No al turn over, sì al fattore El Shaarawy

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EDITORIALE – La vittoria ottenuta dalla Roma contro l’Udinese è sopratutto la vittoria di Di Francesco. Perché? Perchè ha voluto lui la formazione scesa in campo, ha scelto lui di non far riposare Ali-Ko-Dze, Alisson, Kolarov e Dzeko, i giocatori più determinanti del momento.

MESSAGGIO RICEVUTO  – Niente turn over, alla Champions ci si pensa da domani. Il messaggio mandato dal tecnico è stato chiaro e, soprattutto, è stato recepito forte e chiaro dalla squadra che ha risposto sul campo con una prestazione maiuscola. Non era scontato battere l’Udinese in crisi dell’ex Delneri e piazzare il terzo successo consecutivo. La Roma ci è riuscita con l’atteggiamento giusto e con la qualità dei suoi attaccanti. Si è visto un gioco fluido, schemi riusciti alla perfezione, intensità e divertimento. Sì, questa Roma ha divertito e si è divertita. Merito del collettivo e dei suoi solisti.

FATTORE EL SHAARAWY – Se Dzeko non è più un mistero – 5 presenze, 446′ giocati in campionato e 6 reti – il fattore del match con l’Udinese è sicuramente El Shaarawy. Ogni volta che parte dall’inizio l’ex Milan mette il sigillo, vede la porta come pochi e oggi l’ha vista per ben due volte. Lui che nelle 5 partite giocate in Serie A da agosto ha pensato più alla squadra che a se stesso. Tre gli assist del Faraone in 285′ in campo, più di lui ne ha confezionati solo Nainggolan, 4 in 358′.  Una doppietta meritata per l’attaccante di Savona, volto pulito della Roma e della Nazionale, professionista serio, mai una frase fuori luogo, mai lagnoso anche quando è costretto a guardare i compagni dalla panchina. In questi tempi indignati e sovraeccitati, la moderazione e la serietà sono una splendida virtù. E allora W El Shaarawy!

Giulia Spiniello

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1 commento

  1. Non era scontato battere l’Udisese…ecco, una frase così dice tutto e di più. Mi aspetto una frase così dopo una vittoria sulla Juve o sul Napoli. Ma dire che in casa sua la Roma non riesca a vincere contro una squadretta come l’Udinese, allora al peggio non c’è mai fine.

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