Trigoria, Pellegrini si presenta: “La Roma è casa mia. Voglio il Mondiale” (FOTO e VIDEO)

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CONFERENZA STAMPA PELLEGRINI – Si tiene quest’oggi, giovedì 3 agosto, alle ore 13.30 la conferenza stampa di presentazione di Lorenzo Pellegrini. Appuntamento a Trigoria nel giorno della ripresa degli allenamenti per i giallorossi. Al fianco del centrocampista giallorosso anche il direttore sportivo Monchi.


Roma. Presentazione stampa di Pellegrini di romanews

Da Trigoria
Daniele Matera

LA CONFERENZA STAMPA

Prende la parola il direttore sportivo Monchi: “Buongiorno a tutti, uno dei miei obiettivi quando sono tornato a Roma era quello di riportare Lorenzo a casa, a Roma. Sono molto contento, che abbiamo preso uno dei giocatori dal potenziale migliore a livello del presente e futuro del calcio italiano, pertanto per noi è motivo di grossa soddisfazione”.

Vespasiani, Roma TV. Il cuore ha contato molto per questa tua scelta di tornare a Roma?
“Sicuramente era il mio obiettivo tornare a casa e proseguire il mio percorso qui. E’ stata importante la scelta di andare via due anni per poi tornare. Ho trovato una società come il Sassuolo che mi ha aiutato al 150% e mi ha dato la possibilità di esprimermi, oltre che per come calciatore, anche come uomo. Un ringraziamento al Sassuolo ed al presidente che mi ha aiutato. Ora sono qui e penso solo a questo”.

Vespasiani a Monchi. Cosa può dare tatticamente e tecnicamente?
“Credo che sia un calciatore maturo, che già aveva una maturità calcistica, ma che è aumentata al Sassuolo. Lui ci può dare molta sostanza, visto che spicca in tutti i sensi e sotto ogni punto di vista. E’ un ottimo acquisto per la squadra”.

Roma Radio. In cosa ti senti cresciuto dopo gli anni a Sassuolo?
“In tutto credo. Sia a livello calcistico, perché se sono andato via è perché ancora avevo da crescere e da maturare. Se oggi sono qui è perché ho fatto un percorso che mi ha portato ad essere pronto. Anche come uomo, mi hanno fatto capire com’è il calcio vero e la vita vera. Molte persone mi hanno aiutato emotivamente, non è facile andare via a 18 anni dopo aver varcato per 10 anni la stessa porta. Ringrazio tutto il Sassuolo, i tifosi ed il presidente che mi ha aiutato tanto”.

Roma Radio a Monchi. Negli Stati Uniti la Roma ha avuto tre impegni importanti. Che sensazioni ha avuto?
“Buone. Siamo sul cammino giusto per raggiungere quello che chiede il mister. Qualcosa va migliorato, ovviamente, avendo affrontato squadre come Tottenham, PSG, senza Neymar, e Juventus. Loro hanno tenuto sostanzialmente la stessa struttura, stesso allenatore e così via, noi abbiamo cambiato. Tuttavia abbiamo giocato alla pari e per me è un motivo di soddisfazione, malgrado mi renda conto che possiamo ancora migliorare”.

Mangiante, Sky Sport. Pensi al mondiale in Russia e quando è importante giocare in un reparto come quello della Roma? Quanto può aiutarti giocare con Nainggolan, De Rossi, Strootman e Gonalons?
“Sicuramente è un obiettivo, nel senso che uno deve porsi obiettivi e raggiungere il massimo. E’ normale, si sa come funziona, bisognerà vedere come andrà quest’anno, abbiamo un centrocampo forte. Non mi preoccupa molto, posso imparare da chi ha più esperienza di me, sfruttare tutto quello che viene messo in campo per rubare ai più grandi. Quest’anno spero di fare bene e di giocarmi bene le possibilità”.

Mangiante a Monchi. A che punto è la trattativa per Mahrez e quanto è vero l’interesse per Emre Mor?
“La situazione per Mahrez non è cambiata per niente rispetto all’ultima conferenza di Moreno. Mi piacerebbe fare due riflessioni: per prima cosa, una squadra come la Roma, che ha giocatori come Pellegrini, Strootman, Nainggolan, Dzeko, Fazio, Kolarov e così via, non può pensare che il suo rendimento dipenda dall’arrivo di uno o di un altro esterno destro. La garanzia del rendimento è la squadra intera. Per secondo, non so se sarà Mahrez o un altro giocatore, chi arriva sarà un giocatore importante che darà qualità a una squadra magnifica”.

Pugliese, Gazzetta dello Sport. Sei qui quello che conosce meglio Di Francesco. Come mezzala che cosa chiede?
“Noi lavoriamo su dei movimenti anche durante gli allenamenti. Il mister cerca di darci tante possibilità, tante linee di passaggio, cercando di muoverci tutti nella maniera che ci chiede lui. In campo il giocatore decide la soluzione migliore, lui cerca di darci questa impronta, in modo che sappiamo cosa possiamo fare. Alle mezzali chiede tanto lavoro, bisogna correre in avanti e all’indietro con la stessa frequenza, ci ho lavorato perché non ero molto abituato a questo. Per il resto è una cosa non tanto semplice da spiegare. Sicuramente ci vorrà un pochino di tempo prima che tutti interpretino nel modo giusto quello che chiede, ma c’è una disponibilità incredibile e riusciremo in breve tempo a fare bene quel che il mister chiede”.

Pugliese a Monchi. Manolas è prossimo al rinnovo?
“Ho parlato molto con Kostas, gli ho trasmesso l’idea che abbiamo, altro non è che quello che ho già detto. I tempi li detterà il club, la società lo ha mostrato con Kevin, con Daniele e con Radja. Lui ha fiducia nella società e la società ha dimostrato di meritare questa fiducia. Partiamo da una fiducia reciproca”.

 

Menghi, Il Tempo. Tra i tuoi obiettivi c’è il diventare bandiera della Roma?
“Era il mio obiettivo tornare, fin da quando ho deciso di fare esperienza altrove. Qui sono cresciuto, questa è casa. Da parte mia c’è tutta la disponibilità, sono contentissimo di essere tornato e di ritrovarmi in questa società così importante. Per il resto vedremo, ma c’è disponibilità ad andare avanti insieme”.

Menghi a Monchi. C’è veramente questo interesse per Emre Mor e come va il mercato per gli esuberi?
“Oggi è Emre Mor, ieri era Rodrigo Caio. Non mi piace contestare nome per nome perché fa parte del mio lavoro cercare possibilità. Tutti i nomi usciti sono giocatori interessanti, che potrebbero essere obiettivi della Roma, è importante mantenere discrezione, non vorrei parlare pubblicamente, creerei confusione. In quanto alle uscite, stiamo lavorando tentando di trovare soluzioni, in alcuni casi siamo più vicini a trovarle, in altri più lontani. Abbiamo ancora un mese di tempo. Mi preme dire che è importante tener conto che si tratta di persone, non si tratta di obbligare nessuno ad andare in una destinazione non gradita e che nasca tutto da una scelta condivisa”.

Lengua, Il Messaggero. Cosa hai notato di diverso in Di Francesco a Roma?
“Se devo essere sincero, nulla. Nel senso che il mister, come anche il suo staff, sono sempre gli stessi. Veramente. Hanno sempre lo stesso modo di pensare, molti degli allenamenti si sviluppano come a Sassuolo. Di questo sono molto contento, si dice sempre che non sia facile gestire, vedere tante situazioni, quando magari basta essere se stessi”.

Lengua a Monchi. State cercando un esterno destro che sia per forza mancino?
“Più che il piede, ci interessa il profilo. Serve un esterno che non giochi solo sulla linea laterale, ma che si accentri. Serve un mancino perché viene più naturale ai mancini accentrarsi, ma potrebbe essere anche un esterno che sia destro ma che abbia questa tendenza”.

D’Ubaldo, Corriere dello Sport. le offerte di Milan e Juventus ti hanno mai messo il dubbio di poter tornare alla Roma?
“Riguardo a gennaio, non avevo il dubbio di andare via dal Sassuolo. Non era un bel momento, stavamo passando guai a livello di classifica. Ho avuto modo di confrontarmi con i direttori, c’erano state queste offerte, anche da parte della Roma. Abbiamo deciso insieme di continuare fino a fine anno, anche dal mio punto di vista non era una bella cosa lasciare il Sassuolo in un momento in cui non lo meritava. Mi sembrava giusto, normale dare qualcosa in cambio. So benissimo che ci sono state squadre interessate, la cosa che mi premeva era sapere se la Roma fosse interessata. Il direttore mi ha aiutato molto, ci siamo sentiti anche durante l’anno, non ho avuto alcun dubbio”.

D’Ubaldo a Monchi. Manca anche un difensore centrale?
“Parlo tutti i giorni con Eusebio. Tutti i passi che compio li faccio in accordo con lui. Oggi la priorità è un attaccante esterno. Non significa che non cercheremo altri giocatori da qui alla fine, ma oggi la priorità è l’attaccante esterno. Poi, dopo le amichevoli con Siviglia e Celta, con tranquillità analizzeremo dove crediamo di poter migliorare se sarà necessario. Sempre partendo dal presupposto che le scelte sono fatte in totale condivisione col mister”.

Fagnano, Rete Sport. Da romano e romanista che sensazioni ti dà non poter giocare con Totti?
“Un po’ dispiace. Potevamo farlo giocare un altro anno. A parte gli scherzi, sono contentissimo. Stare qui è un onore. Per Francesco spero che continui a essere qui, questo non lo so, lo vedrà lui se vorrà. Ci sono Daniele e Alessandro, per me è bellissimo, è essere a casa. È normale che noi siamo nati e cresciuti qui, ci sentiamo in dovere di fare sempre qualcosina in più”.

Fagnano a Monchi. Può spiegarci la clausola sul contratto di Pellegrini?
“No perché è una clausola confidenziale. Posso dire che non è fissa, che può cambiare in funzione del rendimento. Per rispetto alla società non posso dirlo. In ogni caso sono convinto che Lorenzo resterà qui per molti anni, la cosa non mi preoccupa”.

FINE

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