CONFERENZA STAMPA – Luciano Spalletti, allenatore della Roma, incontra i giornalisti presso la sala conferenze del centro tecnico sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria per presentare il match contro il Genoa.

Da Trigoria
Riccardo Casoli
(in redazione: Emili)

LA CONFERENZA STAMPA

“Una pagina sempre più scarsa quella del Dottor Del Vescovo. Abbiamo solo Florenzi che prosegue il discorso del recupero, Vermaelen che ha questo risentimento al soleo ed è rischioso, perché è rischioso, per cui si lascerà fuori. Totti che ha un’infiammazione al tendine d’Achille destro, oggi farà un lavoro differenziato a parte e si valuterà se potrà partecipare a questa trasferta oppure no”. 

spalletti genoa-roma

Calicchia, Roma Tv
Il Genoa in casa ha fatti ottimi risultati. Cosa la preoccupa?
“Il Genoa funziona così: quando noi si va a giocare una partita si prende e si guardano le partite stesse che ha giocato questa squadra. In tutti i casi si guardano quelle contro le squadre più forti per vedere le reazioni o le difficoltà che hanno avuto contro le squadre più forti. Se vai a vedere Genoa-Juventus, Genoa-Fiorentina e Genoa-Milan hanno fatto vedere di essere una squadra veramente forte. Hanno dato seguito a quella che è un po’ la mentalità del modo di stare in campo della squadra del Genoa da Gasperini a Juric, perché anche loro sono bravi a modellarsi in conseguenza dell’avversario che hanno. Probabilmente questo è un modo di giocare che stimola un po’ la sensibilità dei tifosi del Genoa, fanno quasi una sorta di marcatura a uomo, una sorta di battaglia individuale dentro le partite, di contrasto individuale. E se si riesce a stimolare, il pubblico partecipa. Giocano un bel calcio, ma è questo impatto fisico, questo impatto di partita dal punto di vista della lotta, di battaglia che viene messo in risalto. La maggiore insidia è questa qui”.

Paesano, Roma Radio
Cosa ne pensa di giocare a Natale?
“Io non penso che sia una questione di calendario giocare le partite nelle feste natalizie, è più una questione di stadi, di come sono gli stadi. C’è un’insufficienza dal punto di vista di comfort per partecipare alle partite. Prima di tutto bisogna fare gli stadi in Italia, bisonga creare la disponibilità per fare gli stadi, perché il calcio è un movimento importante, le famiglie vogliono andare allo stadio. Io incontro tante famiglia a Trigoria e si vede che vogliono partecipare a quello che è questo spettacolo che è lo stadio. Siamo gestiti dagli americani, maestri nella spettacolarità dello sport, in Italia siamo indietro e probabilmente ci insegnano e ci danno qualcosa. Dobbiamo rispettare quello che è il sacrificio delle famiglie che vogliono venire allo stadio. Dobbiamo fargli trovare uno stadio dove si possa effettivamente partecipare e godere di quello che è lo spettacolo che da il calcio. Io credo che se la partita la vedono da casa con il televisore, alle tv può star bene così, ma se un giapponese accende la televisione e c’è una partita inglese ed una italiana e non sa di calcio, stai tranquillo che guarda quella inglese. Quella che è in generale la passione degli sportivi e del pubblico che vive lo stadio, ora per esempio lo stadio inglese, questo messaggio arriva fino al divano del giapponese che sta a casa o arriva dalla parte opposta del mondo. Anche per loro è una cosa importante avere gli stadi, perché poi il calcio italiano sarà scelto ancora di più in funzione della partecipazione degli sportivi che ci saranno negli stadi. Si torna a sottolineare il rispetto per quelle persone che poi mettono da parte i soldini per riuscire a comprare un biglietto che costa caro. Bisogna far trovare uno stadio adeguato. Dobbiamo fare gli stadi assolutamente. Se fa lo stadio la Roma sono contenti anche gli altri, perché possono essere stimolati, anche quelli della Lazio. Per cui bisogna fare gli stadi, primo quello della Roma”.

Mangiante, Sky Sport
Manolas?
“Manolas non sta bene da un punto di vista di completezza di preparazione, non ha il 100% delle possibilità. Però se non è un problema fisico lui viene a Genova e mette a disposizione la sua percentuale, poi è una valutazione mia se il suo 50% a me sta bene, se lo voglio usare lo stesso o un pezzo di partita. Per il momento sembra che non ci siano peggioramenti da un punto di vista fisico, è solo un problema di condizione. E’ dentro la squadra e valuterò nella partita se usarlo prima o dopo secondo le mie necessità”.

Maida, Corriere dello Sport
Mercato. Ha paura di perdere dei big a gennaio?
“Qui veramente sembra di essere a porta Portese. Un giorno bisogna comprare e l’altro no. Per quanto mi riguarda ci vuole rispetto per gli sportivi della Roma, perché loro vengono stimolati dal mercato. Per me la squadra è forte, mi va bene così e può avere ambizioni. Se c’è qualcosa che va migliorata, come la situazione di Salah e Iturbe e giusto valutare. Bisogna stare attenti a fare delle valutazioni. Massara sta lavorando. Abbiamo una squadra che per migliorarla bisogna investire delle somme che ora non possiamo investire. Quello dove ci stiamo direzionando ora è Feghouli. Per quanto riguarda gli altri sono delle ipotesi che si sono un po’ raffreddate. Io mi fido dei miei calciatori, anche se in alcuni reparti non siamo molti ma siamo stati bravi a sopperire. Da un punto di vista di forza di squadra è quasi impossibile metterci qualcosa, siamo già forti”.

Valdiserri, Corriere della sera
Juve e Napoli sono più forti con Rincon e Pavoletti?
“Secondo me sono due giocatori di cui si può parlare come rinforzi. Sono giocatori mirati, scelti. Rincon piaceva anche a noi. Si sono rinforzati, oltre ad essere già squadre fortissime di pari livello come la Roma. Loro sono forti, noi siamo forti. Hanno portato a casa un giocatore forte, ma il valore si farà vedere dentro questa frenesia di partite che ci saranno in quei periodi lì. Gli undici li hanno già forti, le formazioni le possono fare già forti senza inserire un altro giocatore dentro. Nel giocare poi tante partite è chiaro che diventa un qualcosa in più avere un altro titolare a disposizione o il dubbio di scegliere a disposizione”.

Cecchini, La Gazzetta dello sport
Un anno dopo la società ha rispettato ciò che le ha detto?
“Non ho richiesto nulla, tutto è filato liscio. A me non piaceva l’andazzo della Roma, mi dispiaceva quello che stava accadendo perché io ho un passato nella Roma e volevo ricostruire i giocatori forti che non davano le giuste soddisfazioni ai tifosi. Non era bello vedere la Roma, io sono tornato perché mi piaceva lavorare qui e ritengo che la squadra sia forte. La squadra sta dimostrando la sua forza e l’impegno verso i tifosi. Voglio andare avanti così, non voglio nessuna promessa. Quello che dice Gandini a me è chiaro: la società si aspetta di vincere perché c’è tutto per vincere. Dobbiamo prendere atto di queste cose. La squadra deve dare il massimo per raggiungere il massimo obiettivo. Se non vinco devo dare il posto a qualcun altro, perché come dice la società qui c’è tutto per vincere. Non dobbiamo scendere al di sotto del nostro massimo. Dobbiamo far vedere che possiamo vincere”.

Cecchini, La Gazzetta dello Sport
Lei andrebbe alla Juventus?
“Porca madosca. Mi coglie di sorpresa. Io però faccio questo di lavoro, sono un professionista, non vedo perché ci si mette solo la Juventus e basta, ci si poteva mettere anche la Fiorentina, l’Inter, il Milan, vado da tutte le parti ad allenare. Se lei diventa presidente vengo ad allenare la sua squadra, anche se non è il mio presidente preferito. C’è un acquisto che vorrei fare: la rimozione delle barriere e il ritorno del pubblico romanista. Questo è l’acquisto migliore che vorrei fare. Perché l’allenatore bravo si sostituisce, perché i giocatori bravi si sostituiscono. La stessa cosa non si può fare con la passione del pubblico romanista. Abbiamo bisogno di loro, sarebbe il miglior acquisto che io comprerei volentieri in questo calciomercato. Sicuramente poi le partite della Roma le venderebbero da tutte le parti. Quelli di Sky dovrebbero dare i biglietti gratis ai tifosi della Curva Sud”.

Rossomando, Tele Radio Stereo
Mercato?
“C’è un acquisto che vorrei fare: la rimozione delle barriere e il ritorno del pubblico romanista. Abbiamo bisogno di loro, sarebbe il miglior acquisto che comprerei volentieri in questo calciomercato. Quelli di Sky dovrebbero dare i biglietti gratis ai tifosi della Curva Sud”. 

07012017 Spalletti

Rossomando, Tele Radio Stereo
Roma a Genova con un po’ più di fisicità?
“Ci sono uno o due dubbi, ma la squadra è quella. La Roma ha fatto vedere un livello importante dopo la sconfitta a Torino. Dobbiamo riuscire a costruirci sopra a questa base. Le partite importanti a volte passano, dobbiamo migliorare quello che è la performance dentro le partite. Le partite sono tutte importanti”
.

Rossomando, Tele Radio Stereo
Rizzoli, precedenti non ottimi a livello di scelte:
“Prima di tutto a volte sembra, quando si parla di queste cose, che ci sia un messaggio da dare agli arbitri in conferenza. Abbiamo uno strumento che è importante ed efficace: le riunioni che facciamo con l’Aia dove gli arbitri spiegano le loro scelte. Io ho trovato tutte le risposte a quello che cercavo, per cui sono a posto. Sono contento dei nostri arbitri, che hanno qualità”.

Parisi, Centro Suono Sport
Si aspettava un rendimento migliore da Bruno Peres? Ci ha parlato in privato?
“Bruno Peres è un grande calciatore. Ha questa qualità di tecnica e di velocità oltre che di resistenza. Come ruolo preciso lo mettiamo più a suo agio se gioca da quinto, ha più libertà di attaccare senza essere condizionato dalla fase difensiva. In quello probabilmente non è forte come Rudiger, ma poi ha altre qualità e caratteristiche. Per me sta facendo bene, non mi sembra male. Se commetti una leggerezza su un episodio che ti porta un gol a sfavore ci poni gli occhi, un gol sposta molto. Se si vanno a mettere le altre componenti e le altre caratteristiche nell’analisi del giocatore è sufficiente in tutte le altre cose. Ha coperto benissimo la fascia, ha riportato su tanti palloni, fa parte di quella squadra forte di cui parlavo prima. E’ un giocatore forte”
.

Sonnino, Radio Radio
Cosa ne pensa delle parole di Tavecchio in riferimento al fatto che la Roma e il Napoli non hanno la cultura di vincere?
“Per avere la cultura viva bisogna aver vinto. Noi sono diversi anni che non vince niente, non è che abbia sbagliato tantissimo. O perlomeno è difficile vedere se il nostro modo di lavorare è corretto. Stiamo lavorando bene, abbiamo una società che investe nelle strutture, abbiamo una società attenta sul mercato. Bisogna essere bravi a crescere, lavorando su una prospettiva futura. Si parla spesso dei cinesi, non ci si può confrontare con loro sotto la capacità di spesa. Per andare a guadagnare successo e soldi bisognava andare in una squadra forte, ora ci sono le squadre cinesi. Per sopperire a questo fatto e a questo confronto finanziario c’è da far crescere qualche giovane, c’è da ritornare a lavorare sulla prospettiva dei giocatori. Stanno mettendo delle regole finanziarie, la trovo una strada giusta. Noi parliamo sempre di vincere e basta, noi bisogna vincere, punto”.

(Fine)

© RIPRODUZIONE RISERVATA - La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è vietata. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO