La Roma scopre il coraggio di Under e la prima manita della stagione

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EDITORIALE – La calma è la virtù dei forti e questa sera, all’Olimpico, rimanere calmi dopo la partenza shock confezionata dal Benevento, o meglio dalla retroguardia giallorossa, non era poi così scontato. Non era scontato che la Roma tornasse a vincere in casa, che mettesse a segno più di un gol, che Under facesse gol di nuovo appena una settimana dopo la sua prima volta, che Defrel finalmente si sbloccasse e non certamente che Dzeko finisse sul tabellino dei marcatori, anche se di mestiere fa l’attaccante.

ATTACCO SBLOCCATO – Non soltanto la squadra di Eusebio torna a segnare più di un gol in una partita, ma ne fa addirittura 5 in 90’ per la prima volta in stagione. Da ottavo attacco del campionato, salta due posizioni e si piazza al 6° posto. Trentotto sono ora i gol all’attivo, tre li ha segnati il folletto appena 20enne di Sındırgı. Un assist e due reti alla sua seconda gara consecutiva da titolare: leggerezza e tanto coraggio. Non male per Under, il primo giocatore turco a segnare una doppietta in Serie A dai tempi di Emre in Lazio-Inter nel dicembre 2002. Sarà contenta mamma Fatma, più ancora Di Francesco che torna a sperare in un posto Champions e lo fa nella sera in cui la Roma tocca le prime storiche 800 vittorie in campionato.

NON ERA SCONTATO  – Anche con il Benevento la Roma ha creato molte occasioni, non sfruttate come al solito. Nel secondo tempo non c’è stata partita. La squadra di De Zerbi ha giocato con la leggerezza di chi conosce già il suo destino e ha fatto la sua onesta partita, rendendo la vita difficile a Dzeko e compagni. Non scontato dunque rimontare e dilagare. Il fatto che sia accaduto deve far sperare di aver lasciato alle spalle definitivamente il periodo buio. La trasferta di Udine dovrà certificare la rinascita giallorossa, chiamata poi al doppio impegno settimanale con il ritorno della Champions League. Da questa vittoria pesante si può ripartire, da Under si deve ripartire e da Dzeko che se mettesse in campo solo la metà della rabbia con cui ha calciato via il pallone raccolto in rete dopo il suo gol, ci farebbe stare già più sereni.

Giulia Spiniello

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