Spalletti: “A Roma ho passato momenti emozionanti. Nainggolan? Un alieno”

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SPALLETTI CONFERENZA STAMPA – Per Luciano Spalletti il match tra Inter e Roma non sarà mai una sfida come le altre. Poco dopo Eusebio Di Francesco, l’allenatore nerazzurro  è protagonista al Suning Training Centre nella consueta conferenza stampa pre-gara.

Questa sfida potrà essere decisiva nella corsa Champions?

“E’ ancora presto. Si sa che una gara così può darti entusiasmo e convinzione, ma ci sono troppe partite. Basta guardare la classifica di ogni anno a metà campionato e poi in fondo. Non sono determinanti nemmeno i dieci punti”.

E’ soddisfatto del mercato e di Rafinha?

“Sono sempre soddisfatto dell’operato dei nostri professionisti. Collaboro con loro 24 ore su 24, sono competenti e hanno qualità. Sono in sintonia con loro. Nel caso di Rafinha sta a noi fargli ritrovare la condizione, non il contrario. Si rischia altrimenti di mandare un messaggio distorto a chi ha pedalato qui ad Appiano fino a questo momento”.

Cosa dovete recuperare rispetto all’ultimo mese?

“Non credo che abbiamo perso molte cose. In alcune circostanze abbiamo fatto meglio, altre peggio, ma non ho visto sbalzi nei comportamenti se non in qualche frangente. In generale abbiamo lavorato nello stesso modo, sfruttando qualche situazione in più in alcune partite e in altre ci sono andate più di traverso. Dobbiamo solo continuare a lavorare nella maniera corretta, perché per diventare da titolo bisogna fare cose importanti. Anche durante la settimana bisogna lavorare in un certo modo. Siamo soddisfatti e contenti del nostro lavoro. Questa settimana abbiamo fatto molte cose e il risultato della partita si vedrà. Spesso lavorare giusto è più importante che lavorare duro. Noi abbiamo fatto entrambe le cose”.

All’andata contro la Roma si è vista una delle migliori Inter del campionato, con Joao Mario. Quella formazione del secondo tempo poteva essere la formazione tipo? Cosa è accaduto a Joao Mario?

“Diciamo che abbiamo avuto un buon equilibrio e ci sono girati bene alcuni episodi. Poi abbiamo pagato più avanti. Domani sarà vietato distrarsi, ci sono calciatori che risolvono la gara con qualsiasi episodio. Come perdi di vista la partita o esci dalla concentrazione del momento può accadere di tutto. E’ un po’ come scendere dallo Stelvio senza mani, dobbiamo tenere le mani salde sul manubrio. Joao Mario? Ha fatto delle buone prestazioni, quando l’ho messo in corsa ha fatto forse meglio che dall’inizio ma penso abbia dato il suo contributo ai risultati generali. Le posizioni in campo di ogni giocatore sono cose un po’ soggettive. Noi abbiamo la possibilità di vedere la squadra e abbiamo qualche dettaglio in più, ma anche osservando da fuori si può avere la soluzione”.

Cosa pensa della designazione di Massa?

“Massa è uno dei migliori arbitri che abbiamo, ha fatto in passato scelte misurate al millimetro. E’ stato al Var contro l’Udinese, lo abbiamo avuto con la Juventus dove c’è stata la mano di Benatia che per me non era rigore. Forse nel derby era al Var quando hanno annullato il gol di Ranocchia. Ha fatto bene il suo lavoro”.

Ha rivisto l’intensità in allenamento che secondo Icardi si era persa?

“Icardi è uno di quelli che quando gli presenti la difficoltà ti guarda, ti sorride e chiede quando si parte. Basta andargli dietro”

A mente fredda, la gestione di Totti dello scorso anno sarebbe fatta alla stessa maniera?

“Ci sono molti significati nella mia esperienza a Roma. Professionalmente mi porto dietro i risultati che non sono riuscito a fare. Nell’anno e mezzo fatto mi porto dietro 14 sconfitte, 82 gol subiti, i due derby persi. Una volta che non abbiamo vinto il campionato e una volta che siamo arrivati un punto dietro il Napoli. Nelle tre stagioni prima ho perso tre finali, ho subito cinque eliminazioni, tre derby persi, 49 sconfitte, 263 gol subito. Me li porto dietro perché devo migliorare. Su Francesco vi firmo una risposta in bianco: scrivete quel che vi pare. Non sto a usare aggettivi perché li ho detti tutti. Allenandolo ti rendi conto del fenomeno che è stato. Per quanto riguarda i rapporti le complicazioni tra le persone sono le cose in sospeso, quelle non chiarite. Io a lui ho detto tutto. Mi sono comportato come mi dovevo comportare, secondo quel che è stato il giorno dopo giorno. Ed è chiaro che se lo incontrerò allo stadio lo saluterò, come farò con tutti gli altri calciatori. Ho passato con lui quasi sei stagioni. Lo abbraccerò come tutti. Ho passato con questi calciatori momenti bellissimi ed emozionanti, è come ritrovare gli amici d’infanzia. Sarà un piacere incontrarli sempre, perché non c’è solo il risultato della partita. Saranno molte altre cose. Accadrà lo stesso con quelli dell’Inter perché anche qui mi sto trovando benissimo. Poi nei rapporti ti devi prendere anche le scomodità, nel lungo periodo. Io non alleno mai per far piacere a tutti, ma per trovare la condizione generale della squadra. Può darsi che questo a qualcuno non piaccia, ma la professione mi impone questo”.

A Roma è diventato un tormentone la frase “Se non vinco me ne vado”. Vale anche a Milano? 

“Ce la vuole tirare? (ride, ndr). Non voleva tirarcela, ma randellare dietro. Il randellio è differente, ce l’ha menata là. Non credo sia la stessa situazione, abbiamo iniziato un percorso, lavorando e trovando complicazioni. Stiamo continuando a fare le cose per tentare di migliorarci. Durante la strada possono accadere delle cose che andremo a valutare. Ho un contratto di due anni e il mio lavoro è per il periodo del contratto che ho sottoscritto, magari arrivando anche in Champions (ride, ndr). Funziona così, si dice che Spalletti esagera un po’ ma il condizionamento mentale ti limita. Se ti dicono “prima o poi la perdi” e quando perdi ti risuccede come l’anno prima o due anni prima. Cercheremo di alzare le barriere”.

Le soste sono sempre insidiose. Chi rischia di più tra Inter e Roma? 

“Non vedo perchè qualcuno dovrebbe rischiare di più e qualcuno meno. Dipende dalla squadra e ciò che ritieni che siano i punti importanti, la mentalità della squadra. E’ una partita giocata alla pari, come idea, perché loro sono una squadra forte, l’inter è una squadra forte. Non vedo chi rischia di più, sarà una partita ad armi pari, tutte e due hanno bisogno di risultati importanti. Loro hanno fatto vedere anche in Champions, hanno passato un turno con Chelsea e Atletico andando a fare la partita, con il pressing e la linea difensiva alta. Questo si vede quando si va a guardare il comportamento della Roma. Cercheremo di fare altrettanto per attaccare le nostre timidezze e le difficoltà che possono esserci all’inizio della partita. Poi saremo costretti a difenderci ma staremo a vedere, l’intenzione è di andare di là”.

Se potesse togliere un giocatore a Di Francesco?

“Questo non si fa, vorrebbe dire andare a fare i complimenti a uno solo di un gruppo con molti calciatori forti. Ci sono calciatori che nei momenti complicati trovano la situazione da soli, come ci sono nell’Inter. Domani sera sarà una bella partita, ci sarà garra, muscolo, durezza e reattività. Vuoi far riferimento a qualcuno? L’alieno, Radja (ride, ndr)”.

Avete fatto valutazioni su Gabigol?

“Non fa parte della mia scrivania, ci sono direttori che fanno questo. Gli avevo detto di documentarsi bene. Si passa da lì, attraverso quello che faccio tutti i giorni, cosa porto a casa e cosa mi sono meritato. Lui aveva bisogno di meritarsi partita dopo partita quella presentazione che gli era stata fatta quando è arrivato. Tornare indietro adesso sarebbe stato possibile se avesse fatto questo periodo da titolare. Rimango della mia stessa idea, che giochi in una squadra dove lui sia schierato tra i titolari”.

Manca qualcosa a centrocampo? Cancelo resta? 

“No, è tutto a posto. è un discorso da fare con la società Abbiamo direttori di qualità che poi sono stati cosi tempestivi a prendere in base alle potenzialità di avere giocatori forti. Uno è Lisandro lopez, che ha impostazione che entra dentro e comanda subito tutti. Rafinha lo conosciamo tutti, ha avuto questo periodo per cui c’è da aspettare un po’ di tempo. Noi abbiamo recuperato Miranda e D’Ambrosio, ora anche Ranocchia ha ricominciato a superare il dolore pungente alla schiena. Lisandro ci darà una mano. Cancelo resta, a volte è confuso dalle chiamate che riceve. Voi fate a baci in bocca coi procuratori che vi danno le notizie e li mettete in contrapposizione agli allenatori, ma a voi sta bene cosi. Sui calciatori che hanno firmato un contratto comanda la società. Com’è successo con Kondogbia, siamo noi a decidere di mandarlo per fare un ragionamento che tocca un po’ tutti i tasti. Cancelo resta qui fino a fine anno, poi si vedrà”.

D’Ambrosio sarà convocato? 

“Miranda è convocato, ha fatto tutta la settimana benissimo. D’Ambrosio ha avuto precauzione nei primi due.tre allenamenti. Ha fatto benissimo, convocato sicuramente, tutti convocati i calciatori, poi bisogna vedere se lo facciamo giocare”.

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