Le pagelle del 2017: promossi, bocciati e rimandati dell’anno

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PAGELLE ROMA 2017 – La fine di un anno è sempre per tutti un momento di bilanci. Se partiamo dalla conclusione, quella della Roma è una coda di 2017 avara di soddisfazioni, senza botti. Il pareggio per 1-1 con il Sassuolo dopo il ko con la Juventus e l’uscita dalla Coppa Italia con il Torino hanno mandato di traverso il panettone ai tifosi. Nonostante l’epilogo amaro, però, i giallorossi raggiungono quota 88 punti in Serie A nell’anno solare 2017, un record. La squadra di Eusebio Di Francesco ha totalizzato 39 punti nel girone d’andata di questo campionato a cui andranno sommati – eventualmente – i punti del recupero di Marassi con la Sampdoria. Nel 2016 i giallorossi si erano fermati a 86 in 39 partite, quest’anno ne sono bastate 38 di gare per fare meglio.  E’ tempo dunque di tirare una linea e assegnare i voti dell’anno solare a Spalletti e Di Francesco che hanno allenato la Roma negli ultimi 12 mesi, e ai giocatori – i presenti e quelli ceduti – che hanno composto la rosa.

PROMOSSI

TOTTI 10. Non è il numero di maglia, ma il voto che va al capitano della Roma. Dopo 25 anni, ha svestito con grande dignità la maglia della squadra per cui ha sempre tifato e lottato da calciatore per indossare i panni del dirigente. La sua ultima apparizione all’Olimpico, il suo discorso di addio strappa-lacrime e brividi, riecheggia e riecheggerà ancora lungo nella nostre menti.

KOLAROV 7,5. Ha rispolverato un ruolo da troppi anni affidati a figurine senza adesivo, presto scomparse dai radar giallorossi. Primo affarone di mercato dell’era Mochi, l’ex City si è calato immediatamente nella realtà giallorossa ma soprattutto è stato determinante sia il campionato che in coppa.

DI FRANCESCO 7. Pesa sul suo voto l’uscita maldestra dalla Coppa Italia con il Torino. Si poteva e si doveva fare di più dopo un brillante prima parte di campionato che non tutti si attendevano e dopo aver ridato lustro alla Roma in Europa con un 1° posto nel girone di Champions League ai danni delle più blasonate Chelsea ed Atletico Madrid.

SZCZESNY 7. Si è rivelato uno dei numeri uno più affidabili della passata stagione, tanto che la Juventus non se l’è fatto sfuggire… Chiedere a Schick!

ALISSON 7. Decisivo nella seconda parte dell’anno. Dopo una convivenza piuttosto affollata con il collega Sczesny, non appena il posto da titolare si è liberato, è diventato una certezza tra i pali della Roma.

DZEKO 7. Nonostante tutto è stato il capocannoniere della Serie A 2016-17 e dell’Europa e complessivamente della Roma 2017 con 32 gol in 51 partite. Il più presente dei giallorossi, ha saltato solo due match in 12 mesi, è in calo nell’ultima parte dell’anno ma merita di entrare nel novero di coloro che hanno segnato l’annata appena conclusa.

FAZIO 7. Arrivato in sordina dal Tottenham nell’estate 2016, il Comandate si è rivelato un ottimo crack di mercato. Sicuro e affidabile sia nella gestione Spalletti che in quella Di Francesco.

MANOLAS 7. Nonostante i tanti rumors di mercato su di lui, è sempre il più affidabile dei difensori giallorossi. Non teme nemmeno i cambi di modulo da Spalletti a DiFRa, va per la sua strada!

SALAH 7. Manca, manca da morire. Il suo voto è condizionato –  poteva essere più alto – proprio dal fatto di aver deciso di lasciare la Roma per la Premier League. Insostituito!

RUDIGER 7. Dopo una stagione esaltante non poteva non entrare nelle mire del Chelsea di Antonio Conte. Ha portato quasi 40 milioni di euro nelle casse di Trigoria, ma ha lasciato un vuoto in difesa non colmato in estate e non per colpe sue.

NAINGGOLAN 7. Prima parte del 2017 da leone. Lo vogliono tutti in Europa, il centrocampista più completo degli ultimi anni non cede alle lusinghe di mercato e decide di rimanere a Roma per vincere. Con DiFRa deve reinventarsi centrocampista centrali e perde la dote da goleador che Spalletti aveva valorizzato.

FLORENZI 7. Undici mesi di stop e non sentirli. Il suo rientro ha regalato al mister Di Francesco tante possibilità in più, ma si sta ritagliando sempre di più il suo spazio da terzino.

EMERSON 6,5. Nel momento di massima ascesa del 2017, con la convocazione in azzurro alle porte, l’italo brasiliano è costretto ad un stop di 6 mesi per la rottura del legamento crociato anteriore sinistro. La favola si interrompe ma non per il mercato: tante le voci su di lui grazie al buon ricordo che ha lasciato di sé.

PEROTTI 6,5. Tra i più gettonati in formazione con entrambi gli allenatori. La carenza di gol rispetto alle presenze in 43 partite e alla qualità di cui è dotato non gli fanno guadagnare il 7.

EL SHAARAWY 6,5. L’’impressione è che gli manchi sempre qualcosa per guadagnare la definitiva consacrazione. Più valorizzato nella seconda metà dell’anno, soffre la manca di continuità nella gestione Spalletti.

DE ROSSI 6,5. Deve fare i conti con la carta di identità e gestirsi ma fa ancora la differenza se quando non gioca la sua assenza si avverte. La prima parte dell’anno la trascorre da capitano in pectore, anche se le partite in cui porta la fascia superano di gran lunga quelle senza. Parte ad agosto da capitan presente, un motivo in più per stigmatizzare reazioni al limite del consentito come quella vista a Genova.

PELLEGRINI 6,5. Dopo i due anni alla grande a Sassuolo, si è guadagnato un posto titolare anche nella Capitale: 13 presenze in campionato, 6 in Champions League e una in Coppa Italia. Due le reti compresa quella sblocca l’ultima gara del 2017 con il Sassuolo.

PAREDES 6. Ha dimostrato di sapersi migliorare e crescere. Ha chiuso la passata stagione ad alti livelli, ora ne sta beneficiando lo Zenit.

JUAN JESUS  6. E’ cresciuto molto dal suo sbarco a Trigoria, ma i limiti di concentrazione lo rendono ancora un buon comprimario.

SPALLETTI VOTO 6. Ha il merito di confermare la presenza della Roma in Champions League con un 2° posto agguantato al foto finish battendo il Genoa all’ultima giornata di campionato. Ma il voto è condizionato dalla precoce uscita di scena dall’Europa League e dalla Coppa Italia, oltre che dalla discutibile gestione dell’ultima fase di carriera di Totti.

BOCCIATI

GERSON 5,5. Incide nella seconda parte del 2017 con la doppietta del Franchi che ha sancito il record assoluto di vittorie consecutive esterne in Serie A della Roma. Ma il grande rifiuto al trasferimento al Lilla pesa sul suo voto. Sfuma di poco la promozione, ma è il 2018 può davvero essere il suo anno.

STROOTMAN 5. Se non si può parlare di crisi dell’olandese, di difficoltà però sì. Il motore della lavatrice ha perso giri, Kevin non è più lui. In vertiginoso calo nella seconda parte dell’anno.

GONALONS 5. Doveva essere l’alternativa di qualità a De Rossi, ma non ha ancora dimostrato il suo valore. Delusione!

BRUNO PERES 4,5. Arrivato con le stimmate del “grande giocatore” (parole di Spalletti), non rispetta le attese. La seconda parte di anno è purtroppo in scia con quanto fatto vedere fino a maggio.

RIMANDATI

DEFREL NG. Arrivato in estate dopo un lunga tira molla con il Sassuolo, il francese è costato più Dzeko ma finora zero gol all’attivo per lui: poche occasioni per dimostrare, colpa anche dell’infortunio alla rotula.

SCHICK NG. L’acquisto più costoso della storia giallorossa non si è ancora messo in mostra come il costo del suo cartellino meriterebbe. La penultima uscita dell’anno, a Torino con la Juventus, e l’ultima a Roma con il Sassuolo, hanno lasciato l’amaro in bocca e lasciato lui in attesa di giudizio.

Giulia Spiniello

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6 Commenti

  1. 7 a Dzeko è veramente poco per il capocannoniere di campionato e Europa League come è troppo 6.5 per de Rossi su cui gravano su tutte 2 partite come Porto e Genoa (ma non solo) . Gerson? Lo scorso campionato 0 minuti mentre quest’anno molto più di 5.5 per un ventenne ,o no?

    • De Rossi dovrebbe avere 4. Altro che due partite. Su di lui gravano tutte. Un suppli con gli arti che girovaga per il campo incapace di fare un lancio o un passaggio di prima. Ogni volta con la plla fa 10/12 tocchi sembra una ballerina. Non vedo l’ora che se ne vada dalla Roma, allora forse vinceremo qualcosa. Alla Juve mettono in panchina gente come Dybala e noi continuiamo a gioca titolare con sto morto. Che quando gioca insieme a Strootman poi è la fine. Due morti. Ieri Pellegrini ha corso pure per il “vena de fori”. Su Gerson infatti sono d’accordo. 5.5 pochissimo. Voti imbarazzanti.

    • Mister Giampaolo su Schick: ” Schick è stato uno fra i giocatori con più talento che ho allenato. Il primo Schick potrei definirlo ancora un bambino, non ancora morfologicamente strutturato, non ancora conformato, nel limbo fra il settore giovanile e l’ingresso in prima squadra. Il primo Schick alla Samp era un calciatore che doveva ancora farsi anche fisicamente e strutturalmente. E’ cresciuto tanto in sei mesi, fisicamente, poi aveva la sensibilità e la qualità di fare cose diverse, non è mai banale. Allegri mi chiamò per chiedermi di lui in tempi non sospetti ed io gli dissi: Max, Schick non è un calciatore banale, è un giocatore che fa cose importanti nei club dove gli viene richiesto di fare cose importanti, non fa mai la giocata scontata, fa sempre qualcosa in più. A lui ho augurato il meglio, sono contento, nessuno deve stare per forza in un posto, le ambizioni ed i sogni vanno assecondati e seguiti. Sono contento quando un calciatore è felice di fare qualcosa di diverso, raccontare una storia diversa. Era impossibile non cogliere la qualità di questo ragazzo, non aveva giocato con grande continuità, però, tutte le volte che l’ho chiamato in causa da subentrante, ha fatto sempre la differenza. Anche questo è un valore aggiunto dei ragazzi che arrivano dalla strada e anche dall’estero, dove non hanno sovrastrutture particolari, questi giocano a calcio e se non li fai giocare alla domenica non mettono il muso ma ti sfidano: la prossima volta subentro e ti metto in difficoltà. Questo mi piace molto”.

  2. Dietro la lavagna finisce anche il nostro Presidente, che prende 10 in plusvalenze e 0 in acquisti. Speriamo che la befana “il presidente porti via” e ci regali qualcuno che guarda non solo al bilancio ma anche ai tifosi ed ai risultati sportivi. Da quando c’è lui abbiamo vinto qualche derby (e persi tanti) e vinto una partita col chelsea (e perse tante altre).

  3. Ho dato un voto negativo alla Spiniello che dà i voti. E sono stato bannato in onore alla democrazia, alla trasparenza e guai a parlar male del manovratore. Da Venezia il vostro affezionato…

  4. Ancora una volta la sig.rA Spiniello dimostra la sua….buona fede, complimenti. Ho vede le partite di dieci anni fa quando De rossi era veramente giocatore, o si fa raccontare le partite dal padre di de rossi. FLORENZI e’ ancora una buona riserva in una grande squadra. Basta vedere che non ha mai una offerta da nessuna grande squadra. Forza Roma

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