EDITORIALE – Un asino può anche fingersi cavallo, ma prima o poi raglia. E così questa Roma che aveva iniziato il 2017 come meglio non poteva, si ferma sul più bello a Genova, al cospetto di una Sampdoria che solo 10 giorni  fa aveva battuto in scioltezza all’Olimpico con un tondo 4-0 in Coppa Italia. “E’ una squadra poco matura”, spiega Spalletti. Le stesse affermazioni le avevamo sentite anche a inizio stagione. La Roma allora è tornata a ragliare? “Gli alibi rallentano, le critiche fanno crescere”. Ci perdonerà Luciano se qualche critica la muoviamo anche lui. Ci interroghiamo sulla motivazione, ad esempio, che lo ha spinto a scegliere Vermaelen al posto di Manolas. Qual è il ragionamento che lo ha portato a credere che l’ex Barcellona potesse arrivare prima del velocissimo Muriel? Senza far torti al difensore belga, ma la scelta di lasciare il greco in panchina è stata una delle mosse che hanno regalato la vittoria ai doriani. Così come è stata decisiva la tardiva contromisura di far entrare Totti ed El Shaarawy al 77’.  Spalletti ha operato i cambi solo quando ha visto la squadra navigare in cattive acque, ma se è vero che prevenire è meglio che curare, ecco allora un altro errore del tecnico toscano. Non è tutta colpa di Luciano, sia chiaro. I giocatori hanno le loro responsabilità, eccome. Una squadra con ambizioni scudetto non può lasciarsi aggredire dalla Sampdoria. La carica agonistica è rimasta a Trigoria, hanno dimenticato di metterla in valigia. Per non dimenticare gli errori fatali dell’arbitro Mazzoleni, prima sulla punizione per un fallo inesistente di Rudiger da cui è nato il gol di Muriel, e poi sul fuorigioco – anche questo inesistente – fischiato a Dzeko sull’azione in cui viene steso all’altezza del dischetto da Bereszynski. Solo una domenica storta? Lo speriamo vivamente perché il bello deve ancora arrivare. I rientri di Salah e Florenzi potranno essere determinanti e ridare fiato a un Perotti ed El Shaarawy, in debito di ossigeno uno e di idee e convinzione l’altro. Noi ci crediamo ancora!

Giulia Spiniello

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4 Commenti

  1. Sono perfettamente d’accordo. Faccio notare che mi sembra la prima volta che si muovono critiche ben precise nei confronti di Spalletti da parte della stampa amica. Pur riconoscendo le sue indubbie qualità di allenatore, io personalmente ho spesso mosso parecchi appunti ad alcune scelte di formazione e ad alcune mosse tattiche. La scelta di Gerson in Juve – Roma (mamma mia!) è stata veramente la perla di alcuni errori tattici che compie il buon Spalletti.

  2. e a fine gennaio il primo pseudo obiettivo è andato……adesso come sempre puntare al secondo posto ed eventuale finale di coppa italia……l’Europa league neanche la prendo in considerazione visto che siamo usciti con il porto che per me è inferiore al villareal….

  3. Gerson contro la Juve e Vermaelen contro la Samp sono due interrogativi che spiegano anche la maturità del nostro tecnico dopo 30 partite ufficiali. Sfidare la logica e le leggi della fisica a volte (pochissime) premia, spesso non si smentiscono. Mi dispiace ma anche questo è un nostro limite. Spalletti sia meno fenomeno e più concreto… La squadra ne acquisterà in sicurezza. Altro che maturità…

  4. Quasi tutti dimenticano il grande errore commesso da Spalletti appena ritornato alla Roma al posto di Garcia. C’era Roma Verona, una partita facile sulla carta. Ebbene, con mossa da “fenomeno” inserì in formazione Castan che Garcia, giustamente, non faceva giocare. Una totale mancanza di umiltà. Se il tuo precedessore teneva in panchina da mesi un giocatore, Castan per l’appunto, qualche valida ragione doveva pur esserci. E invece niente. L’occhio di Spalletti vedeva dove Garcia e altri comuni mortali non potevano vedere. Risultato: da un errore di Castan arrivò il pareggio del Verona. Due punti persi che a fine stagione, se non erro, sono costati moltissimo. Io reputo Spalletti uno dei migliori tecnici in circolazione, e non solo in Italia. Ma per carità, abbandoni gli atteggiamenti da genio. Se fosse stato un tantino più umile e concreto, non avrebbe avuto la sciagurata idea di far giocare Gerson contro la Juventus. Per concludere: caro Luciano, ti stimiamo e non vogliamo perderti, ma fallo per noi e per la Roma, sii più umile ed evita i colpi di genio. Il calcio non l’hai inventato tu.

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