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ROMA DOPPIO PAREGGIO – Dopo le prime due giornate di campionato la Roma è riuscita a ottenere solamente due punti, grazie ai pareggi contro il Genoa (3-3) e la Lazio (1-1). Non certo l’avvio che tutto il tifo romanista sperava, soprattutto dopo la brutta e sfortunata scorsa stagione, che necessitava di essere dimenticata con una partenza sprint, nel segno della mentalità offensiva e spregiudicata del nuovo tecnico Paulo Fonseca. Ciò che si è verificato sono stati invece due pari, che hanno evidenziato una buona produzione in attacco, ma un’eccessiva fragilità in difesa. Ora c’è la necessità di rimediare e ripartire, ma non sarà certamente facile visti i soli due punti racimolanti in avvio di campionato, un risultato che nella storia della Roma si è verificato ben poche volte.

I PRECEDENTI – Oltre a questo campionato 2019/20, la Roma si è resa protagonista di due pareggi nelle prime due giornate di Serie A solamente altre sei volte. La più recente risale alla stagione 2001/02, quando i giallorossi, con lo scudetto cucito sul petto, hanno conseguito un doppio 1-1 nelle sfide contro Verona e Udinese. Quell’anno la squadra allenata da Fabio Capello è poi arrivata a sfiorare la vittoria finale, classificandosi seconda alle spalle della Juventus per un solo punto. Tanti i rimpianti per una delle rose più forti della storia giallorossa, che è però incappata in più di un passo falso, tra cui il celebre pareggio nelle ultime giornate contro un Venezia praticamente già retrocesso. La stessa partenza stentata si è verificata anche due anni prima, nella stagione 1999/00, in cui la Roma non è riuscita a superare Piacenza e Inter, rispettivamente con un 1-1 e un 0-0. Quel campionato i giallorossi lo hanno chiuso sesti, assistendo da lontano al trionfo dei rivali della Lazio, nonostante la netta vittoria nel derby di andata per 4-1. Il doppio pareggio all’esordio la Roma lo ha poi portato a casa esattamente dieci anni prima, nella stagione 1989/90. Di nuovo 1-1 e 0-0, ma questa volta rispettivamente con Udinese e Ascoli. I giallorossi di Luigi Radice hanno terminato il campionato in sesta posizione, mentre trionfava in prima il Napoli di Maradona. Due pari nelle prime due giornate di Serie A sono avvenuti poi nella stagione 1984/85, quando la Roma si è resa protagonista di una vera e propria partenza da horror. Ben quattro i pareggi consecutivi nei primi quattro incontri, contro Avellino, Como, Atalanta e Sampdoria, serie interrotta alla quinta addirittura con una sconfitta, per 2-1 contro il Milan, per poi tornare al pareggio dalla successiva contro Hellas Verona, Juventus e Lazio. Nonostante questo avvio shock, la squadra allenata da Eriksson è comunque riuscita ad alzarsi, finendo a campionato concluso al settimo posto. Solamente tre anni prima, di nuovo, come per la squadra capitanata da Francesco Totti quasi venti anni dopo, è doppio pareggio all’esordio nella stagione precedente alla vittoria dello scudetto. I giallorossi del 1981/82 hanno infatti realizzato uno 0-0 con l’Avellino e un 1-1 con il Cesena. Campionato terminato al terzo posto per gli uomini di Nils Liedholm, che però si rifaranno l’anno successivo conquistando il titolo. L’ultima occasione in cui la Roma ha conseguito due pareggi a inizio Serie A è anche cronologicamente la prima e risale alla stagione 1957/58, quando la squadra di Stock non è riuscita ad andare oltre l’1-1 e lo 0-0 rispettivamente con Spal e Atalanta. I giallorossi hanno poi terminato il campionato in quinta posizione.

IL FUTURO – I precedenti parlano chiaro. Non considerando entrambi i casi delle stagioni 2001/02 e 1981/82, quando le rose erano in maniera conclamata tra le migliori della storia della Roma, in tutte le altre situazioni i giallorossi hanno poi concluso la Serie A tra la quinta e la settima posizione. Questa statistica non fa certo ben sperare per il proseguo di questo campionato, ma è anche vero che ogni anno e ogni squadra fanno storia a sé. Dopo l’avvio stentato contro Genoa e Lazio, ora c’è la sosta nazionali e il mister Fonseca avrà due settimane per lavorare a un modo per aggiustare la fase difensiva e far entrare nei meccanismi del suo gioco tutti i nuovi acquisti, per poi rialzarsi e puntare in alto. La risalita non sarà facile e servirà il coraggio di osare e gettare il cuore oltre l’ostacolo, dote che all’allenatore portoghese non manca di sicuro.

Edoardo Frazzitta

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