romanews-veretout-amrabat-roma.jpg
Foto Getty

VERONA ROMA ANALISI TATTICA – Telegramma da Verona: non si vincono gare come queste per caso. Nel calcio ci sta di accettare che l’avversario sia propositivo e più in palla, perché soffrendo si possono superare i momenti di difficoltà all’interno della gara. Sotto una pioggia battente per tutto l’incontro, a 72 ore di distanza dall’impegno in Europa League, la Roma non cala nella ripresa e vince contro un Verona in grande spolvero.

Moduli e sviluppi di gioco 

Fonseca sceglie, nel suo consueto 4-2-3-1 asimmetrico, gli undici finora più utilizzati, eccezion fatta per Under al posto dello squalificato Zaniolo. Ancora una volta Diawara e Veretout a giganteggiare in mezzo al campo, con Pellegrini a equilibrare entrambe le fasi di gioco, a tutto campo e sempre in zona palla nella fase di possesso, sulla linea dei mediani invece in quella di non possesso. Juric, figlioccio di Gasperini, sviluppa il suo 3-4-2-1 con Zaccagni e l’ex giallorosso Verre trequartisti alle spalle di Di Carmine, che di fatto è molto mobile su tutto il fronte offensivo. La mediana gialloblù è molto sostanziosa, con Pessina e la rivelazione Amrabat molto aggressivi. Il fronte di gioco dove il Verona trova gli sbocchi principali é quando a sinistra può distendersi sulla corsa devastante di Lazovic, con Faraoni dall’altra parte sempre molto puntuale nella chiusura opposta delle azioni offensive.

La Roma l’ha studiata bene

Entrambe le squadre vanno da subito in pressione alta, ma escono sempre bene da questa pressione. Fonseca ritiene poco importante stavolta prevalere nel possesso palla, perché l’aggressività degli scaligeri porta alla perdita di troppi palloni. Considera però fondamentali le transizioni veloci negli spazi che il Verona concede, essendo squadra portata ad accompagnare molto l’azione offensiva. Alla fine perciò possesso palla e supremazia territoriale saranno tutti a favore del Verona. L’indice di pericolosità tra le due squadre sarà invece molto simile. La Roma si fa valere sulla velocità in ripartenza di Kluivert e Under, con Dzeko approdo sempre sicuro e Pellegrini in appoggio al portatore di palla. Gli esterni di centrocampo del Verona escono sui terzini giallorossi lasciando un 3 contro 3 offensivo favorevole alla Roma, che costruisce così la sua gara con un primo tempo trovando un vantaggio minimo da sfruttare e capitalizzare nella ripresa.

Il bel pressing del Verona

Solo nel finale del primo tempo le palle sanguinose perse in uscita dai giallorossi regalano alcune occasioni ai gialloblù. Per il resto il ritmo e la grande corsa profusa sul campo si riveleranno, per gli uomini di Juric, tutte unicamente sulla corsia sinistra di Lazovic, con Santon che paga un passo diverso e con Under sempre in ritardo nelle operazioni di ripiegamento difensivo. Nella pressione alta del Verona non c’è intercetto ma si va a uomo su ogni giocatore giallorosso in appoggio. L’unico rammarico del primo tempo giallorosso è l’aver subito il pari momentaneo a difesa schierata, con Pellegrini assolutamente disattento nella presa di posizione e marcatura di Faraoni, che stava stazionando proprio nella sua zona.

Ripresa di sofferenza

La ripresa presenta un nuovo canovaccio difensivo da parte dei giallorossi, con la presa di coscienza che si può accettare di lasciare iniziativa all’avversario, leggendo i momenti della gara. Juric inserisce Salcedo (esce Verre) e va a due punte più il trequartista. Fonseca risponde con l’esperienza di Mkhitaryan in luogo di Under, meno veloce ma più tattico nella gestione delle ripartenze. Entra Pazzini, e con un colpitore di testa in più urgono centimetri. Fonseca ricorre opportunamente a Fazio (esce Dzeko), cambiando modulo, con un 5-3-2 dove Perotti si allinea ai mediani e Pellegrini e Mkhitaryan si gestiscono gli spazi più avanzati. E proprio sull’asse di questi 3 giocatori la Roma costruisce e chiude il gol che la proietta con entusiasmo verso l’esame di maturità di San Siro contro l’Inter di Conte, nuova capolista del campionato.

Maurizio Rafaiani




Print Friendly, PDF & Email

5 Commenti

  1. Per me una “grande squadra” gioca e magari vince in tutt’altro modo con l’irresistibile l’irresistibile Verona…Ma sarò fatto male io eh!

  2. Be, quando giochi contro lo squadrone(?) “real verona” allenato da chi ha collezionato più esoneri che campionati…ma fateVI il piacere va.

  3. Mi piacerebbe sapere su che pianeta vive chi fa commenti simili, il Verona ha fatto vedere i sorci verdi anche alla Juve che ha vinto 2-1 in casa e con un rigore, perchè state a inventarvi commenti simili? Abbiamo sofferto il loro pressing come lo soffrono tutti, abbiamo sofferto la loro aggressività come la soffrono tutti, Fonseca ha lasciato perdere il possesso palla e cercato l’attacco in profondità, Fonseca da incensare, intelligenza calcistica sublime, alla fine abbiamo vinto e fatto 3 gol alla seconda miglior difesa del campionato e con Pau Lopez che non era neanche sudato quando è uscito, è sufficiente? Domanda pleonastica, certo che è sufficiente

Comments are closed.