Afflitto: “Pallotta lontano dal tessuto sociale della città, cederei Dzeko”

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SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Francesco Repice a Romanews Web Radio: “Roma? Quello che sta succedendo è anormale: da prima nel girone di Champions League davanti a Chelsea ed Atletico Madrid e ottimo andamento in campionato ad un mese di dicembre che nessuno immaginava. Adesso quindi ragioniamo su due squadre diverse, due ere geologiche diverse praticamente”.

Federica Afflitto a Centro Suono Sport: “Vedo Pallotta molto lontano da quello che è il tessuto sociale della nostra città, temo che non riesca a percepire cosa significa rilasciare questa dichiarazioni. La Roma ha bisogno di ritrovare una serenità mentale, il mercato è il luogo dove trovare meno risposte. In questo momento non posso dare colpe a Di Francesco, la Roma sono anni che conclude il campionato a dicembre, c’è un problema della gestione all’interno della società. I giocatori torneranno riposati, bisogna vedere come prepareranno la partita di domenica a San Siro. Io Dzeko lo cederei, ha un rendimento troppo altalenante per garantire stabilità”.

Avv. Luigi Esposito a Centro Suono Sport: “La situazione di Pallotta ormai è conclamata, sappiamo la situazione, dovuta al fatto che non vive da dentro questa realtà. La situazione del mercato è paradossale: va migliorato il reparto più debole, che è il centrocampo, e liberare Florenzi da terzino. Il nome in questo caso è Darmian. La partita di domenica si prepara intanto allenandosi duramente, credo però che Di Francesca dovrà lavorare molto sulla testa dei giocatori, il rischio è che qualcuno torni con poca concentrazione. Dzeko lo cederei ma solo a fronte di un acquisto molto importante, non mi affiderei a Schick come sostituto”.

Michele Giammarioli a Centro Suono Sport: “Non posso credere che Pallotta non venga informato sul clima che c’è in questo momento a Roma, forse non vuole capire. Sul mercato bisogna capire cosa può fare la Roma: un terzino un regista e un esterno la Roma dovrà acquistarli, a gennaio si può prendere un terzino destro, ad esempio Darmian. Alcune colpe sulla situazione della Roma le ha anche il tecnico, come l’utilizzo del 4-3-3 a fronte dei giocatori disponibili. Dzeko lo cederei sicuramente, a fronte di una buona offerta”.

Stefano Agresti a Radio Radio“Per Pallotta la Roma è un business, e non ci vuole rimettere neanche un euro. Se gli chiedono un giocatore e gli offrono una cifra adeguata lo vende, anche se questa squadra è la Juve. Non credo possa arrivare Darmian a gennaio”.

Stefano Carina a Radio Radio“Non credo che un giorno più o in meno di allenamento possa fare la differenza a questi livelli. Contro Sassuolo e Atalanta la squadra era ferma sulle gambe. Vediamo se contro l’Inter rivedremo la squadra brillante. Mi aspetto qualcosa di diverso rispetto al match con l’Atalanta. Florenzi alto, con Peres basso, è una mossa che può starci. I 3 attaccanti al momento la squadra non li riesce a supportare. Luca Pellegrini non interessa solo al PSG, anche la Juventus si è portata molto avanti con lui. Non credo che resterà alla Roma, dico 50 PSG e 50 Juve. La speranza che resti è molto flebile. Anche su Emerson i giallorossi sembrano essersi messi l’anima in pace. Il giocatore ha l’accordo con la Juventus, e i due club potrebbero chiudere nella prossima sessione di mercato. Sono abbastanza sconsolato rispetto a questo mercato. Se si deve prendere Bereszinsky preferisco restare con Peres”.

Antonio Felici a Centro Suono Sport: “Roma-Atalanta non me la sarei mai aspettata. Non voglio pensare che la sfida con l’Inter sia uno scontro diretto per il quarto posto. A inizio stagione mettevo la Roma poco sotto Juve e Napoli, ma questa distanza non l’avrei pronosticata. Le parole di Pallotta mi hanno dato fastidio, ma dobbiamo tutti un po’ rassegnarci. Certe dichiarazioni dimostrano una lontananza, ma bisogna prenderne atto. Pallotta sta su un piano, la città e la critica stanno su un altro. A lui l’aspetto sportivo non interessa, a noi interessa quasi esclusivamente quello. Non ci può essere dialogo. Lo stadio non ti porta da solo ai livelli dei top club europei, serve un investimento importante iniziale. Questa cosa credo che Pallotta non la sappia”.

Alessandro Austini a Tele Radio Stereo: “C’è una distanza enorme tra i discorsi di James Pallotta e come questi vengono recepiti a Roma, sono due mondi che non si capiscono. Mi auguro che non gli mandino le foto degli striscioni a Tor di Valle, se lui sapesse cosa si dice qua sul suo conto credo che avrebbe già venduto da un pezzo. Mercato? Skorupski vuole andare a giocare perché vuole andare al Mondiale. Per Bruno Peres vedo più un suo approdo in Inghilterra piuttosto che al Galatasaray o al Benfica. Florenzi? Credo che il rinnovo arriverà”.

Federico Nisii a Tele Radio Stereo:Sono della scuola di pensiero che per la Roma sia stato un beneficio staccare la spina in questo momento. Se Lotito riuscisse a prendersi formalmente la Figc, vorrei che la Roma cercasse di iscriversi ad un’altra lega. In caso auspico un gesto di rottura simile. È scandaloso solo immaginare il fatto di potersi presentare. Non credo succederà, ma se davvero Lotito riuscisse ad ottenere quella poltrona, la Roma non ci deve stare, non deve giocare in un campionato con lui presidente. Il summit di Londra? C’è ben poco da dire. Mercato? Si può far poco, Monchi l’ha detto prima di andare là. Quest’anno la Roma cambierà un po’ di più rispetto agli ultimi anni, ma siamo sicuri che sia un dramma? Vedendo El Shaarawy, Strootman, Dzeko… A gennaio credo che arriverà un terzino e un secondo portiere, poi nient’altro perché non sono previste cessioni di big”.

Gianluca Lengua a Radio Radio:La riunione di Londra era già pianificata da tempo come un incontro per discutere aspetti commerciali. Poi è arrivata la débacle contro l’Atalanta e allora si è parlato anche di mercato. Ma le strategie non cambiano, ci sono delle operazioni che riguardano la fascia destra con la cessione di Peres e l’arrivo di un terzino destro, ma niente di più. Anche se ci sono mal di pancia di Strootman e viene quotata la cessione di Nainggolan. Ma non per gennaio. Contro l’Inter non mi aspetto un cambio di modulo, Di Francesco vuole che questa Roma torni a giocare come fece contro il Chelsea nel doppio confronto”.

Guido D’Ubaldo a Radio Radio:Le strategie di mercato della Roma le conosciamo, così come la situazione finanziaria. Arriverà un nuovo giocatore solo se ne verrà ceduto un altro. Peres è il maggior indiziato, ma ancora non c’è una vera trattativa né con il Benfica né con il Galatasaray. Se verrà venduto, la Roma vuole un terzino destro che consenta a Florenzi di sostarsi in avanti. Bereszyński della Sampdoria piace, e la Roma con il club blucerchiato ha ottimi rapporti di mercato. Con l’Inter non ci saranno grosse rivoluzioni, tranne il rientro di Nainggolan tra i titolari. La variante potrebbe essere Peres a destra e Florenzi spostato in avanti. La scelta sul ritiro fatta la scorsa estate va oltre la volontà di Di Francesco, ci sono esigenze societarie. Il tecnico ha dato un giorno in più questa settimana per aiutare i giocatori a staccare la spina dopo le ultime difficoltà e spera di ritrovare una squadra motivata. Verrà fatto del lavoro atletico per dare più rapidità alla squadra, ma ciò che conta ora è la volontà e le motivazioni. Su questo insisterà Di Francesco al rientro. I giocatori devono tornare a credere in quello che hanno fatto. Sul mercato, Emerson e Peres sono quelli di cui la Roma può fare a meno. Vendendo tanto manca lo zoccolo duro della squadra e quindi la base su cui poggiarsi”.

Franco Melli a Radio Radio:Inter-Roma è una partita che già decide tanto per le due squadre. Da quando è arrivato Pallotta, sul mercato, si è sempre comportato così. Grandi vendite e poi acquista qualche giocatore, in certi casi discreti in altri meno. Questa è la sua filosofia, anche se la situazione di oggi imporrebbe un investimento maggiore. La Roma corre il rischio di non arrivare quarta e quindi servirebbe qualche innesto. Credo che il problema non stia nel modulo. E’ mancata la forza d’urto negli ultimi tempi e si è scoperto che Schick non può giocare con Dzeko e, anzi, ne è diventato l’alternativa. Il ceco era stato preso per fare la differenza ma, per un motivo o per un altro, non l’ha fatta”.

Furio Focolari a Radio Radio:Io continuo a pensare che la Roma entrerà tra le prime quattro. La filosofia di mercato della Roma è sempre la stessa: esce un vitello, entra un vitello. Ed invece dovrebbe entrare un toro. Darmian sarebbe un ottimo acquisto”.

Sandro Sabatini a Radio Radio:Occhio alla clausola di Pellegrini. Questa può far diventare il giovane centrocampista della Roma un altro caso Pjanic”.

Xavier Jacobelli a Radio Radio:Non credo che a gennaio ci saranno big in uscita in casa Roma. Non mi aspetto alcun tipo di rivoluzione. I nomi che si leggono credo che saranno in ottica mercato estivo, ma poi da qui a luglio le cose possono cambiare. C’è ancora un campionato in corso dove la Roma può recitare un ruolo importante, e poi c’è una Champions League da giocare”.

Roberto Renga a Radio Radio:La Roma da anni ha questa politica di vendere, ma i giocatori se li fa pagare bene. Su Pellegrini spero che cambino la clausola. Alisson sarà un altro pezzo pregiato, perché il prossimo anno ci sarà un giro di portieri nei grandi club. Altri giocatori su cui fare l’affare non ne vedo. Strootman? Solo Garcia potrebbe far spendere tanto ai suoi dirigenti. El Shaarawy è uno discontinuo”.

Nando Orsi a Radio Radio:La Roma ha sempre ceduto uno o due pezzi importanti, ed il mercato italiano ed europeo questo lo sa e i club si affacciano a Trigoria. Comunque non vedo in giro giocatori che ti possono, oggi, far cambiare le carte in tavola. Alla Roma servirebbe un terzino per far scalare Florenzi in avanti. Con un giocatore solo ne dai due a Di Francesco”.

Roberto Pruzzo a Radio Radio:Le voci di cessioni non riguardano solo la Roma. In certi momenti della stagione, soprattutto quando una squadra perde delle certezze, si parla di mercato. Il livello del mercato in entrata della Roma, quest’anno, non è stato altissimo. I giocatori presi non hanno reso niente, la situazione è complicata nonostante aver speso più di 80 milioni. Bereszyński non sposta nulla, meglio Darmian o Juanfran”.

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14 Commenti

  1. Senti “quanto” parlano alle radio…vabbè
    La discussione fatta ieri è stata molto interessante. Mi ha fatto anche riflettere su una cosa: Escludendo chi ragiona in malafede, non dico in questo forum ma in generale, a Roma, in Italia o nel mondo, per coloro che decidono di ragionare in buona fede c’è il rischio di cadere in un equivoco e cioè confondere la figura del Pallotta presidente con quella del presidente classico a cui ci siamo abituati nei decenni scorsi. Il Pallotta presidente è diverso dal, per es., Berlusconi presidente, quando ovviamente era presidente del Milan. Dietro il Berlusconi presidente c’è un impero. Come tutti gli imperi è complicato. Ci sono aziende, società, holding, banche ecc. Al vertice della piramide in questo caso c’è un uomo solo. Quest’uomo decide di avere un rapporto diretto con la squadra di calcio che ha acquistato e che gestisce. Il rapporto è diretto anche se la squadra è legata in qualche modo finanziariamente all’impero che c’è alle spalle. Lui può prendere decisioni immediate che hanno un immediato effetto sulla squadra e solo dopo, in un secondo momento gestirà le conseguenze che queste decisioni avranno avuto sull’impero che c’è dietro, mediando con i soci, le banche ecc. Ma le decisioni sulla squadra le prende lui.. La figura del Pallotta presidente è molto diversa. Dietro di lui c’è si un impero, sappiamo tutti, c’è una holding controllante poi c’è la Roma a sua volta in percentuale controllata poi c’è la banca…insomma un casino, ad ogni modo, la differenza sostanziale è che lui non è il proprietario di questo impero. Ne fa parte, ma non è il proprietario. È ovvio che il suo margine decisionale è diverso sia nell’ampiezza sia nelle tempistiche tra il prenderle le decisioni e gli effetti che avranno. Dunque è uno sbaglio confondere le due figure e pretendere da uno ciò che potrebbe fare l’altro e viceversa. Però oggi la situazione è questa. Nel 2011 la Roma era in vendita. Aveva un valore, dato da quello patrimoniale più i debiti, tanti o pochi che fossero. Potremmo chiamarlo valore nominale. Il valore effettivo però è dato anche dalle possibilità di guadagno che una società ti offre. Poche direi in quel momento. Non sono certo ma non penso che Unicredit non abbia provato a vendere a chi fosse disposto a fare questo tipo di investimento. Poi, non riuscendoci, deve aver pensato che una squadra più uno stadio, anche se non di proprietà, aumenta il suo valore per le possibilità che uno stadio, ripeto anche se non di proprietà, offre in termini anche di sponsorizzazioni ecc. È chiaro che ha mediato e spinto verso chi aveva intenzione di fare questo tipo di investimento che rimarrà sempre legato alla costruzione dell’impianto. Ora, gli americani possono vendere anche adesso. Ma quando metti in vendita per me non si può più tornare indietro. O trovi chi compra o…..che fai ti rimetti al timone con la coda tra le gambe? E allora di nuovo Unicredit, mediazioni e comunque qualcosa la rischi. Magari non è un poi rischio assoluto, ma per me c’è. Se va male…un incubo, forse anche la morte sportiva. Io, personalmente questo rischio lo eviterei volentieri, ma…..è solo il mio pensiero e vale quanto quello di chiunque altro ci tiene e ragiona in buona fede. Quando sto benedetto stadio si farà la Roma varrà di più perché, anche se non di proprietà, garantirà maggiori introiti. A quel punto il ventaglio di possibili compratori aumenta, e il rischio di trovarsi nel baratro secondo me diminuisce sensibilmente. Non so se si potrà comprarla scevra dal discorso stadio, però penso che chi avrà intenzione sarà attratto dalla possibilità di acquisire sia la Roma, sia tutto ciò che serve per garantirsi gli introiti dello stadio, anche ripeto se non di proprietà assoluta. Sarà potenzialmente appetibile anche al magnate russo, americano, perché no romano, o allo sceicco o all’emiro. Costerà tanto, ma proprio per questo ho parlato di magnati. Può anche rimanere questa società. Non credo che lo sapremo fino a quel momento ma la situazione, piaccia o non piaccia, fino ad allora credo sarà questa, plusvalenze comprese, e legati alla qualificazione Champions perché si cercherà di mantenere l’indebitamento entro certi limiti per rispettare i termini dell’investimento iniziale. Adesso credo che posso solo tifare, ma quello mi è insito e sperare che si possa far meglio anche da un punto di vista tecnico gestionale e sportivo e ottenere qualche risultato. Forza Roma!

      • @totti il re, sono, credimi, molto contento del tuo commento. Un po’ forte magari, ma è comunque un appunto che ha senso e lascia margine di confronto. Allora… non l’ho difeso, davvero. Non l’ho neanche attaccato, ma ti giuro che non l’ ho difeso. Ho cercato si essere asettico nell’analisi. E perché poi….io tifo Roma mica Pallotta. Ho solo detto che non è Sensi. Noi diciamo Pallotta, ma in realtà la Roma è di una holding di oltre oceano ed è lei che decide. Quindi semplicemente si crea un equivoco. Sembra che io lo difenda solo quando dico che non vorrei che vendesse. Ma lo dico solo perché ho paura che la Roma possa avere un futuro ancora ben più negativo e a sto punto meglio che faccia lo stadio così aumentano i possibili compratori e diminuiscono i rischi. Le ragioni di questo timore (per carità le mie ragioni, mi posso anche sbagliare…comunque credimi non voglio convincere nessuno) le spiego nel commento. Forse è proprio perché ho 43 anni ( non imbrogliare…che già so tanti tanti mannaggia) che ho gli occhi così aperti da essere prudente e non voglio un salto nel buio. Per il resto voleva essere un’analisi del nostro momento sportivo e finanziario dal punto di vista più asettico del mondo.
        P.s. spero per lui che Pallotta abbia un avvocato migliore perché se no è messo proprio male!

    • Massimo il tuo ragionamento è corretto e indubbiamente valido dal punto di vista professionale ,rimane a noi tifosi vecchia maniera la sensazione sempre più forte di una proprietà assolutamente insensibile all aspetto puramente sportivo,troppe cessioni sanguinose che hanno irrimediabilmente indebolito la squadra, ci vorranno anni per ritornare a lottare x qualcosa però sempre FORZA ROMA!!!

      • @Sololaroma, Io amo i tifosi della Roma vecchia maniera! D’altronde ho 43 anni non venti. Hai ragione la proprietà è insensibile all’aspetto puramente sportivo per come lo vediamo noi tifosi. Loro sono Manager. Sono frustrato anch’io non credere…solo che cerco di capire come fare per ottenere il meglio con quello che si ha….Forza Roma!! ciao

  2. Capisco i tifosi della Sud, li comprendo, ma pallotta ormai venderà solo a stadio finito.
    Teniamo duro, i prossimi saranno anni molto difficili per noi.
    Ci credevo anch’io a questa società, oggi sono parecchio disamorato. Anch’io dico BASTA!
    Desidero un emiro come, o meglio, di quello del psg. Mica vorrete un imprenditore italiano? Non s’è presentato nessuno di importante da Unicredit 6 anni fa… Che volevano l’AS Roma gratis? Dovevamo capirlo già allora che in Italia non c’è nessuno in grado di sostenere un impegno così grande, pesante, ingombrante.
    Per VINCERE mica mi presenterete un “piccolo imprenditorucolo” alla lotito, spero… no?

  3. Guardate cosa hanno combinato Erikson Liedholm Capello al primo anno e anche Spalletti se la classifica non fosse stata stravolta da Calciopoli. È possibile far lavorare un allenatore per 3 anni come Sarei al Napoli. Se poi non si arriva allo scudetto si cambia. Ma un progetto non si può misurare in meno di 3 anni.

  4. Io sto con Pallotta e lo ringrazio anche se poi vende dopo lo stadio perché vorrà dire che comprerà qualcuno ancora più forte economicamente e quindi bravo xche la ns Roma sra sempre più forte qui ci si dimentica che potremmo sparire per decenni. Per un generazione . facile fallire .. se non si hanno delle basi solide e lui c’è li sta costruendo. Ma voi giochereste ad un tavolo di poker senza regole certe nel ns campionatoil( tavolo) giocano corrotti corruttori condannati dove non c’è da mesi un governo dove le istituzioNi hanno le mani legate .. e siamo ostaggi di questa gente senza scrupoli

  5. Volere la “testa” di Pallotta e pretendere che la Roma sia al top del calcio italiano ed europeo è da ingenui. Primo perché ad oggi c’è solo lui secondo perché se guardate tutti i grandi club e le loro strutture e gestioni, capirete che Pallotta sta cercando di fare lo stesso. Nel calcio di oggi la stabilità al top e quindi i risultati sportivi non possono essere separati da una gestione basata sul marketing e su tutto ciò che genera introiti. Che piaccia o no il calcio è cambiato (le favole tipo Leicester rimangono episodi occasionali) . Credo che il tifoso debba scegliere che direzione prendere….

  6. E’ stupefacente come la maggior parte dei radiofonici si siano accorti SOLO ADESSO che Schick e Dzecko non possono giocare assieme. Ma quando Schick è stato acquistata per quella barca di milioni lo sapevate o no che si stava acquistando un centravanti? E che quindi la Roma avrebbe avuto ben 2 centravanti? Di cui nessuno dei due centravanti d’area, ma bensì centravanti di manovra? Ma questa cose devo dirvele io? Se si vuole schierare una squadra con 2 centravanti bisogna cambiare totalmente modulo. 4 centrocampisti, di cui 1 mezzapunta e una sola ala di supporto ai 2 centravanti. Ma queste cose devo dirle io?

  7. La pochezza di chi parla della roma da mane a sera è sconcertante. Il percorso  della roma in campionato è coerente nella sua MEDIOCRITÀ. Come i 7 anni fallimentari dell’americano. E questi se nè accorgono solo adesso?
    Qualche lacchè può difendere ancora questa proprietà (?).

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