WEB RADIO ROMANEWS – Come di consueto a ‘Non Rassegniamoci’ non mancano interventi e collegamenti con le grandi firme del giornalismo italiano. Questa mattina è stato il turno di Gianluca Moresco, caposervizio della sezione sport di Repubblica, che ha fatto il punto della situazione in casa Roma e più in generale nel campionato italiano. Queste le sue parole

Un giudizio sul campionato della Roma? “Secondo me il campionato che si è chiuso da poco, è andato fin troppo bene, perché la Roma è arrivata a quattro punti dalla Juventus di Dybala, Higuain ecc… Nella realtà però la vera chance di competere per lo scudetto non ci è quasi mai stata. Quel periodo a fine stagione di 3-4 giornate è stato un pò illusorio. Ha fatto una bellissima partita nello scontro diretto e ti rimane più che altro quello, non di più. I valori sono gli stessi da un pò di anni, da Garcia a oggi. E se ti devo dire la verità è che non si stia andando verso un futuro diverso, forse anche un pochino più rischioso…”

E’ tutto un pò da definire, come nella maggior parte di squadre di Serie A… “Sì, però a pensarci un secondo, la Roma non deve rifondare perché parte dalla base di un secondo posto, io quello che vedo è che c’è l’Inter che resta fuori dalle coppe, decide di rifondare e la prima cosa che fa è prendere un allenatore arrivato secondo, la Roma invece ne prende uno che è arrivato dodicesimo, la differenze è questa. L’idea dei giallorossi è di sviluppo di una squadra ancora più giovane, con la prima stagione lontano dalla figura di Totti, gestita da un allenatore molto giovane, amato dalla piazza, che però ha nel suo bagaglio di esperienze un sesto ed un dodicesimo posto con il Sassuolo”.

Un nome che avresti visto bene sulla panchina della Roma? “Tutti quelli che hanno appeal internazionale. Io avevo seguito la Roma nel periodo in cui c’era Capello allenatore ed aldilà delle simpatie o antipatie, la sua più grossa qualità è che dava con la sua immagine e bagaglio personale e dava l’impressione ai giocatori che si trattavano per venire a Roma che si venisse in una grande piazza. Con Di Francesco hai la certezza di un allenatore con buone idee e proverà a fare bel gioco ma è diverso dal gareggiare con la Juve. Mi sembra un pò una resa e che la Roma si sia fatta il calcolo che l’anno prossimo si può arrivare anche quarti per i proventi della Champions League. La Roma merita più di questo, anche per la passione della piazza”.

Cosa è mancato per avere di più? “L’idea di fare grandi acquisti o di mantenere i grandi acquisti che si avevano. Nel momento in cui dai via Pjanic alla Juventus, l’idea che si fa è che tu più di tanto non puoi tenere il passo. O non ci riesci, o non ci vuoi riuscire. L’obiettivo di questa società, non è tanto il risultato sportivo, quanto quello che si riesce ad ottenere come società nel corso degli anni ad esempio: lo stadio, organizzazione marketing, sviluppo piano industriale internazionale sul marchio fatto in modo più aggressivo. Quello che sta sul cuore di più ai tifosi passa in secondo piano e che il target sia il secondo o addirittura il terzo e quarto posto”.

Il percorso delle milanesi invece? “Il Milan ancora non lo ha capito nessuno che percorso avrà, rischia di essere segnato da un lungo periodo di oblio, l’Inter mi sembra che il quadro sia più chiaro ha provato a prendere dei grandi allenatori, poi ha preso Spalletti che è comunque un grande per rientrare in Champions e sono sicuro che accelererà per andare a combattere lo scudetto con la Juve nei prossimi anni”.

La differenza tra Roma e Inter si vede anche nella facilità di prendere l’allenatore… “Sì, perché l’idea che una società come la Roma che arriva seconda, vada in difficoltà per una clausola rescissoria di tre milioni di euro e decida eventualmente di cambiare pista, mi fa pensare che i piani strettamente tecnici siano proprio di basso profilo. Io penso che punteranno su Di Francesco, chiuderanno l’accordo, dopo di che inizierà il mercato con i nomi che vediamo in questi giorni come Pellegrini, Berardi. A che livello è la Roma? E’ da scudetto? Può competere con la Juve rafforzata con Di Maria? Competerà per arrivare a 8,9,10 punti dalla Juventus. Su questo sono estremamente negativo, perché la Roma potrebbe puntare a di più con una gestione diversa”.

Forse il mercato della Roma stenta a decollare anche perché c’era l’interrogativo legato alla permanenza di Spalletti? “Però pensi che se domani dovessero chiudere con Di Francesco e arrivasse con una lista di giocatori pensi che ci sarebbero almeno tre dei cinquanta giocatori più forti in Europa? Io non credo! Chiedete al direttore come funzionava la lista degli acquisti di Capello (ride ndr). Lui si sedeva e pretendeva determinati acquisti. Non c’era una discussione su un giocatore di belle speranze o futuro che lui poteva crescere. Adesso la costruzione è del tutto differente. Ci si occuperà di fare una squadra che possa reggere dal secondo al quarto posto, sul primo non ci proveranno nemmeno. Non dico che devi vincerlo lo scudetto, ma quanto meno provarci, invece tu parti con l’idea che non ci provi nemmeno”.

Un pensiero sia sul giorno dell’addio di Totti, sia sulla sua gestione. “Totti per questa società non ha rappresentato un valore quale è, ma un’ombra difficilissima da gestire, sia per la società che per l’allenatore, che è stato lasciato solo in questa situazione. Nel momento in cui non si fanno sognare i tifosi con la costruzione della squadra, hai tolto anche ai tifosi la possibilità di sognare attraverso un giocatore. Nel momento in cui togli una figura come Totti, avendo 40 anni, vorrei capire quale alternativa fornisci a una tifoseria che ha sognato sempre attraverso i singoli, a cominciare da Totti. Questo non riesco a capire del tutto”. 

Pensi che Spalletti possa portare qualcuno a Milano? Salah sarebbe una perdita importante? Ti priveresti di un altro big? “Innanzitutto, non penso che sia Spalletti a portare via Rudiger, ma sia la società che proverà a venderlo. Nel caso in cui parta Salah, cercherà di monetizzare ulteriormente su un secondo giocatore e credo che Rudiger sia dopo Salah il giocatore più facile da vendere ad un buon prezzo. L’egiziano è un eccellente giocatore, ma credo che se la Roma lo sostituisse con Berardi non ci sarà un crollo verticale nel gioco della Roma. Penso ci possa stare la sua cessione ad un eccellente presto, è tutta la costruzione intorno che mi sembra più deficitaria”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

2 Commenti

  1. “Faremo della Roma una delle più forti squadre d’Europa” Si, come no…
    Non avendo i soldi nemmeno per far vincere una squadra di calcetto.
    E infatti sono sei anni che non vinciamo nemmeno la Coppa del Nonno!
    “Non compreremo i Campioni, ma i giovani di talento da far crescere nella nostra squadra”.
    E infatti Lamela Marquino Benatia Romagnoli Pianic ecc ecc.
    La VERITA? è che ci hanno da sempre preso in giro ( la Banca, gli Americani…) e non hanno mai pensato a vincere, ma solo al businnes ( vedi lo Stadio).
    E, purtroppo, molti tifosi della Roma, ancora la bevono…
    Comunque se nei prossimo dieci anni questi vinceranno qualcosa, fatemi un fischio…

LASCIA UN COMMENTO