CHAMPIONS LEAGUE REAL MADRID – I sorteggi di Montecarlo hanno alzato il sipario sull’edizione 2018/19 della Champions League. La Roma ha scoperto le sue avversarie e, a farle compagnia nel girone G, ci saranno Real Madrid, CSKA Mosca e Viktoria Plzen. Gli avversari più pericolosi sono senza dubbio i blancos di Lopetegui, campioni in carica da ben tre edizioni di fila.

L’AVVERSARIO – Il nome Real Madrid non è di certo una novità dalle parti della Capitale, visto che, dal 2001 in poi, le due squadre si sono incrociate già in 10 occasioni. Le merengues partono sicuramente con il favore dei pronostici e con una qualificazione nel girone abbastanza scontata. Campioni in carica per tre edizioni consecutive, i galàcticos hanno perso però uno dei giocatori simbolo della loro squadra, vale a dire Cristiano Ronaldo. Oltre alla ‘perdita’ di CR7, la squadra di Madrid in estate ha dovuto fare i conti anche con quella di Zinedine Zidane, autentico protagonista delle 4 Champions League conquistate in 5 anni. Sulla panchina dei blancos siede ora l’ex ct della Spagna, Julen Lopetegui, che però non ha iniziato nel migliore dei modi l’avventura madrilena. Nella prima uscita ufficiale ha giocato la Supercoppa Europea contro i rivali dell’Atletico Madrid e il tecnico basco ne è uscito con le ossa rotte, fallendo il primo appuntamento della stagione. Il mercato estivo degli spagnoli non ha regalato particolari colpi di scena in entrata, visto che l’uscita in attacco di Cristiano Ronaldo è stata rimpiazzata solamente con l’arrivo di Vinicius Jr. e il ritorno di Mariano Diaz dal Lione. Il vero colpo è arrivato in porta con Thibaut Courtois acquistato dal Chelsea per 35 milioni di euro.

L’ALLENATORE – Julen Lopetegui, nato il 28 agosto 1966, ha mosso i primi passi nel mondo del pallone come portiere. Non ha avuto, però, una carriera brillante: in 15 anni ha accumulato 95 presenze in Liga con più di 130 gol subiti. Ha giocato sempre in squadre importanti come Real Madrid, Real Sociedad, Barcellona e Las Palmas e questo gli ha permesso di conoscere palcoscenici importanti, vantando nel palmares 1 Liga, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa del Re e 4 Supercoppe di Spagna. Una volta attaccati i guantoni al chiodo si è cimentato immediatamente nella carriera da allenatore, cominciando con il Rayo Vallecano. Dopo quest’esperienza, però, è rimasto a lungo senza una panchina e questo l’ha spinto a ricominciare con le giovanili del Real Madrid. Poco dopo si trova ad allenare gli Under della Nazionale spagnola, vincendo un Europeo con l’Under 19 e l’anno dopo con l’Under 21. Dopo queste vittorie arriva la chiamata del Porto e, un anno e mezzo più tardi, nel 2016, quella della prima squadra della Roja. In due anni, con la Nazionale spagnola, colleziona 14 vittorie, 6 pareggi e nessuna sconfitta. Gol fatti, sessantuno. Gol subiti, tredici. Si appresta a giocare quindi il Mondiale con la sua Spagna quando da Madrid arriva la chiamata di Florentino Perez. Arriva quindi la firma con i galàcticos che, però, non fa piacere alla federazione iberica. Poco prima di debuttare nel trofeo, Lopetegui viene dimesso e al suo posto viene chiamato Hierro. Lasciata la Nazionale, Julen è ora l’allenatore del Real Madrid.

I PRECEDENTI – La squadra spagnola è in assoluto la più affrontata dalla Roma nella massima competizione continentale. Sono esattamente 10 le volte in cui giallorossi e blancos si sono incrociati in campo. Ad avere la meglio sono gli spagnoli, vittoriosi in ben 6 occasioni, a fronte delle 3 giallorosse e del solo ed unico pareggio. La sfida più recente è quella di due anni fa agli ottavi di finale. Il Real Madrid di Zidane s’impose per ben due volte sui capitolini per 2-0, eliminando la squadra di Spalletti agli ottavi di finale. L’ultima vittoria romanista risale a dieci anni fa: era il 2008 e sulla panchina giallorossa sedeva sempre l’attuale tecnico nerazzurro. Il Real Madrid di Schuster perse sia all’Olimpico che al Bernabeu con il medesimo risultato, 2-1. L’unico pareggio arrivò durante la fase a gironi dell’edizione 2001/02. Al Santiago Bernabeu, al contrario di quel che si possa pensare, la Roma non ne è uscita sempre con le ossa rotte. Infatti, di 5 match giocati, ci sono state 2 vittorie, 2 sconfitte ed un pareggio. All’Olimpico, invece, ha quasi sempre avuto la meglio il Real: 4 vittorie e un solo successo giallorosso. Il primo precedente tra le due squadre risale al 2001, più precisamente l’11 settembre, giorno dell’attentato terroristico alle Torri Gemelle. La partita finì 2-1 per le merengues con le marcature di Figo, Guti e Totti.

PUNTI DI FORZA – Nonostante la cessione di Ronaldo, il Real Madrid resta uno dei club più forti al mondo. La perdita di un giocatore così carismatico come CR7 potrebbe portare l’intera squadra a responsabilizzarsi di più, discorso che riguarda in particolar modo Gareth Bale. Il gallese ha sofferto non poco la luce di Cristiano, ma ora è pronto a ripartire e i gol messi a segno nelle prime uscite di campionato ne sono la dimostrazione. Per assurdo anche Karim Benzema sembra aver giovato da questa illustre cessione. Nel 4-3-3 disegnato da Lopetegui è Marco Asensio a completare il pacchetto offensivo, mentre in mediana la scelta del parco giocatori è ampia: Modric, Kroos, Isco e Casemiro sono soltanto quattro nomi di questo folto reparto. In difesa l’innesto di un portiere come Courtois ha dato solidità ad un reparto già ermetico di suo, con il capitano Sergio Ramos a fare da portabandiera. Lo schieramento tattico del Real Madrid permette ai blancos di mantenere un equilibrio costante durante tutti i 90 minuti della gara, grazie soprattutto al grande lavoro del centrocampo. Sulle corsie esterne oltre alla pericolosità di Bale e Asensio, c’è da non sottovalutare la capacità di sovrapposizione di Marcelo, a sinistra, e Carvajal a destra.

PUNTI DEBOLI – Parlare di punti deboli facendo riferimento alla squadra più titolata al mondo fa sorridere. Le difficoltà che potrebbero attanagliare le merengues durante questo cammino europeo potrebbero derivare proprio dalla perdita di due punti cardine delle passate edizioni: Zidane e Ronaldo. Il Real Madrid, con la partenza di CR7 e di Kovacic, è diventata, in attacco, una squadra corta a livello di ‘fenomeni’. Se l’anno scorso, con il portoghese in campo, Zidane poteva permettersi di tenere in panchina Bale, Kovacic e Asensio, adesso la squadra non ha delle riserve super titolari. Il gallese è tra gli undici fissi e, pronti a subentrare, ci sono Lucas Vazquez, Mariano Diaz e Vinicius Jr., che non possono fare una differenza netta come dei fuoriclasse. Mariano Diaz è arrivato dalla Ligue 1 e vanta di molte marcature; è anche vero però che il campionato francese non è, a livello di difficoltà, all’altezza di quello spagnolo. Vinicius Jr., invece, in questo week end è sceso in campo con la squadra B contro l’Atletico Madrid. Questo a dimostrazione che è un giocatore che non rientra in maniera netta nei titolari e, per fargli mettere minuti nelle gambe prima di chiamarlo in prima squadra, è necessario ‘girarlo’ alla Cantera. Nelle 3 partite giocate in Liga, il Real ha segnato 10 gol di cui 3 su rigore. Ad eccezione di Bale e Benzema, che hanno segnato rispettivamente 3 e 4 gol, le altre reti sono state fatte da Ramos, 2 su rigore, e Carvajal. E’ un sistema di gioco, quindi, che pone i suoi pilastri nell’attacco e, con delle buone marcature in fase difensiva, potrebbe essere arginato. Infine, con l’addio di Zidane e Ronaldo, il club di Perez sta avviando un progetto di rifondazione della squadra e questo potrebbe essere un anno di transito. I giocatori acquistati, eccezion fatta per Courtois, sono essenzialmente dei giovani che, però, si devono ancora abituare a questa squadra e al suo gioco e che, di conseguenza, potrebbero non fare subito la differenza. La Roma giocherà contro le merengues tra due settimane e potrebbero non avere tempo sufficiente per ambientarsi.

LE DATEReal Madrid e Roma si sfideranno in questi gironi di Champions League il 19 settembre in casa dei blancos, al Bernabeu, mentre il ritorno sarà il 27 novembre all’Olimpico.

Claudia Belli 

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Claudia Belli
"Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio". Datemi, poi, anche carta e penna per poterlo raccontare e allora sì che sarà tutto perfetto. Laureata in Mediazione Linguistica e Interculturale a La Sapienza, mi piace viaggiare per il mondo parlando più lingue possibili. Per il momento ne conosco 4: italiano, inglese, spagnolo e portoghese (anche la variante brasiliana), ma spero di poter ampliare il mio bagaglio linguistico il più presto possibile.