Analisi Tattica. Pressing coordinato e difesa alta, alla Roma manca la precisione

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ANALISI TATTICA ROMA JUVENTUS La Roma chiude il suo campionato in casa con l’accesso in Champions che già prima di scendere in campo era acquisito in virtù dei risultati delle dirette contendenti, con una gara molto indicativa sulle necessità e priorità nell’allestimento della nuova rosa da mettere a disposizione del tecnico. Roma e Juventus alla fine non si pungono e il risultato di parità regala agli uomini di Allegri il settimo scudetto consecutivo.

MODULI E SVILUPPI DI GIOCO – Per entrambi il 4-2-3-1 regala una gara speculare nei duelli in campo, con Di Francesco che giostra Nainggolan alle spalle di Dzeko, e con Pellegrini in mediana a fianco di De Rossi, ma molto propositivo nei movimenti senza palla. Allegri consegna a Pianjc il palleggio, con Matuidi che lo spalleggia e protegge, mentre davanti Dybala agisce alle spalle di Higuain, con Mandzukic e Bernardeschi di piede opposto sugli esterni.

ACCORGIMENTI TATTICI – La gara ha da subito delle letture prevedibili, con i giallorossi che mandano Nainggolan sul primo palleggio di Pianjc, mentre Pellegrini scala su Matuidi togliendo la linea di passaggio dentro al campo, con El Shaarawy e Under che vanno subito in pressione alta su Alex Sandro e De Sciglio. Allegri sceglie di lasciare palleggiare De Rossi, libero da marcature, che riceve solo timide attenzioni da Dybala, Higuain balla tra Jesus e Fazio, mentre Bernardeschi va a prendere subito molto alto Kolarov, sporcando molto gli ingranaggi della catena di sinistra dei giallorossi, notoriamente la più pericolosa. La Juventus lascia fare la gara alla Roma, che pressa molto alta sui riferimenti centrali, trovando più di un recupero palla importante, e tenta di ripartire sfruttando la linea difensiva alta di Fazio e compagni, con la velocità di Higuain e Dybala, perché Bernardeschi e Mandzukic si sacrificano moltissimo nei ripiegamenti puntuali mancando nella fase di ripartenza.

LA ROMA PECCA DI IMPRECISIONE – Circolazione molto buona, la Roma raggiunge i 30 metri con estrema facilità, con la catena di destra molto propositiva, con Under che va dentro al campo, Pellegrini in ampiezza e Florenzi a rimorchio. Ma anche il pressing è coordinato, e solo la gestione assurda di 2 ripartenze clamorose vanifica di fatto l’atteggiamento autoritario del primo tempo. Da notare come Nainggolan quando va in pressione nella metà campo bianconera vada su Pjanic, mentre quando retrocede nella propria si occupi spesso di Dybala che gioca negli spazi di centro destra dietro a Higuain. Il primo tempo dei giallorossi è molto positivo, con solo due sbavature in fase difensiva, figlie di letture non immediate della palla scoperta. Il primo tempo dice che ci vuole più qualità per la Roma quando si va al cross, perché in mezzo la Juventus fa densità, e senza il fraseggio nello stretto non si va dentro, mentre sull’esterno i giallorossi arrivano bene ma la palla non arriva bene in mezzo, nonostante l’area venga ben occupata. I dati dicono che sono 6 le conclusioni verso la porta per gli uomini di Di Francesco, ma la porta non viene mai inquadrata, a conferma della poca qualità in fase di conclusione e finalizzazione.

SI RIPARTE ALLA STESSA MANIERA – Le squadre ripartono con i medesimi schieramenti, e nel secondo tempo le statistiche dicono che la Juventus segna la maggioranza dei gol, ma i giallorossi continuano nella supremazia territoriale trovando ancora una volta i 30 metri. Tanto che il leit motiv della ripresa è la Roma che arriva sistematicamente negli ultimi 30 metri mancando di qualità realizzativa e di rifinitura in certi interpreti, mentre la Juventus prova a ripartire sempre con pericolosità.

NAINGGOLAN TAGLIA LE GAMBE ALLA ROMA – Intorno al 70′ Nainggolan, con un ingenuità inaccettabile, lascia i suoi in 10 e di fatto la gara per la Roma finisce qui, nonostante Di Francesco ordini un 4-4-1 che mantiene comunque le 3 punte in campo. Non solo, il tecnico, con l’ingresso di Schick (esce Under) vorrebbe dare un segnale preciso ai suoi, ma la squadra non raccoglie il pensiero e quando entra Douglas Costa (la Juventus va al 4-3-3) per la Roma la priorità diventa non pagare dazio con l’inferiorità numerica, perché un accelerazione del brasiliano potrebbe essere fatale. Con Gonalons il tecnico indica alla squadra che è necessario palleggiare per mantenere possesso con 2 mediani classici e due punte esterne che devono fare entrambe le fasi. Inevitabile per la Roma lasciare il possesso agli avversari, mentre Allegri con Bentancour vuole pazientemente fare correre a vuoto e dietro la palla i giallorossi e accelerare negli spazi che si creano. Per Di Francesco è il momento di Strootman per De Rossi (prova difensiva superlativa) e per le ultime indicazioni generali. Appare evidente da tempo come la Roma debba ripartire dalla qualità, da reperire sul mercato, perché troppe volte si è visto mancare il passaggio illuminante, o l’implacabilità della conclusione in porta nel corso della gara odierna e nel momento della stagione in cui la squadra ha avuto il rallentamento decisivo, e il lavoro di Monchi sarà reperire i prospetti ideali per colmare definitivamente il gap con la squadra che da 7 anni si dimostra migliore di tutte.

Maurizio Rafaiani

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