Tesoro Champions League: alla Roma oltre 300 milioni dal 1992 a oggi

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PANORAMA.IT (G. Capuano) – La Champions League è il tesoro che tutti i club d’Europa inseguono a costo di sacrifici ed investimenti. Vincerla regala prestigio, ma anche la sola partecipazione garantisce incassi da decine di milioni di euro che hanno scavato un solco tra le big e le altre. Lo dimostra la classifica di quanto hanno incassato le società dal 1992-1993, data di introduzione della nuova formula: in testa c’è il Real Madrid con 689,5 milioni. Un tesoro su cui i madrileni hanno costruito una buona parte della loro grandezza.

L’avvertenza è che i ricavi da Champions League sono cresciuti in maniera esponenziale con il passare delle stagioni. Basti pensare che il trionfo di Atene nel ’94 garantì al Milan la miseria di 6,1  milioni mentre il Real Madrid è tornato da Cardiff con 81 e la Juventus è stata capace di spingersi sino a 110,4 grazie al meccanismo del market pool.

Il vero salto, come si ricava analizzando i numeri messi in fila dal quotidiano spagnolo As, c’è stato da una decine di anni a questa parte. Nella stagione 2016-2017 l’Uefa ha distribuito una pioggia da 1,396 miliardi di euro e il jackpot è destinato a crescere ancora con il rinnovo di contratto per il triennio 2018-2021: il nuovo formato orario studiato per valorizzare i diritti tv ha spinto al rialzo le aste nei maggiori paesi europei con benefici per tutte le società. In Italia Sky è tornata in possesso dell’esclusiva Champions League dopo il triennio di Mediaset Premium.

L’altro lato della medaglia di questa ricchezza è il gap, confermato anche dalla classifica dei ricavi dal 1992, che si è scavato tra le grandi costantemente iscritte alla fase finale e chi non è riuscito a innescare il meccanismo virtuoso. Una stortura su cui l’Uefa lavora per evitare che gli attuali rapporti di forza siano cristallizzati per sempre con impossibilità per chiunque ad inserirsi nel lotto delle migliori e più ricche.

Sul podio della classifica di ricavi da Champions League dalla stagione della sua nascita nel nuovo format (1992-1993) a oggi comanda la Spagna che occupa due delle prime tre posizioni con Real Madrid (al primo con 689,5 milioni) e Barcellona (terzo con 636,2). In mezzo c’è il Bayern Monaco (673,4) e non bisogna stupire perché, vittorie a parte, sono tre club che sono stati quasi sempre presenti.

Il Real Madrid si è presentato ai nastri di partenza ben 21 volte in 25 e non resta fuori addirittura dal 1997-1998. Il Barcellona ha saltato un giro nel 2003-2004 e c’è stato 21 volte mentre i tedeschi del Bayern Monaco si fermano a 20 partecipazioni su 25 (ultima assenza nel 2007-2008). La continuità è l chiave per arricchirsi con i premi Uefa: esserci anche in stagioni in cui non si ha la competitività per arrivare fino in fondo continua a generare ricavi, investimenti sul mercato e nuove partecipazioni.

Proprio la mancanza di continuità penalizza i club italiani. Non è un caso che a spiccare sia la Juventus (17 presenze su 25) che ha messo insieme un tesoro da 605,2 milioni di euro ed è al quarto posto. I bianconeri hanno ampiamente recuperato le due stagioni senza Champions causa Calciopoli (2006-2007 e 2007-2008) e ammortizzato le difficoltà del biennio 2010-2012 grazie a un market pool letteralmente esploso dal 2014 grazie all’assenza di altre italiane: 275 dei 605 milioni totali (45%) sono stati ricavati nelle ultime tre edizioni favorite dai ko nei preliminari di Napoli, Lazio e Roma.

Dietro alla Juventus c’è il Milan (8° con 412,1 milioni di euro) malgrado l’assenza che dura dal 2014-2015: in tutto 17 partecipazioni su 25. Fuori dalla Top10 le altre provenienti dalla Serie A: Roma (11° con 306,2 milioni e sole 10 presenze ma quasi tutte concentrate nel periodo più ricco) e Inter (13° con 281,8 milioni). I nerazzurri non partecipano dal 2011-2012 e nella stagione del Triplete, in cui i diritti tv non erano ancora esplosi al livello attuale, si sono dovuti accontentare di un assegno da 49,2 milioni. Pochi per i parametri odierni.

Ecco la classifica dei ricavi da Champions League (1992-2017)

Ecco la classifica completa delle prime 20 posizioni. I dati sono ricavati dai comunicati Uefa che ogni anno informano sulla distribuzione dei premi e dei diritti tv alle partecipanti alla Champions League:

Real Madrid (Spagna) 689,5 milioni di euro

Bayern Monaco (Germania) 673,4

Barcellona (Spagna) 636,2

Juventus (Italia) 605,2

Manchester United (Inghilterra) 568,1

Arsenal (Inghilterra) 558,3

Chelsea (Inghilterra) 530,2

Milan (Italia) 412,1

Lione (Francia) 362,7

Psg (Francia) 335

Roma (Italia) 306,2

Borussia Dortmund (Germania) 294,5

Inter (Italia) 281,8

Manchester City (Inghilterra) 274,6

Bayer Leverkusen (Germania) 268,7

Atletico Madrid (Spagna) 267,5

Porto (Portogallo) 262,9

Olympiacos (Grecia) 253,5

Liverpool (Inghilterra) 232,8

Valencia (Spagna) 228,1

Psv (Olanda) 220

Nella classifica spiccano le performance di Psg e Manchester City, squadre senza un passato nobile ma che stanno scalando rapidamente le posizioni. Agli inglesi sono bastate le 6 partecipazioni consecutive dal 2011, dopo l’avvento degli sceicchi, per posizionarsi a ridosso della Top10 dove entreranno al termine di questa stagione. I francesi hanno raccolto l’85% del loro fatturato (285 milioni su 335) dall’arrivo degli emiri del Qatar a oggi.

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