Michele Cattolica Virtus, società nella quale in passato cominciarono la loro carriera calciatori come Paolo Rossi e Andrea Barzagli. Nel 2009/10 si trasferisce al Brescia debuttando solo due anni più tardi in Serie B, a 18 anni, contro il Modena. Nel 2014 il Cagliari acquista il giocatore e a settembre dello stesso anno debutta in Serie A all’Olimpico proprio contro la Roma, partita che finì con una vittoria dei giallorossi. L’anno seguente rimane con la squadra dopo la retrocessione in Serie B, come secondo portiere dietro Storari. In seguito viene ceduto in prestito alla Virtus Lanciano prima e al Benevento poi, per ritornare al club sardo nella stagione passata. Cragno è un portiere forte fisicamente, esplosivo e molto reattivo. L’estremo difensore del Cagliari spesso aspetta l’avversario al limite dell’area di rigore cercando l’anticipo piuttosto che la parata. Il calciatore è cresciuto anno dopo anno dimostrando personalità per poter giocare in questa Serie A. Il toscano però, nonostante le belle prestazioni in questo inizio di stagione, deve lavorare ancora molto per crescere. Due punti dolenti su cui deve migliorare sono le uscite alte e la padronanza della tecnica con i piedi. Nei tiri da fuori area, invece, commette pochi errori dimostrando una buona reattività.

OLSEN – Cresciuto nelle giovanili della squadra della sua città natale, Malmo, Robin Olsen debutta nella massima categoria svedese nel 2012, dopo aver acquisito esperienza nelle serie minori. A partire dal 2014, complice la cessione di Dahlin, diventa titolare vincendo il campionato e viene nominato, così, miglior portiere della competizione. Nell’estate del 2015 viene acquistato dai greci del PAOK, ma dopo pochi mesi viene ceduto in prestito ai danesi del Copenaghen i quali, grazie alle sue ottime prestazioni, esercitano il diritto di riscatto. Qualche anno più tardi ottiene la convocazione con la Nazionale svedese, prima come riserva di Isaksson a Euro 2016, e poi come titolare al Mondiale 2018, arrivando ai quarti di finale. Grazie al suo carisma molti club europei si sono accorti di lui, in primis la Roma che stava già contrattando per la cessione di Alisson. Olsen è arrivato nella capitale sotto lo scetticismo di tutti ma, a suon di buone prestazioni, sta pian piano convincendo la piazza giallorossa e non, facendo ricredere tutti. C’è da dire che nella Capitale ha trovato Savorani, il preparatore atletico dei portieri, che l’ha fatto adattare agli schemi italiani e lo sta facendo crescere anche sotto il punto di vista tecnico con i piedi. Lo svedese, infatti, è al momento il miglior portiere della Serie A per precisione dei passaggi lunghi. Dietro di lui Szczesny, Donnarumma e lo stesso Cragno. Ha un fisico imponente, 1,98 cm per 88 chili, ma nonostante questo è molto reattivo, il che lo rende abile sia coprire lo spazio sulle palle alte che a essere agile con le braccia per i tiri rasoterra. La sua mole rappresenta un limite negli spostamenti laterali con i piedi, ma la lunghezza dei suoi arti gli permette di coprire la porta, soprattutto negli uno contro uno, grazie anche a buoni riflessi e un ottimo posizionamento. Un altro aspetto da non sottovalutare è il carisma che lo porta a comandare bene la difesa. Appena arrivato, infatti, ha imparato subito alcune parole in italiano, in modo da riuscire a comunicare con i compagni di reparto.

IL CONFRONTO – Nelle 14 giornate di Serie A l’italiano è stato sempre presente, mentre lo svedese ne ha saltata solamente una per un problema muscolare. Entrambi hanno subito 17 gol, con il primo che ha tenuto la porta inviolata per ben quattro gare mentre il secondo solamente tre. Cragno dà il meglio di sé in casa, considerando che 3 delle 4 volte in cui è rimasto imbattuto difendeva i pali della Sardegna Arena, mentre dei 3 clean sheet di Olsen due sono arrivati fuori casa.

Claudia Belli

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here