NOTIZIE AS ROMA – L’ex giallorosso Odoacre Chierico è stato protagonista del programma “Slideshow” in onda su Roma Tv. Queste le parole del protagonista del tricolore dell’ ’82/’83:

CHIERICO A SLIDESHOW

Una sua foto.
“Avevo 16 anni, ero in arrivo a Milano”.

Foto di lui con un amico
“Questo è il mio amco Graziani centrocampista e compagno nel Pisa. Esperienza meravigliosa dopo Milano, l’Inter mi diede in prestito al Pisa per due stagioni. Dopo quella stagione fui preso dalla Roma.Lui era il cugino di Ciccio Graziani, grande giocatore”.

Lui al Colosseo
“Questa è Roma. Era un periodo meraviglioso, tornarci dopo tanto tempo può essere un’agonia dopo averla lasciata. Mi sembrava uno scherzo del destino ma ero felice di tornare a casa mia. Una gioia infinita”.

La presentazione alla Roma
“Qui ero con Nela, Marangon e Perroni. Tanti non sanno che alla destra di Viola c’era Pasquali, presidente che mi cedette all’Inter. Era il primo anno, la presentazione di quell’inizio di 4 anni in quella società. All’epoca era una famiglia, il calcio era più gestibile e controllato. Oggi è un’impresa, ci sono 32 giocatori contro i 18 dell’epoca. All’epoca sembarava più un campetto sotto casa”.

La squadra di allora.
“Ricordo tutti questi giocatori. Era l’anno del nostro arrivo, tanta gente di questa foto è già scomparsa purtroppo e questo mi colposce”.

Il suo gol a Cesena.
“Tanti non conoscono la mia storia. Avevo 16 quando ho iniziato a giocare con la Roma, i tempi erano diversi. Facevano due allenamenti a settimana e non ci andavo mai perché dovevo giocare sotto casa con gli amici. All’epoca si viveva per strada e la Roma dopo tre anni mi diede in prestito perché l’allenatore mi relegava giustamente in panchina, ma poi mi metteva e facevo sempre gol. Avevo il vizio del gol, crescendo l’ho perso ma anche la posizione. A Pisa facevo la mezza punta e alla Roma l’esterno. Quando l’Inter mi stava per prendere la Roma mi rivoleva ma ormai le carte erano state sistemate, ma ringrazio l’Inter perché lì ho avuto allenatori meravigliosi. Ma fare gol con la Roma è quello che tutti sognano, una cosa insostenibile”.

Lui con Falcao.
“Partita di Coppa, Paulo era un grande giocatore e un grande uomo. Ci fu un unico rimpianto della sua parentesi alla Roma ma con lui avevo un ottimo rapporto così come tutti, all’epoca eravamo come fratelli più che amici. Si respirava un’aria diversa per il periodo, abbiamo avuto la fortuna di essere una grande squadra composta da grandissimi calciatori. Però c’era un feeling, eravamo sempre insieme e affrontavamo el partite con grande serenità”.

Lui e altri calciatori in una pubblicità.
“Oggi i calciatori sono sempre nelle pubblicità, prima la nostra categoria non era elevata a personaggio. Era la prima pubblicità, è storica”.

Preparazione con la Roma.
“Qui eravamo col grande maestro, io a Pisa avevo avuto un allenatore di ferro e pensavo di allenarmi di meno a Roma. Invece no, all’epoca c’erano le lunghe dustanze e soffrivo moltissimo. Ma Liedholm era un maestro, non l’ho mai visto arrabbiato o demoralizzato, forse una sola volta nei rigori della finale di Coppa dei Campioni. Ho un grande ricordo di lui e di tutti i miei compagni. La serenità si vede dalle nostre facce, chi ha la fortuna di giocare a calcio deve essere felice”.

Gara contro il Napoli.
“Io faci il terzo gol dopo Pruzzo e Nela. Quando guardiamo gli stadi capiamo cosa sta accadendo oggi. La differenza con allora è che prima gli stadi erano sempre pieni, ieri ero all’Olimpico e – al di là dell’amarezza – ho notato che in una gara così importante ho visto che lo stadio non era proprio al completo.

Gol alla Juve.
“Il mio gol più importante, segnai a Zoff e passammo in vantaggio, potevo farne anche un altro e sarebbe stata un’altra partita. Poi abbiamo perso ed era l’anno dello scudetto. Voglio sottolineare che il cross lo vede Maldera, grande campione garnde uomo”.

Ancelotti.
“E’ sempre stato un grande giocatori, giocammo insieme aMilano in amichevole ma l’Inter non lo prese. Grande uomo, ha dato tanto al calcio ed è il miglior allenatore al mondo”.

Gol di Pruzzo a Genova.
“Quella vittoria ci consacrò. Un grande centravanti come ce ne sono pochi, lui in area era inarrestabile. sapeva dove andava la palla e quella giornata fu memorabile”.

Festa scudetto.
“Fu meraviglioso. Non è facile esternare cosa si prova da romano, sono della Garbatella e figlio di Roma. E’ una gioia meravigliosa che condivi con i compagni e che ti accompagna. Amo questa città e questa società, è una cosa che non dimentichi mai”.

Sforbiciata di Pruzzo.
“Mi arrivò la palla da un rimpallo, la passai a lui e fece tutto con bravura. Un gol memorabile, 2-2 a Torino”.

Finale di Coppa dei Campioni.
“Ci siamo preparati tanto a quella partita ma non siamo arrivati benissimo. Avevamo Maldera squalificato, una grande perdita. Allora le rose non erano come oggi. C’era il rammarico di aver sfiorato il successo, pensate cosa provasse il quinto rigorista a non tirare irigore. Avremmo vinto scudetto e Coppa dei Campioni, abbiamo accarezzato il sogno”.

Di Bartolomei.
“La perdita di un compagno è indelebile, poi così tragicamente… C’è rimorso per essere stati impotenti. A noi sembrava una scelta di vista e non abitava più a Roma, poi le cose cambiano quando non ti frequenti più. magari avrebbe potuto cambiare qualcosa, ma non era solito esternare queste cose”.

Foto con Valigi e Righetti.
“Ringrazio tutti voi, fare questa trasmissione e vedere queste immagini è come tornare indietro. Ragazzi meravigliosi”.

Giannini.
“Un amico, un ragazzo che quando io ero in Prima Squadra era giovane e si affacciava anche lui lì. Si era vista la sua classe cristallina. Questa foto è l’emblema di un’amicizia vera, nata sui campi di calcio”.

Un’altra sua foto.
“Ero tornato allOlimpico, il che fa sempre effetto. Vedere la gente e lo stadio in cui hai avuto la fortuna di vincere. Questa società ha fatto tante iniziative così ed è giusto, tutti i giocatori che hanno giocato qui devono sentirsene sempre parte”.

Pallotta.
“Spero sia il futuro, la Roma merita un nuovo stadio”.

La Curva Sud.
“Allra non c’erano televisioni e la gente veniva allo stadio. Il calore di questa tifoseria è diversa da tutte le altre”.

 

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