Renga: “Pallotta? La verità è che a lui non interessa niente”

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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Massimo Ruggeri a Tele Radio Stereo: “Quando si riesce a trovare un portiere affidabile, che si è integrato, come ha fatto Alisson te lo devi tenere per 25 anni, anche se vale 60 o 70 milioni all’anno. 60 milioni divisi su una carriera sono circa 4 milioni all’anno, e chi prendi come portiere con 4 milioni all’anno?”.

Matteo De Santis a Tele Radio Stereo: “Il mercato della Roma lo fanno le offerte: la dimostrazione sono le cessioni di Lamela e Rüdiger, nei piani della società questi due giocatori non sarebbero dovuti essere venduti. Il problema sono i contratti offerti dai top club ai giocatori visto che non sono sicuro che la Roma possa alzare ancora il monte ingaggi”.

Stefano Carina a Radio Radio: “Pallotta è un presidente che non vive questa città, se io andassi ora a Boston a parlare di Nba mi prenderebbero per un marziano. Lui ha un carattere molto particolare, penso che non sia venuto 10 volte a Roma da quando è presidente. Nell’ultima intervista ha detto che odiava il calcio fino a cinque anni fa. Il suo obiettivo è fare soldi, probabilmente si è appassionato ma rimane una persona distaccata che non conosce la realtà di Roma. Penso che a Milano sia importante non perdere, secondo me i nerazzurri arriveranno in Champions. L’ultimo posto se lo giocheranno Roma e Lazio”.

Stefano Agresti a Radio Radio:Pallotta non si rende conto di quello che ha acquistato, uno che sostiene determinate cose penso che non possa fare il presidente di una delle squadre di calcio più importanti d’Italia. Non deve dire certe cose, deve parlare solo quando è certo di quello che dice. Non ho mai sentito i cinesi dell’Inter essere così sprezzanti nei confronti del nostro calcio. Io dico ‘Fermatelo’, ma dopo sette anni ormai non credo che lo fermerà più nessuno. Inter-Roma? Penso sia fondamentale per il quarto posto, per me i giallorossi sono più forti dei nerazzurri ma sarà una partita complicatissima: chi perde va in crisi”.

Roberto Renga a Radio Radio: “Pallotta? La verità è che a lui non interessa niente, sono gravi le dichiarazioni tra Nord e Sud, sono cose fuori dal mondo. Sono d’accordo quando parla di guerra alla violenza, ma non può pensare che i violenti siano soltanto a Roma o a Napoli. Non è nemmeno un bravo gestore. Inter-Roma? Credo che la partita sia più decisiva per i nerazzurri, perché i giallorossi hanno ancora la Champions League”.

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7 Commenti

  1. E’ cominciata la campagna del Presidente. Tutti d’accordo a dire che uno come Pallotta non è adatto a fare il Presidente di un’importantissima squadra di calcio quale la Roma. Non conosce il calcio, non vive la città, non gli interessa niente, non può parlare di quello che pensa perché fa solo danni, fino a cinque anni fa odiava il calcio, deve essere addirittura “fermato”. Se non parlassimo di calcio, sembrerebbe che stiamo argomentando sulle caratteristiche etiche e morali di un personaggio politico che è in corsa per le elezioni a Capo del Governo per le quali sono fondamentali le opinioni della maggioranza degli italiani. Va bene che fra poco ci sono le elezioni e quindi che nell’entusiasmo del momento qualche giornalista abbia le idee meno chiare del solito, ma ricordo che i presidenti delle Società di calcio non vengono eletti dal popolo italiano.

  2. Fa Skifo pensare che la Roma deve lottare con squadre inferiori per il quarto posto, forse. Rispetto alle dichiarazioni dell’ americano, persino quel “Topo di fogna” di salvini, «ottuso montanaro» appare un gigante.

  3. C’è chi si stupisce per la mancanza di mentalità vincente.
    Poi scopriamo che Naingollan praticamente era stato venduto. E quindi la famosa punizione era solo un espediente di comodo per dargli la colpa dell’allontanamento.
    E questo sarebbe il re mida dei direttori sportivi. Ma dove? E’ venuto a liquidare la squadra.

    E chi resta è entrato nell’ottica: ” Ma chi ce lo fa fare? Tanto massino 4 mesi e smontano tutto per ricominciare da capo.” Altro che mentalità vincente, su queste basi non si costruisce nulla.
    I veri esempi virtuosi sono Juventus e Napoli. E infatti ci sono avanti oggi e lo saranno anche in futuro.

    Vogliamo poi parlare degli errori? Noi Defrel, loro Verdi.
    Che ci sarebbe servito come il pane per sostituire Salah.
    Monchi ha messo in campo tutta la sua incompetenza, e Di Francesco l’incapacità a costruire una squadra vincente. Anzi penso che sia stato preso proprio per gestire la mediocrità. E andiamo avanti così.

    E dopo 3 secondi posti rischiamo anche l’onta di vedere il Napoli con lo scudetto.
    Ma quale pazienza? All’orizzonte vedo solo fegati spappolati e malox.

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