romanews-roma-javier-pastore-europa-league-borussia-monchengladbach
Foto Getty

ANALISI TATTICA BORUSSIA ROMA – La Roma fa la prestazione, ma dopo due mesi ritrova la sconfitta sul suo percorso. Primo tempo in equilibrio, retto bene pur senza sussulti particolari e chiuso in svantaggio per una disavventura di Fazio. Secondo tempo invece autoritario e di personalità, dove la Roma perviene subito al pareggio e gestisce una ripresa che avrebbe dovuto generare ben altro risultato. Quando tutto sembra in equilibrio, però, all’ultimo secondo la beffa atroce che costringe ora i giallorossi alla ricerca di una vittoria nelle due gare restanti.

Moduli e sviluppi di gioco

Il 4-2-3-1 di Fonseca dà continuità con le ultime scelte obbligate, anche se l’infermeria va sempre più svuotandosi. Mancini e Veretout in mediana, Zaniolo e Kluivert punte esterne di piede invertito e Pastore alle spalle di Dzeko. Sulla linea difensiva la scelta di Santon esterno destro conferma ancora una volta come Florenzi sia ormai inserito nella rotazione delle punte esterne, mentre Fazio e Smalling si ritrovano probabilmente per l’ultima volta in coppia, visto che presto Mancini ritroverà il ruolo di centrale abbandonato per l’emergenza del periodo. Rose sceglie un 3-4-3 con i 3 attaccanti sempre molto mobili, che si invertono spesso gli spazi, con Stindl che si tira fuori e Thuram che va in profondità dietro ai terzini e il centrale difensivo di riferimento. Nel complesso quello dei tedeschi é un calcio di grande movimento senza palla, molto interessante ed europeo, con una lettura degli spazi liberi importante.

Primo tempo difficile per la Roma

Si inizia con entrambe le squadre aggressive in zona palla, ma ben presto é il pressing del Borussia a fare la differenza. La Roma non riesce a prendere campo, perché trova difficoltà nel palleggio in uscita. La fase difensiva dei giallorossi vede invece Veretout sul mediano avversario più vicino, Mancini sul trequartista e Pastore che ripiega e si abbassa sul mediano più lontano dalla palla. Quando i giallorossi scelgono la pressione alta, i 4 attaccanti chiudono in avanti sui 3 centrali tedeschi, cercando di andare a schermare il passaggio centrale. Pastore comincia a portare a spasso in due situazioni la difesa avversaria, ma non riesce mai a giocare il 3 contro 3, nonostante Dzeko si tiri fuori e Zaniolo e Kluivert si trovino spesso ad attaccare la linea. Infatti, quando le punte esterne si allargano manca l inserimento di un centrocampista, perché i mediani non riescono ad accompagnare bene l’azione offensiva. Così il primo tempo segna un possesso palla nettamente a favore degli uomini di Rose, ma supremazia territoriale e indice di pericolosità sono irrilevanti. La Roma si trova a recriminare solo per la sfortunata deviazione di Fazio.

Ripresa di personalità

Si riparte con i 22 effettivi iniziali, Fonseca chiede più personalità ai suoi. La Roma comincia ad uscire in maniera pulita col palleggio, soprattutto a destra sulla corsa di Zaniolo, mentre mancano all’appello Kluivert e la disponibilità di Dzeko. I giocatori offensivi tedeschi sono sempre molto mobili e molto ispirati nel fraseggio tra loro, ma i rischi sono sempre minimi, perché c’é sempre attenzione e compattezza nell’imbuto centrale, intorno a Smalling e Fazio. Arriva poi il momento in cui i giallorossi cominciano a prendere campo, e la gara svolta in maniera decisiva. Il pari di Fazio certifica questo nuovo status della gara. In più, con Diawara per Mancini, i giallorossi sono ora meno tattici ma più geometrici, con meno presenza fisica ma maggior qualità in uscita palla.

Le scelte ultra offensive di Rose

Subito il gol, Rose passa a 4 dietro, con Zakaria davanti alla difesa e con 5 giocatori molto mobili sul fronte avanzato. Ciò regala alla Roma inevitabili spazi e molte situazioni di 1 contro 1 o inferiorità numerica, vanificate da una gestione infelice di alcune ripartenze, con Kluivert confusionario e Dzeko in alcuni momenti egoista. Con Plea il Borussia é ancora più offensivo. I 15 minuti finali trovano così le squadre lunghe e con continui capovolgimenti di fronte. Il Gladbach tenta l’assalto finale. Quando tutto sembra inchiodato sul risultato di parità, però, la Roma si fa sorprendere su una situazione di seconda palla, che per tutta la gara si era dimostrata probabilmente l’unica criticità della sua partita.

Maurizio Rafaiani

Print Friendly, PDF & Email

2 Commenti

  1. Per motivi diversi Fazio è lento e può giocare soltanto negli ultimi 15 minuti quando dobbiamo difendere una vittoria. Klaivert è immaturo e poco concreto. Florenzi non è mai stato terzino. Under deve svegliarsi perche’ non sa di essere forte, se usasse anche il destro. Jesus non serve alla causa e penso che Fonseca abbia già capito tutto.

  2. squadra che era stanca, troppe partite senza fare mai cambio per alcuni. nonostante ciò, e nonostante il solito erroretto arbitrale (perchè nella vita fai il guardalinee se non ti accorgi di che succede an metro da te?) che stavolta trasformiamo direttamente noi in autogol, stavamo per portare il risultato a casa. peccato, sconfitta che ci può anche stare nell’economia di una stagione, non è un dramma. e meglio avercela ora la sfiga, che è recuperabile, che più avanti

Comments are closed.