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BASAKSEHIR ROMA ANALISI TATTICA – Vittoria e qualificazione pressoché raggiunta per la Roma dopo il 3-0 perentorio col quale i giallorossi piegano, in 45 minuti, il Basaksehir. Squadra velleitaria e impalpabile come le dichiarazioni della vigilia da parte del tecnico Buruk, ben consapevole della forza degli uomini di Fonseca. Il tecnico turco aveva tentato, con dichiarazioni artefatte e fragili, di accendere la vigilia e mettere pressione alla Roma. L’effetto però non è quello desiderato e la Roma formato Istanbul si dimostra consapevole della propria forza, matura, autoritaria, e convinta nel dimostrare le proprie intenzioni bellicose sin dai primi minuti.

Moduli e sviluppi di gioco

Buruk se la gioca a specchio, affidandosi all’esperienza dei suoi uomini chiave in ogni reparto. Skrtel e Clichy sulla linea difensiva, una mediana con Topal a dettare i tempi e Azubuike a coprire le linee di passaggio verso Dzeko. Davanti Crivelli va a farsi marcare da Mancini e Smalling nel tentativo di aprire gli spazi agli inserimenti con o senza palla di Visca, Kahveci e Gulbrandsen. I tre vengono innescati da un palleggio a terra molto ordinato e gradevole all’interno dei triangoli di gioco con linee di passaggio interessanti. Fonseca non prende in considerazione i natali di Under e si affida al tridente migliore del momento. Dzeko è il terminale ormai completo e assorbito negli sviluppi di gioco delle due punte a piede invertito, Zaniolo e Kluivert, e di Pellegrini, trequartista che svaria a tutto campo creando superiorità numerica in zona palla e rifiniture decisive e di qualità. Veretout e Diawara sono padroni di una manovra ariosa e pulita nella zona nevralgica del campo dove i tempi di gioco e il palleggio trovano sublimazione. Santon prende il posto di Florenzi e porta sul terreno di gioco peso e centimetri che in un eventuale fattore ambientale caloroso sarebbero potuti servire.

Roma fluida e qualitativa sia sulle corsie che centralmente

La prima piacevole componente tattica della gara vittoriosa emerge sin dai primi minuti sul campo Grazie a sviluppi di gioco fluidi. La Roma trova linee di passaggio sia dentro al campo che negli spazi esterni col Basaksheir che, contrariamente alle dichiarazioni della vigilia, prova a compattarsi con un sottopalla costante in fase di non possesso e un atteggiamento di squadra corta che riparte con fiammate e accelerazioni che però non trovano mai le profondità giuste. La Roma infatti ha una pressione alta molto efficace e ordinata con Dzeko, Pellegrini e Zaniolo che isolano e schermano le linee di passaggio per i due mediani avversari. Kolarov e Santon scalano subito alti sui trequartisti esterni. La vivacità iniziale dei turchi viene così gradualmente spenta e circoscritta con un unica criticità per i giallorossi: il 2 contro 2 con Crivelli e Kahveci sempre vicini e collaborativi.

Dal quadro positivo ai gol il passo è breve


La preoccupazione degli uomini di Buruk di non subire inferiorità numeriche sugli esterni e scivolamenti tardivi, li porta ad essere corti ma non stretti. Nella qualità delle giocate a specchio tra mediani e Pellegrini, con le punte esterne che vengono a giocare dentro al campo, la Roma trova quelle linee di passaggio interne che innescano movimenti nei corridoi. In essi, Zaniolo e Kluivert penetrano in maniera incisiva attaccando lo spazio che Dzeko libera quando si tira fuori. Dopo 30 minuti in cui la Roma manca solo qualche ultimo passaggio o rifinitura i giallorossi scavano il divario tecnico che sulla carta esisteva già prima di entrare in campo. Turchi mai pericolosi, eccetto una ripartenza con scudo finale di Kolarov alla conclusione, e Roma superiore in possesso palla, supremazia territoriale, indice di pericolosità. La gara al fischio finale del primo tempo è già in archivi. Kolarov costruisce da sinistra il tracciante giusto dal quale scaturisce il rigore trasformato da Veretout. Kluivert nobilita un’uscita di squadra in palleggio basso, mentre Dzeko legittima a livello tecnico la capacità di visione in verticale di Pellegrini.

Secondo tempo all’insegna della gestione e del turnover

Eccetto Robinho (col quale Buruk prova a dare scossa e fantasia), si rientra in campo con gli stessi effettivi econ il risultato in controllo. Fonseca attinge opportunamente al turnover, operando nella ripresa i cambi necessari a preservare la condizione di molti protagonisti estremamente sollecitati negli ultimi tempi. L’allenatore portoghese risparmia una ventina di minuti ad alcuni giocatori in una gara dove già il dispendio energetico non é stato massimale. Minuti che potranno tornare utili domenica sera nella battaglia del Bentegodi contro il Verona. Così Spinazzola, dopo 5 minuti, va a preservare Kolarov. Under e Mkhitaryan aggiungono minutaggio togliendolo al tempo stesso ai supersollecitati, nella pressione offensiva, Dzeko e Pellegrini. Buruk fa entrare Ozcan che nulla dà e nulla tolgono al Basaksehir. Ora i turchi, da primi in classifica al fischio d inizio, dovranno vincere in Germania per qualificarsi. In casa di quel Borussia che ha costruito la sua qualificazione attraverso involontari, ma indubbiamente graditi, favori arbitrali.

Maurizio Rafaiani




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2 Commenti

  1. Toh, un articolo ben scritto! Le analisi tattiche di Romanews donano alla testata quel contegno giornalistico che tutti gli altri scritti, quotidianamente, le sottraggono.

  2. Sempre bravo M. Rafaiani, anzi .. sempre piu’ bravo .. vede e legge bene partita e contenuti e ci regala una bella analisi del match con dettagli da intenditore .. grazie ..

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