#Spiegatobene da… Fabio Savelli: i diritti tv. Dove vedremo la prossima Serie A?

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#SPIEGATOBENE DA… FABIO SAVELLI – Analizzare, approfondire, sviscerare, insomma… spiegare bene. È questo l’intento della rubrica di Romanews.eu che vi offre una nuova chiave di lettura per capire a fondo l’argomento del giorno in casa Roma. Lo faremo attraverso l’opinione di un personaggio illustre, del mondo del calcio e non. Oggi è il turno di Fabio Savelli, firma del Corriere della Sera, che ci spiega nel dettaglio la questione riguardante la vendita dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018-2021.

Ora che i diritti tv della serie A se li è aggiudicati Mediapro, come i tifosi potranno affacciarsi al campionato?
“Adesso siccome Mediapro è una sorta di intermediario e non può fare un canale dedicato per la trasmissione della Serie A, gli spagnoli faranno degli accordi di volta in volta con Sky, Mediaset, Netflix, Amazon, Tim ecc… per andare a distribuire il segnale su queste piattaforme. Si instaureranno quindi una serie di trattative tra Mediapro e questi diversi interlocutori per aggiudicarsi il prodotto a cui si è interessati”.

Una tempistica per avere una situazione più chiara?
“Secondo me entro fine aprile, inizio maggio si capirà tutto meglio. Entro 45 giorni deve esprimersi l’Antitrust per giudicare se il bando che ha fatto la Lega sia stato posto nella maniera giusta e se l’acquisizione dei diritti da parte di Mediapro abbia rispettato tutte le normative che garantiscono un meccanismo di concorrenza leale, quindi si può dire che per ora i diritti tv sono congelati. Il tutto verte sul fatto che Mediapro poteva partecipare all’asta per il pacchetto globale non essendo un’emittente vera e propria, ciò significa che se tutto è andato per il verso giusto avrà il via libera. Poi ripeto a quel punto, partiranno delle trattative, Premium già ha detto di essere interessata mentre Sky invece ha diffidato la Lega Calcio. Per ora quindi, è ancora presto immaginare che ci possa essere una trattativa, ma è probabile che anche Sky faccia un’offerta a Mediapro perché è impensabile che neghi il calcio in tv ai suoi 7 milioni di abbonati”.

Tra le solite note come Sky e Mediaset, ci può essere quindi l’intrusione di qualche piattaforma online?
“Assolutamente sì, potrebbero inserirsi piattaforme come Netflix, Amazon Prime, Perform volendo ci possono essere aziende di telefonia mobile come Vodafone e Tim. La volontà è andare a vendere questi diritti su tutte le piattaforme possibili, per poter favorire anche coloro che non hanno un decoder e quindi fruiscono di contenuti in streaming, basti pensare al successo che ha avuto Netflix con la serie TV. Magari proprio quest’ultima si siederà ad un tavolo per trasmettere le partite di Serie A”.

Lo standard qualitativo delle immagini sarà elevato?
“La qualità sarà comunque molto alta, ormai tutte le tecnologie vanno verso l’alta definizione, considerando anche i grandi investimenti su 5g, banda larga e fibra ottica. Ormai andiamo verso una qualità sempre maggiore dell’immagine su tutte le piattaforme”.

Il calcio sarà sempre più ‘spezzattato’?
“Sicuramente andremo un week-end di calcio sempre più lungo, un po’ come succede in Inghilterra e Spagna, iniziando almeno dal venerdì e finendo il lunedì. Le dieci partite saranno divise in sempre più fasce, la domenica ce ne saranno tre o forse anche quattro. Addirittura domenica alle ore 15.00 potremmo arrivare ad avere solamente tre partite. Ci sarà un calcio sempre più ‘spezzatino’, per provare ad esportare il prodotto in più paesi possibili, come ad esempio la Cina”.

Alessandro Tagliaboschi

 

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