Spalletti-Montella, carissimi nemici. L’Empoli, gli anni alla Roma e la promessa di Vincenzo

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MILAN-ROMA, IL FACCIA A FACCIA – Dimenticare la delusione del derby, cancellare il brutto pareggio di Crotone. All’andata fu uno scontro fra seconde in classifica, vinto dai giallorossi per 1-0, poi il campionato di Roma e Milan partito col botto ha subito un arresto. Se per Luciano Spalletti battere i nerazzurri significa salvaguardare il secondo posto, per Vincenzo Montella si traduce nella speranza di rientrare in Europa. I due, legati da tempo, sono professionisti che hanno condiviso stagioni sia da compagni di squadra che, poi, da giocatore ed allenatore, ora protagonisti in campionato e nel valzer delle panchine durante il calciomercato estivo.

MINIMO COMUN DENOMINATORE: EMPOLI – Montella arrivò a Empoli a tredici anni.  Spalletti, invece, lì concluse la carriera da giocatore avviandosi a quella da tecnico. I due si ritrovano a Roma: nella memoria emerge la scena surreale durante un derby di Roma, quando, davanti a 70.000 persone, l’Aeroplanino fu chiamato da Spalletti a scaldarsi per tutta la ripresa e, come accaduto con il Valencia, alla fine non entrò (un déjà vu della stagione di Totti).  La stampa alimentò ben presto voci di un rapporto burrascoso tra i due, rievocando proprio quei tempi a Empoli, quando il tecnico giallorosso era a fine carriera e il  napoletano la stella nascente. Una sorta di gelosia, dunque, alla base dei litigi tra i due a Trigoria. Un’altra voce, all’epoca dei fatti, riguardava la difficoltà da parte di Spalletti a gestire i giocatori di personalità. Pensiero oggi rimpinguato dalle scelte contestate del tecnico e ricadute inesorabilmente sul Capitano.

SPALLETTI E LO SPETTRO DAL PASSATO  – “Al Milan toglierei Montella. L’Olimpico è casa sua. Ci tornerà da allenatore e sarà un grande allenatore per la Roma. Fra i due è lui quello bravo”Lucio prima della gara d’andata, nel dicembre 2016, spese parole di stima per l’ormai collega Montella. “Ho letto che mi ha perdonato, è più facile capire i genitori quando lo si diventa”, aveva commentato. A distanza di 5 mesi da quell’1-0 dell’Olimpico, il tecnico giallorosso continua a riflettere sul suo futuro. Una rottura con la Roma è quasi ufficiale, forse inevitabile, nonostante le parole del nuovo ds Monchi. Milano, la destinazione, proprio come Vincenzo. Sponda opposta però, quella nerazzurra. Intanto i bookmaker si sbizzarriscono con il toto-allenatore, con l’ascesa di nomi più o meno probabili. Tra questi, c’è anche Vincenzo Montella.

AEROPLANINO, CORE DE ROMA – “Allenare la Roma è stata una grande opportunità, è difficile staccarsi dalla Capitale”. Il tecnico rossonero, ancora in cerca di garanzie dai nuovi proprietari del Milan e da sempre “pallino” dei tifosi giallorossi, resta nella lista dei papabili. Ma intanto, l’Aeroplanino pensa al campionato: “Ora abbiamo due gare facili: Roma e Atalanta…”, aveva affermato ironicamente su Tuttosport. Prima ancora, su Lucio, si era lasciato sfuggire una stoccata al veleno: “Tra gli allenatori che ho avuto io il più bravo è Spalletti. Poteva farmi giocare di più, ma mi ha aperto la mente. La gestione di Totti? Fossi stato il suo confidente lo avrei costretto a smettere“. Chissà se, dopo l’approdo alla corte di Pallotta, continuerebbe a pensarla allo stesso modo o pregherebbe il vecchio amico Francesco di giocare ancora. Vincenzo, core de Roma, contro Luciano l’impavido, in una storia di intrecci di vita, di calcio e di passione.

Michela Santoboni

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