ADDIO DE ROSSI ROMA L’addio di Daniele De Rossi alla Roma sta facendo inevitabilmente reagire tutto l’ambiente sportivo e non solo. Qui riporteremo i messaggi che nel corso dei giorni verranno dedicati al capitano giallorosso.

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C’è una bella canzone il cui testo recita così: “Abbiamo girato insieme e ascoltato le voci dei matti incontrato la gente più strana e imbarcato compagni di viaggio qualcuno è rimasto qualcuno è andato e non s’è più sentito un giorno anche tu hai deciso un abbraccio e poi sei partito. Buon viaggio hermano querido e buon cammino ovunque tu vada forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada”. In bocca al lupo Lele. In bocca al lupo perché sei una persona speciale. Di quelle che vale la pena incontrare nella vita. Perché nella vita l’eleganza è saper fare silenzio quando gli altri fanno rumore. E nei tuoi silenzi ho sempre trovato equilibrio, compostezza e maturità. Un abbraccio amico mio! E buona strada! #danielederossi @oneplusnineimages

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“Un “grande gladiatore”. Ospite di Dimartedì su La7, Frans Timmermans definisce così Daniele De Rossi, il capitano della Roma che oggi in conferenza stampa ha annunciato il suo addio. Il vice presidente della Commissione Ue e candidato alla presidenza della Commissione Ue per il Pse è un grande tifoso della Roma, proprio come il conduttore Giovanni Floris. “Grande gladiatore”, ha detto Timmermans a proposito del centrocampista, “ma almeno abbiamo vinto 2-0 contro la Juve. Forza Roma!”. Ad un evento nella capitale ha poi polemizzato sul soprannome di Salvini ‘Il capitano’, affermando: “In Italia c’è un solo capitano, Francesco Totti”.

“Daniele De Rossi? Uno dei centrocampisti più forti del calcio italiano ed europeo. Giocatore tecnico, forte, bravo di testa, capace di difendere e di fare gol. Con lui c’è sempre stato un rapporto speciale, ai derby sempre grande rispetto e stima sia con lui che con Francesco Totti”. Queste le parole dell’ex capitano della Lazio, Alessandro Nesta, riportate dall’Ansa, nel giorno dell’addio del capitano alla Roma. “Daniele un mio grande amico e durante i mondiali del 2006 che l’Italia ha vinto in Germania, complice il mio infortunio e la sua squalifica, abbiamo trascorso moltissimo tempo insieme. Oltre ad essere stato un giocatore fenomenale, uno dei mediani più completi che c’è stato. De Rossi è un ragazzo intelligente e una persona molto piacevole. Dal punto di vista del carattere mi sento molto simile a lui”.

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L’ex allenatore giallorosso Fabio Capello ha parlato di De Rossi a TMW:

Capello, se le dico Daniele De Rossi cosa mi risponde?
“Un professionista esemplare, un grande calciatore, una bellissima persona”.

Che ricordo ha di quel 30 ottobre 2001?
“Sono molto contento di aver fatto esordire Daniele con la maglia della Roma. Quel giorno lo lanciai al posto di Tomic in Champions e poi, nella stessa stagione, lo impiegai anche in tre gare di Coppa Italia. Aveva solo 18 anni, ma già allora si dimostrò pronto mentalmente e tecnicamente per vestire una maglia così importante. Nessuno gli ha mai regalato niente in carriera”.

Un calciatore che, a posteriori, alla Roma ha dato in effetti tantissimo…
“Il contributo di De Rossi è stato fondamentale in questi anni. Daniele c’è sempre stato, è stato un grande capitano, un grande leader e una figura di riferimento non solo per la Roma, ma per tutto il calcio italiano. Gli mando un grosso in bocca al lupo per il futuro”.

“Giornata tristissima, da tifosa, da persona che vuole bene a Daniele De Rossi, è ancor più triste dopo aver sentito le sue parole. Questa decisione sarebbe dovuta arrivare ma non in questo momento, non così. Queste sono cose che mi dispiacciono e poi mi vengono in mente tanti ricordi, tanti periodi passati insieme, quando rifiutai l’offerta che mi fu fatta per venderlo. Tanti sentimenti, tante emozioni e tanti rapporti umani che per fortuna il calcio regala”. Lo ha dichiarato Rosella Sensi, ex presidente della Roma, a “Tutti Convocati” su Radio 24, a seguito dell’annuncio di Daniele De Rossi di lasciare la Roma a fine stagione. “Penso che con Daniele va via quel pezzo di romanita’ e di appartenenza che fa triste il tifoso giallorosso perche’ c’e’ un’identita’ nel nascere a Roma, nel continuare a giocare nella squadra in cui si e’ nati. Credo che Daniele De Rossi, come ovviamente Francesco Totti, rappresenti un simbolo. Credo che Daniele andava un po’ più considerato e rispettato in maniera diversa. Ovviamente la societa’ fa le sue scelte ma questi giocatori non sono solo i giocatori piu’ importanti della squadra ma rappresentano qualcosa per tutta la tifoseria giallorossa” ha detto commossa Rosella Sensi. Ci tengo a dire che Daniele De Rossi è anche una persona estremamente sensibile non solo come carattere ma anche attento alle necessita’ degli altri, cosi’ come lo è stato Francesco Totti. Mi piace ricordare Daniele De Rossi, nelle sue esternazioni piu’ riservate, nel rapporto che aveva con mio padre e con mia madre. E’ stato di aiuto ad un ragazzo malato che aveva bisogno e non si e’ detto: lui e’ stato subito disponibile a farlo. Mi piace ricordare il De Rossi uomo, sia quello che viene rappresentato sicuramente molto forte ma sia anche l’uomo estremamente sensibile. Conservero’ questi momenti anche nei miei confronti, eravamo sempre d’accordo e lui lo sa, ce lo siamo detti. De Rossi e’ sempre stato una persona determinante all’interno della struttura societaria, non solo come giocatore”.

Juan Manuel Iturbe su Instagram:

“Da tifoso – dice in un’intervista a Huffpost Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia e attualmente deputato tra le fila del Pd – sono rammaricato perché credo che De Rossi sia un giocatore che poteva continuare a dare un contributo importante”.

Professore, cosa significa l’addio di De Rossi per l’As Roma e per il mondo del calcio?
“Tanto. De Rossi, viste le sue qualità, poteva ancora dare un contributo importante. Non è chiaro poi se sia stata una sua scelta autonoma o sia stata forzata dalla società. In questo secondo caso non sarebbe un bel segnale”.

Perché?
“In questi ultimi anni la società non ha fatto scelte vincenti. Abbiamo venduto Salah e comprato Schick, non dico altro”.

Dal racconto di De Rossi in conferenza stampa emerge che la società ha deciso di non rinnovare il suo contratto. Decisione grave?
“Non entro nel merito dei singoli giocatori, ma mi piacerebbe che ci fosse una strategia chiara sull’organico. Io penso che all’interno dell’organico un posto ci sarebbe sempre stato per De Rossi, ma la strategia della società mi sembra poco chiara”.

De Rossi se ne va dopo 18 anni, un altro pezzo da novanta che lascia il calcio italiano rendendolo sempre più orfano di grandi campioni. Possibile che non ci fossero alternative?
“Negli ultimi anni l’As Roma ha venduto pezzi pregiati per restare nei parametri di sostenibilità del bilancio. E così, di anno in anno, si è cominciato da un punto più basso. Questa è una strategia che può funzionare, l’ha fatto ad esempio la Juventus, ma mi pare che per la Roma non dia i frutti sperati”.

Lei lo insegnerà essendo stato ministro dell’Economia attento ai conti. L’alternativa non era il rischio di un bilancio in profondo rosso?
“Era del tutto legittimo quello che è stato fatto. Il problema è che non si riesce a impiantare una strategia di medio periodo per raggiungere dei traguardi nel giro di 2-3 anni”.

De Rossi è fuori. Da dove deve ripartire la Roma?
“La strategia deve essere quella di puntare sui giovani. Ad esempio la scelta su Zaniolo è importante. Io spero che possa restare alla Roma. Quello che si sceglierà sul suo destino sarà un po’ una scelta simbolo di quello può succedere”.

Torniamo all’addio di De Rossi. Dopo il saluto di Francesco Totti è un’altra mazzata per i giallorossi. De Rossi doveva essere l’erede di Totti. Lo è stato?
“Io credo che De Rossi rappresenta una bandiera di altissimo livello tecnico e affettivo. Le bandiere sono importanti”.

Se dovesse consigliare alla società di ritagliare un ruolo per De Rossi nella dirigenza lo farebbe?
“Non sono in grado di giudicare queste scelte, ma mi sembra che De Rossi abbia le potenzialità per continuare ancora a giocare”.

Kevin Strootman, ex centrocampista della Roma, su Twitter:

Leandro Paredes, ex centrocampista giallorosso, su Instagram:

Antonio Rudiger, ex difensore giallorosso, su Twitter:

De Rossi, come l’altro grande romanista, Totti, è un emblema”. Lo ha dichiarato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che commenta così l’addio del centrocampista alla Roma. “Lui ha una famiglia e un papà (Alberto, ndr) straordinari, io lo chiamai perchè, visto che è un grande allenatore della Primavera, lo volevo con me al Napoli e lui mi disse: ‘Guardi, non è per farle un torto ma io nasco romanista e muoio romanista'”, ha concluso il patron azzurro a margine del forum “Il calcio che vogliamo” organizzato presso la sede de “Il Corriere dello Sport” a Roma.

“L’addio di De Rossi alla Roma? Non me lo aspettavo, ha sorpreso anche me. Al di là del tifo, penso che Daniele sia stato un gigante. Nel calcio italiano una persona come lui non è facile da trovare, non posso che dirgli grazie, è una persona intelligente ed evidentemente ha fatto le sue valutazioni”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò a margine del forum “Il calcio che vogliamo” a Roma.

“Per me De Rossi è stato il vero leader e l’anima di questa Roma negli ultimi 15 anni, ha il carattere di un trascinatore e l’ho sempre rispettato per questo”. Paolo Di Canio si esprime così sul capitano giallorosso che oggi, con un annuncio sui social del suo club e poi in conferenza stampa, ha reso nota la sua decisione di lasciare la Roma alla fine di questa stagione. “Dispiace quando un giocatore così importante decide di andarsene”, dice l’ex capitano della Lazio e oggi commentatore tv, a margine dell’evento ‘Awords’ organizzato dalla Lega Serie A all’Ara Pacis a Roma. “Ho sempre stimato De Rossi come uomo, così come la sua purezza e la sua naturalezza che gli hanno anche creato dei problemi. Mi è sempre dispiaciuto quando è stato criticato per cose diverse dal campo”.

Leandro Castan, ex difensore giallorosso, su Twitter:

Il messaggio di Marco Materazzi, ex difensore, su Twitter:

“Con lui ho legami bellissimi, abbiamo condiviso una parte del settore giovanile, poi l’Under 21”. Spiega Gaetano D’Agostino a Tuttomercatoweb.com. L’ex giallorosso poi aggiunge: “Mi sorprende questa notizia, come tutti gli amanti del calcio era una delle poche bandiere rimaste. Certamente c’è una motivazione”.

Se lo aspettava fino alla fine a Roma?
“Quando arrivi a trentasei e parti giovanissimo, sì… Parlandone anche con amici, immaginavo di vederlo come allenatore o al settore giovanile. Vederlo lontano mi fa effetto: il suo attaccamento alla società è encomiabile, da favola, da raccontare nei libri del calcio. Avrà avuto richieste, in carriera, che ha sempre rifiutato: vederlo andare via ora mi crea tristezza”.

Siamo tutti un po’ invecchiati stamattina…
“Ho guardato la carta d’identità oggi…”.

Avrebbe potuto vincere di più, concorda?
“Il Mondiale, la Coppa Italia, la Supercoppa: però ha preferito sposare il suo credo, il suo attaccamento alla maglia, rispetto ai trofei. Sapeva di poter aver meno possibilità di vittoria ma ricordiamoci che è un Campione del Mondo: si meritava più trofei ma la sua coscienza è a posto, ha scelto col cuore e gli fa onore”.

A margine di un evento della Lega Serie A all’Ara Pacis, il dirigente del Milan Paolo Maldini ha parlato dell’addio di De Rossi alla Roma: “Prima o poi si chiude sempre un ciclo per un calciatore, ma sinceramente è una cosa che mi sorprende. Non me l’aspettavo ma lui è sempre stato un’anima molto indipendente. Saprà bene quel che fa e quello che vuole, anche se di sicuro è una scelta dolorosa ma il suo amore per la Roma non è certo in discussione. Come giocatore è sempre stato un capitano di fatto in campo, di grande personalità e grande tecnica, uno dei calciatore che ho più ammirato”. Lo riporta il sito online de Il Romanista.

De Rossi è un testimone straordinario di valori encomiabili del mondo del calcio, da tutelare e rispettare”. Così il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina saluta l’annuncio dell’addio di Daniele De Rossi alla Roma. “Daniele è stato con me nel 2004, l’ultima volta che abbiamo vinto un Europeo under 21. E sempre in quell’anno ha vinto una medaglia olimpica dopo 68 anni. E’ un ragazzo straordinario, un cuore di Roma, fedele alla squadra giallorossa”, ha aggiunto il numero uno della Figc a margine del forum “Il calcio che vogliamo” organizzato presso la sede de “Il Corriere dello Sport” a Roma.

Marcello Lippi a Radio Capital: “Sono convinto che se potesse finirebbe la carriera a Roma. Se è responsabilità delle società? Di questo non dico niente, parlo delle mie impressioni perché non ho neanche parlato con Daniele. Probabilmente, siccome la voglia di giocare a calcio è ancora grande, ha deciso di andare altrove per non smettere. Ci siamo goduti questa persona straordinaria, un grande campione e un ragazzo fantastico. Ho avuto il piacere e l’onore di farlo esordire in nazionale, e di accompagnarlo fino a diventare campione del mondo. Come ho detto anche per altri ragazzi presenti in quella fantastica avventura del Mondiale vinto nel 2006, qualunque cosa faranno nella vita sicuramente la faranno bene, perché sono uomini veri, con la U maiuscola”. E sul mondiale in Germania Lippi ricorda che “qualche erroruccio l’ha commesso anche De Rossi, in certi momenti non si è saputo controllare, come in occasione dell’espulsione contro gli Stati Uniti. Rischiò di far finire il suo mondiale. Ha avuto poi la fortuna di essere disponibile per la finale. E contrariamente a quello che pensavano tanti altri che mi dicevano che non meritava di giocare, io lo feci giocare: aveva sbagliato e pagato, c’era bisogno di lui. E ha avuto anche la soddisfazione di segnare uno dei rigori decisivi. E’ un giocatore molto particolare, che ha segnato tanto e si è prestato a tante soluzioni tattiche. Non vedo in questo momento altri giocatori con queste caratteristiche”.

La Serie A, tramite il suo profilo Instagram, pubblica un messaggio per De Rossi:

L’attore e tifoso romanista Valerio Mastandrea con un tweet ha voluto esprimere il suo dispiacere: “Come 18 anni fa, una festa per lui in ogni quartiere. È il nostro scudetto perenne e va sventolato per un mese in ogni parte di Roma”.

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19 Commenti

    • De Rossi è campione del mondo con un rigore decisivo segnato nella sequenza finale con la Francia, quindi lo conoscono in ogni dove, campioni di oggi e di ieri…hai capito complessato tifoso di una squadra inutile che il cui unico giocatore di un certo rilievo dato alla nazionale (ormai più di quarant’anni fa) è uscito dal campo mandando a fare in culo il C.T. Valcareggi, per poi essere eliminato ai gironi, dopo aver battuto solo HAITI?
      Prima di scrivere stronzate leggere qualche libro, anche sul calcio, non vi farà certo male.

      • Probabilmente conduci una vita così triste che ti porta a far prevalere soltanto ricordi negativi. DDR è diga davanti alla difesa e fonte illuminata e sapiente di ogni avvio di azione o ripartenza,capace di dettare tempi organizzare la squadra coordinare e coprire compagni ed errori altrui. Un problema anche lui ce l’ha una schiera di detrattori infelici che continua a criticarlo. Fortunatamente la schiera di persone, tifosi e non, che lo apprezzano è molto molto più grande.

      • De 18 anni de calcio, te ricordi solo ste 4 cose che te fanno comodo, tant’è che chiedi ad altri cosa ha fatto. Gli unici argomenti che conosci so qualche intemperanza e i soldi, come se gli altri stanno li gratis. Pensa che lui ha occupato l’infermeria, come fanno tutti, per incidenti avuti sul campo, quando c’è gente che è pagata pe sta seduto in panchina o in tribuna!
        Comunque se ha “rubato” il lauto stipendio pe 18 anni ha fatto bene, perchè chi glielo ha dato ha ritenuto opportuno farlo! Io li avrei svenati tutti!!!

  1. Comincio a essere stanco di Pallotta: se ne andasse lui, far fuori Daniele è una vergogna e significa non capire niente di calcio.

  2. ma chi e quella testa de cavolo laziale, poraccio complessato, inferiore a vita ?? i vostri hanno lasciato il calcio per la prigione !! complessatiiiiiiiiiiiiiiiiii

  3. ho solo visto ora il commento de n’antro eterno complessato, manco me ricordo come se chiama, Di Spanio ? De Conio ? Bi Ponio ? Sur Lonio ? lui basta che dice frasi che velatamente sono contro Totti, che complessati questi, madonna …

  4. Linus, io posso pure capire che non ti piaccia De Rossi, ma non ce racconta’ che sei Romanista, perché un vero Romanista rispetta i sentimenti e lo stato d’animo della maggiorparte dei Romanisti. E tu, scrivendo quelle infamie, non lo hai fatto. Tu sei laziale dentro.

  5. Ma perché Totti non si dimette? E’ un dirigente (!) di questa “azienda” e se non condivide determinate scelte dovrebbe farlo…

  6. Ma che ci state a combinà? Ma chi vi ha mandato per fare questo? Per amore di questa squadra non prenderete più una lira da parte mia, la guerra è appena cominciata!

  7. @Linus A differenza di altri non voglio insultarti e pensare che sei laziale, ma permettimi di dirti che esporre un commento o pensiero come il tuo, in un momento come questo da veramente fastidio e suono a dir poco come provocazione. Continui ad insistere nel voler sapere cosa possiamo dire di DDR in positivo da contrapporre alle negatività che tu ripeti continuamente? te ne dico una che vale per tutte, ci ha rappresentato degnamente ovunque in Italia e nel mondo, identificandosi nel nome della sua città dei suoi colori e dei suoi tifosi. Questo per una tifoseria che non è abituata a vincere, ma che nel senso di appartenenza basa gran parte della sua ragione d’essere è tantissimo. E poi come ultimo di fare notare che i commenti che hai letto, vengono da campioni di ogni latitudine. Se era uno scarso come pensi tu, credi ci fossero tutti questi attestati di stima?

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