Se fosse Florenzi l’erede di Totti?

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EDITORIALE – Quando una maledizione diventa un dono. Il doppio infortunio per Alessandro Florenzi si è trasformato nell’occasione per farsi più uomo. Lo ammette lui stesso, sudato, stremato, emozionato, sollevato, dopo Roma-Verona. La partita prima vera ufficiale da giocatore dopo 11 mesi ai box. Cadere e poi rinascere. Se possibile, anche più forte di prima. Quello visto nell’amichevole con la Chapecoense e quello contro visto con gli scaligeri ci è sembrato un Florenzi adulto, più consapevole e maturo di quello che avevamo lasciato.
Guai a parlargli del rinnovo (in scadenza nel 2019): “Sono stato undici mesi infortunato, mi chiedete del contratto”, risponde con piglio di chi la sofferenza l’ha vissuta fino al midollo per quasi un anno, costretto a guardare i compagni dalla tribuna o dalla tv. Con piglio da capitano! Il 16 settembre potrebbe essere infatti non soltanto la data della sua rinascita da giocatore, una data che gli porta fortuna visto che lo scorso anno segnò il suo eurogol al Barcellona. Il 16 settembre potrebbe essere il giorno in cui la Roma ha trovato il suo futuro condottiero. Quante similitudini con il suo ex capitano: una su tutte, e indiscutibilmente la più importante, l’umiltà! Francesco e Alessandro, ruoli diversi, percorsi diversi, ma accomunati da quella semplicità che nello spogliatoio e di fronte ai tifosi diventa carisma. Senza filtri, senza intermediazioni, Totti prima e Florenzi oggi, sono capaci di unire un gruppo di ragazzi battenti bandiere brasiliane, turche, bosniache, argentine, olandesi… Entrambi simbolo di una storia romana, entrambi splendi esemplari dello spirito romano che non è solo ironia e sfottò, ma abnegazione e concretezza. Insomma, se son Florenzi…  fioriranno.

Giulia Spiniello

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