E Ventura disse: «Io ct? Arrestano tutti…»

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IL MESSAGGERO – Non c’è niente da fare: Gian Piero Ventura non si è mai sentito il ct della Nazionale italiana. E non certo perché più volte gli è capitato di seguire l’inno di Mameli con le mani in tasca, quasi fischiettando, in panchina. Intorno gente che urlava a squarciagola la canzone con la mano sul cuore, lui con la smorfia delle grandi occasioni. Qui c’entra poco la Vergogna di Milano: il suo fallimento in azzurro arriva da lontano, è vecchio di 9 anni. «Io ct della Nazionale? E’ la volta che arrestano quelli della federazione…», disse nel 2009 dagli studi di Antenna Sud. Una battuta (battuta?), che oggi assume un significato particolare. Era, come detto, il 2009 e Gian Piero Ventura, all’epoca allenatore del Bari, dagli studi dell’emittente barese stava rispondendo alle domande degli ascoltatori. “Le piacerebbe allenare un giorno la Nazionale?”, lo incalzò al telefono da casa un certo Salvatore da Molfetta. E il ct, imputato per la mancata qualificazione ai Mondiali 2018 alla pari di chi l’ha messo sulla panchina azzurra, se la cavò – sorridendo – con una battuta. Io in Nazionale? Roba da manette, la sintesi di pochi secondi di trasmissione. Otto anni dopo, c’è rimasto ben poco da ridere. Ventura è entrato nella Storia del calcio italiano, e non certo dalla porta principale.

 

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