#Spiegatobene da… Gabriele Giustiniani. Dalla sfida del Metropolitano, alla crisi del Cholismo

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#SPIEGATOBENE – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Gabriele Giustiniani, giornalista e telecronista di Fox Sports, quest’anno voce de ‘La Liga’.

L’Atletico è in crisi di risultati sia in campionato che in Champions. E’ finito un ciclo?
“Non so se sia la fine di un ciclo, stanno cambiando tante cose e ne cambieranno ancora tante in futuro. Sicuramente nessuno si aspettava questa situazione sia in campionato che in Champions. Io credo ci siano dei grossi problemi, sia per un fattore anagrafico sia per come dite voi per un ciclo che va in qualche modo rinnovato ma che non è del tutto chiuso. Manca ancora di alcuni giocatori importantissimi che arriveranno a gennaio, come Diego Costa e Vitolo. Non poter fare mercato in entrata ha avuto sicuramente il suo peso. Aggiungiamo che Griezmann non sta rendendo ed è strano per un giocatore che ha sempre segnato tanto. I problemi del francese sono due: non gli arrivano molti palloni, e poi c’è un discorso di testa: nella scorsa sessione di mercato poteva andar via, ma ha deciso di rimanere accordandosi con la società per abbassare la clausola. In un mondo in cui Neymar è venduto a 222 milioni, una clausola di 100 non è inarrivabile. Quindi qualche voce di mercato e la voglia di andare altrove a vincere qualcosa di significativo può distrarre ed incidere sulle prestazioni”.

Quindi è il reparto offensivo il punto debole dei ‘colchoneros’?
Il problema offensivo preoccupa notevolmente, è chiaro che quando puoi contare anche su Vitolo e Costa qualcosa cambia. Con il loro apporto può riprendere fiducia Carrasco e Saul potrebbe tornare a giocare in una posizione più centrale. Proprio lo spostamento dello spagnolo classe ’94 sulla corsia esterna ha permesso a Simeone di scoprire Thomas, già in rosa lo scorso anno, ma chiuso anche da Koke e Gabi, è un ghanese di 24 anni molto bravo inserito nella top 11 di giocatori africani. Sta rispondendo alla grande ed ha dimostrato con il Depor di avere ottimi piedi segnando su punizione e risolvendo la partita.

E la difesa?
“E’ un tasto dolente. Siamo sempre stati abituati a valutare la difesa dell’Atletico Madrid come la migliore in Europa, o sicuramente di Spagna. Quest’anno invece sta facendo una fatica bestiale perché evidentemente i giocatori hanno un anno in più, sono sempre gli stessi, qualche meccanismo si è perso, il morale va ricostruito. Oggi, vista l’assenza di Savic squalificato, credo possa giocare Hernandez che è un calciatore di talento che può giocare anche terzino, può essere il futuro di questo club o di chi lo acquisterà. Al suo fianco alcuni giornali danno titolare Gimenez, ma credo che se darà l’ok sarà Godin a scendere in campo. Lui incarna in campo il pensiero di Simeone, quest’anno sta avendo più difficoltà, non so fino a che punto per suoi demeriti o quanto per una questione anagrafica, ma resta comunque una bandiera del club. 

Perché non Gimenez titolare? Tra l’altro obiettivo di mercato della Roma…
“Sono sorpreso in negativo dalla ‘non crescita’ di Gimenez, su cui l’Atletico aveva puntato moltissimo dopo l’addio di Miranda. Non sta rispettando le attese, ha delle disattenzione imbarazzanti. Tra l’altro secondo me non ha le caratteristiche per poter fare anche il terzino”.

Sulla sfida di stasera ed il Wanda Metropolitano?
“L’Atletico gioca con un 4-4-2 che poi diventa un 4-3-3  con Carrasco che diventa la terza punta. Mi stupisce non sia titolare Correa che è quello più in forma, visto che Griezmann non segna, Gameiro è indietro di condizione e Torres ancora deve segnare. Mi aspetto un suo inserimento nel secondo tempo e quello potrebbe dare molto fastidio alla Roma. Nel girone i giallorossi sono davanti l’Atletico, affrontano la partita con la consapevolezza di aver fatto un percorso con assoluto merito e affronteranno una squadra che è vero, avrà il sostegno dei tifosi, ma quest’anno al Wanda Metropolitano non ha ottenuto ancora l’effetto garantito dal Calderon. E’ vero, è spettacolare, è un gioiello, noi lo abbiamo soprannominato il ‘Wembley’ di Spagna ma la sensazione è che non ci sia ancora questo feeling così esagerato. Il Vicente Calderon adesso sarà demolito per far spazio ad un centro residenziale, ma fino alla scorsa settimana Simeone voleva che la rifinitura si svolgesse lì, sia per scaramanzia, sia per caricare in qualche modo la squadra in vista del match”.

Loghi-Tagliaboschi

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