CONFERENZA STAMPA – Luciano Spalletti, allenatore della Roma, incontra i giornalisti alle 15.00 in conferenza stampa, presso il centro tecnico sportivo Fulvio Bernardini, per presentare la sfida in programma domani allo stadio Olimpico contro il Sassuolo.

Da Trigoria:
Mattia Emili

CONFERENZA STAMPA

Bollettino medico: “Buongiorno, cose particolari non ci sono. Ho visto buonissime intenzioni, grandissima disponibilità a rimettere a posto quello che può venir fuori da una sconfitta del genere. La pesantezza dei duelli e degli scontri quando esci sconfitto fa male. Ci sono molte botte da rimettere a posto e vedere che fine hanno. L’avete visto che Edin ha preso un calcio ed una botta in faccia e ci sono altri contrasti da cui i giocatori sono usciti fuori un po’ malconci. Di infortuni veri e propri, per il momento, non ci sono sentori. L’allenamento di oggi è fondamentale per vedere se le sensazioni che abbiamo avuto sono giuste o no. Non ci sono situazioni di cui parlare in maniera approfondita“.

Giannini, Roma Radio
In campo due giorni dopo la Coppa. Complicato dare motivazioni?

“Bisogna essere obiettivi, raccontarsi sempre la verità, dire quello che si pensa e confrontarsi, essere realisti e analizzare ciò che è successo: è una di quelle partite, dove il giorno successivo ti alzi e hai la sensazione di non aver niente in mano, di aver perso tutto, di avere il dubbio se accendere la luce al bagno e rimanere al buio. Quasi di non avere niente in mano, perché è una sconfitta che dà fastidio e brucia. Bisogna però analizzare nella maniera corretta la cosa. Andando a vedere ti rendi conto che la partita ha detto che in realtà hai tutto in mano, perché la prestazione è quella lì, l’asticella delle possibilità della tua squadra è quella lì. Sono possibilità importanti e belle. E’ vero che viene a mancare questa competizione e grande livello, però è stata determinata da una partita che tu avevi meritato. I calciatori della Roma l’avevano meritata. E’ la partita che volevo giocassero e l’hanno fatto bene. Questi risultati ti lasciano senza fiato, però poi i discorsi debbono essere fatti correttamente. Questo è il livello di calcio che possiamo giocare, soprattutto contro una squadra forte come quella lì. Se fai 25 tiri in porta, che è un record, è un segno che la squadra ha fatto bene. Ha concesso qualcosa nel finale, dove forse ci siamo fatti prendere un po’ troppo da quello che poteva essere il tempo restante. Abbiamo perso qualche pallone dove ci hanno fatto delle ripartenze, determinati dal tempo restante. Il Barcellona ha vinto l’ultima partita con 6 gol ed ha fatto meno tiri della Roma. Per fare un confronto numerico si vede che 25 tiri in porta sono tanti e sono stati bravi. Io mi auspico che nelle prossime partite rifacciano bene come in quella partita. Se loro giocheranno partite come questa porteremo a casa tante vittorie e probabilmente rimarremo in Europa, che è quella la sostanza vera dei fatti. Una partita la puoi perdere, ma l’anno dopo ti riproponi e fai vedere che ci sei ancora e sei uno forte mentalmente, che sa sopperire a dei momenti di difficoltà che hanno tutti e che ci saranno sempre in un campionato duro come il nostro. In sintesi questa è l’analisi che è venuta fuori quando ci siamo parlati, i giocatori hanno la sensazione di aver perso tutto quando gli sei davanti nello spogliatoio. L’analisi poi è stata corretta e noi tenteremo di essere di nuovo quelli lì anche domani sera. Non sarà facile, ma io vedo lo sguardo dei giocatori. Ieri molti hanno fatto subito il defaticante fuori e quando c’è una partita così aspra come questa non ce la fai a riportarli fuori. Sono voluti uscire invece di rimanere dentro in piscina. Oggi, nel giro telefonico del dottore, che fa sempre, nessuno è voluto rimanere dentro per recuperare e abbiamo fatto fuori l’allenamento. Sono dettagli fondamentali di ragazzi di spessore, di livello qualitativo, professionale e umano. Avendo alle spalle una città come Roma ed una tifoseria come quella della Roma”.

Vitocolonna, Roma Tv
Sassuolo: stagione al di sotto delle aspettative. Un giudizio sul tecnico?

“Di Francesco è un ragazzo serio, eccezionale ed un professionista di assoluta qualità sotto tutti gli aspetti. Lo scorso anno ha fatto un grandissimo campionato, al di là di quella che era la previsione iniziale. Quest’anno ha avuto un momento dove è stato un po’ in difficoltà, però ha una squadra forte tra le mani. Quello che è successo quest’anno è normale e viene determinata dalla qualità espressa lo scorso anno. Non è facile tenere una squadra come il Sassuolo a quel livello lì, ci sono anche gli altri. Ci può stare che in questo momento le cose non vadano tutte al posto giusto. Hanno giocatori forti che abbiamo guardato anche noi come Defrel, Berardi, che è un giocatore di grandissima prospettiva, un nazionale. Hanno dei nazionali ed un gioco di squadra, nonostante abbiano perso le partite, hanno sempre dimostrato di averlo, di avere un modo di lavorare dove hanno lavorato per due anni, portando avanti sempre lo stesso disegno tattico e di qualità. E’ una squadra che ha una vocazione offensiva di vedere il calcio, ha fraseggio e verticalizzazioni. E’ una squadra forte, in un momento dove non stanno evidenziando tutte le loro qualità, ma è una squadra forte”.

Assogna, Sky
Manolas e Rudiger non hanno nelle corde il possesso palla. Hanno dei margini di miglioramento, nel frattempo cosa deve fare un allenatore per sopperire a questa situazione?

“Ci sono degli spunti corretti nella domanda. Spesso quando si va a comandare la partita, si vede che le squadre forti iniziano da dietro, ora la priorità è un portiere che sa giocare con i piedi. Il Barcellona infatti ha tirato indietro Mascherano, come noi con De Rossi. E’ un discorso giusto. Anche il Napoli e la Juventus, con Bonucci. Noi dobbiamo migliorare sotto questo aspetto, anche se Rudiger lo sa fare, così come Fazio e Juan Jesus, ma è un saperlo fare che si può migliorare. Non abbiamo avuto il tempo di lavorare su queste cose qui, che serviva per arrivare al top. Abbiamo dei margini di miglioramento paurosi. Oggi leggo un’analisi generale, del quale ne riparliamo un po’ dopo, per andarci un po’ dentro. E’ parziale questo tipo di analisi, non è a 360°. Che tempo ho avuto per lavorare su questi qui per essere a livello di altri club? Si va dentro una lettura più approfondita e si vede che Rudiger durante la preparazione si è fatto male e non si è mai avuto; Fazio è arrivato una settimana prima di iniziare il campionato, Peres è arrivato il giorno prima di iniziare il campionato, Juan Jesus una settimana prima o giù di lì, gli ultimi giorni di Pinzolo, Mario Rui si è fatto male. Ogni tanto mi appunto le situazioni. Poi lì metti dentro, li vedi e devi pensare a come andare a lavorarci e secondo me un po’ di tempo nel periodo iniziale, dove siamo stati in difficoltà nel risultato e abbiamo preso qualche gol di troppo, che giustamente voi ci avete fatto notare. Ora la difesa è tutta un’altra, perché passato un po’ di tempo, quando le partite sono così ravvicinate non ti alleni, ti alleni a livello singolo, ma se non fai 10 contro 10 e trovi la situazione reale, dove ci sono reparti, distanze e ritmo, cosa che noi oggi non possiamo fare. Alberto De Rossi è disponibilissimo e ci manda sempre gente a fare l’allenamento con noi. Una cosa sarebbe quella di prendere una squadra del settore giovanile e farla giocare contro chi non ha giocato. Allora anche quelli che sono stati a riposo li puoi mettere dentro una situazione reale, dove si può alzare la qualità dell’allenamento, sennò gli manca sempre qualcosa. Io l’altra sera la difesa l’ho vista perfetta, in alcuni momenti abbiamo fatto il tre contro tre in posizioni diverse, mentre doveva essere un tre contro tre reparto contro reparto, ma quello dovevamo determinarlo noi. Siamo stati 30 metri più alti come squadra, gli siamo saltati addosso sempre, abbiamo soffocato qualsiasi tentativo di ripartenza, se non qualche volta dove siamo stati costretti a tornare dentro l’area di rigore, quasi un niente per il tipo di partita ed il tipo di giocatori che avevamo davanti. Noi non siamo stati bravi in quel secondo tempo lì, andando poi a tirare in ballo un discorso complessivo di questa qualificazione, però abbiamo fatto bene tante cose e questo livello di qualità. Per partire noi e comandare noi con la palla serve tempo e bisogna che tu lo faccia fare, rendere conto ai giocatori e che li faccia esercitare nella situazione reale. Ora, dopo averci lavorato un po’, si vede la differenza da quando siamo partiti a giugno, perché è così. Poi ci sono quelli che non le vogliono vedere e continuano della loro idea. Questa domanda è corretta e giusta. I registi della squadra sono i difensori centrali che arrivano fino a centrocampo, perché gli altri si schiacciano nella loro metà campo. In qualche momento, dove li avevamo costretti ad essere schiacciatissimi come linea difensiva e con quattro a centrocampo, dovevamo andare su queste palle in diagonale, sul quinto verso la bandierina oltre al terzino e qualche volta dietro la punta, lì ci siamo andati meno rispetto a quando dovevamo fare. Il resto però l’abbiamo fatto bene, come l’inizio dell’azione. E’ una chiave per il futuro e per quanto riguarda il gioco della Roma”.

Stoppini, La Gazzetta dello Sport
Siamo passati dall’ossessione della vittoria alla sfiga che porterebbe lei. E’ cambiato qualcosa:

“Io non sono sfigato perché ho raggiunto un livello di vita e professione che, corretto o scorretto, non cambia. Una sconfitta in più o in meno, ho 60 anni, quindi il livello è quello lì. La sfortuna non può togliermi niente se non il risultato di una partita, il livello è quello lì. Io spero che sia così anche per te, che tu abbia raggiunto un livello professionale dove fortuna o sfortuna non determinino più niente. A me la sfiga o la sfortuna non può determinare niente in peggio di quello che ho raggiunto, spero che a te la fortuna possa determinarti qualcosa di più rispetto a quello che hai raggiunto, questo poi si starà a vedere. Tutti parlano degli episodi, è un modo di dire così, l’ho detto in questa maniera. Se fai un articolo e metti quello come titolo, poi oggi lo ribadisci. Io sono fortunatissimo, non posso essere sfigato, professionalmente ho raggiunto quel livello lì, tu capisci quello che voglio dire? Che ti piacciano o no i risultati sono quelli ormai. Il tuo risultato è questo, spero che la fortuna ti possa dare qualcosa e che la sfortuna non ti possa togliere niente, ma io sono a posto. A me la sfortuna non può togliere nulla. Fortuna e sfortuna hanno una connessione con il sudore e con l’impegno ed io sudo e mi impegno molto. Sono a fare l’allenatore della Roma, tu fai le psicoanalisi a me tutti i giorni, è un lavoro da sfigato. Tutti i giorni, come oggi, vi vedo un tantino in difficoltà. Oggi avete chiesto l’aiuto all’artiglieria pesante, avete mandato agenti sotto falso nome per capire che luna ho oggi e che avevo ieri. Non ce l’ho fatta a leggere tutta la rassegna stampa, ma ti prometto che in settimana mi metto in pari. Siete sempre a tentare che luna ho e ascoltare chi vi pare per fare un’analisi a me. Invece di articoli sportivi mi sembrano oroscopi. Io sono una persona fortunatissima, non posso avere più sfortuna, io spero possa avere più sfortuna te.”.

D’Ubaldo, Corriere dello Sport
L’hai detta tu questa cosa dell’essere sfigato…

“Se di tutta una partita metti in risalto questo ed oggi ci ritorni è segno che ti interessa questo qui ed io ti do la spiegazione mia: sfigato o no lo determina quello che la fortuna può darti o quello che la sfortuna può toglierti. A me la sfortuna non può togliermi niente di quello che è il livello che ho raggiunto, ormai la posizione è questa. Posso perdere due partite e andare a casa, ma rimango Spalletti, che su ventiduemila tesserati di prima categoria, ha allenato vent’anni in Serie A. Voi quanti siete? E vedrò se la fortuna ti può dare o la sfortuna togliere qualcosa. E’ una cosa normale, siccome vi interessano le ombre, l’umore. Quante volte hai scritto che vedo ombre dappertutto? Io l’ho detto per prendere per il culo te, poi se tu lo vuoi prendere seriamente e lo scrivi. Come te prendi per il culo me, io prendo per il culo te, perché te sei contro di me, io lo sono contro di te. Spero che, come la sfortuna non può togliere niente a me, la fortuna dia molto a te, perché tra i due non lo so chi è lo sfigato”.

Interviene Stoppini: “Noi saremmo sfigati in base a cosa?!”
“Io ho detto che lo sfigato è una posizione dove la fortuna ti può dare qualcosa e la sfortuna ti può togliere qualcosa. (“Zitto te che sto parlando con lui”, riferendosi a D’Ubaldo, ndr). Me l’ha chiesto La Gazzetta dello Sport. Oggi hai liberato gli agenti segreti. Io volevo parlare di calcio, meno male che non sono riuscito a leggere tutti gli articoli. Io volevo parlare di calcio anche oggi. Io non sono sfigato. Non è un gioco di parole, la definizione è quella che ti ho detto. Fortuna o sfortuna da me è sempre stata determinata dal sudore, dalla voglia la mattina presto di andare a lavorare, e sarà così fino all’ultimo giorno. Sto lavorando per lasciare una Roma forte fino all’ultimo giorno, è questa la mia imposizione e la mia ricerca”.

D’Ubaldo, Corriere dello Sport
Cosa ne pensi sul fatto che Lotito diventi presidente della Lega di B?

“Io mi sentivo più dalla parte dei giocatori, ma non essendo a conoscenza delle trattative, dei programmi e via dicendo. Mi sono reso conto dopo del programma di uno e dell’altro e dopo la conoscenza delle cose non sono stato molto d’accordo. Faccio parte della mia associazione e sono stato con loro, ma ora delle cose dovrò chiarirle, perché quello che è venuto fuori non mi garba e devo ancora documentarmi. Io faccio l’allenatore e devo lavorare per il bene della Roma. Voi fate delle analisi approfondite, ma io oggi volevo parlare di calcio e sono anche attrezzato. Io ti posso dire le presenze di Ricci in campionato, che è un giocatore del Sassuolo ed è forte che lo ho avuto e lo conosco bene. Di queste cose qui ne parliamo quanto vi pare. Mi disturba la differenza dei tiri in porta e del perché non c’è stato un esito corretto”.

Austini, Il Tempo
Per dare motivazioni si può pensare al calendario? La Juventus ha Sampdoria e Napoli:

“Mi è sempre sembrato di essere molto normale quando sono venuto in conferenza stampa, nell’analisi molto disponibile e molto regolare nel trattare i colleghi e le squadre avversarie. Dentro la squadra, qui un po’ meno, si usa di trovare dei momenti e dei perché. Se la squadra fa vedere di essere quella che è stata può vincere 4-5 partite e se vinci di nuovo quelle 4 o 5, poi c’è un altro raggruppamento di gare dove ci può stare di tutto, dove c’è la stessa qualità e quella forza momentanea tua, ma in queste 4-5 puoi anche andar lì e vincerle tutte. In 4-5 partite gli scenari possono cambiare, manca lo strappo finale, però poi è la volata, se sei in linea con il gruppetto in cima, che conta. Se non ci sei negli ultimi 100 metri è difficile recuperare. Alla squadra è stato detto che queste quattro o cinque partite possono determinare la volata e si è usato come scenario per metterci qualcosa di più”.

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2 Commenti

  1. Spalletti ha un carattere permaloso, lo sappiamo, ma alcuni giornalisti ce la mettono tutta per dare fastidio e stuzzicare. Invece di chiedere cose tecniche e di qualità di calcio, non si fa altro che parlare di cose scontate. Il contratto di Totti, di Spalletti e via dicendo. C’è una squadra che Spalletti ha portato ad essere fra le migliori in circolazione, in Italia e in Europa. Questa squadra si può migliorare. Con investimenti mirati. Vendendo e comprando. Con lA SCELTA DI UN ALLENATORE CHE DIA CONTINUITà , SE sPALLETTI ANDRà VIA. e , DIREI, CON I TIFOSI CHE DEVONO TPRNARE ALLO STADIO. iL PRIMO PASSO NON LO PUò FARE LA qUESTURA , Spero sia chiaro. Lo devono fare i tifosi.

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