IL TEMPO (A.Austini) – I primi fatti di una lunga estate. Entro domani Eusebio Di Francesco diventerà ufficialmente l’allenatore della Roma, una squadra che cambierà pelle con un paio di cessioni «eccellenti» e almeno sei acquisti. Il piano di Monchi è pronto e prevede una serie di tappe e scadenze. Si parte dalla panchina: oggi i dirigenti giallorossi e il Sassuolo riprendono il lavoro che poterà a un accordo scritto, grazie al quale il club di Squinzi libererà Di Francesco rinunciando ai 3 milioni di euro della clausola rescissoria, in cambio di un impegno formale della Roma su una futura operazione di mercato. Difficile si trovi entro stasera una quadra su tutto (Eusebio deve risolvere anche vecchie pendenze col Sassuolo e definire lo staff tecnico da trasferire a Trigoria) mentre c’è fiducia su una fumata bianca in arrivo domani, con Bucchi erede designato in neroverde. Il resto di giugno servirà a programmare il mercato. Monchi, si sa, è costretto a cedere un pezzo pregiato entro il 30 per sistemare il bilancio e la trattativa più avanzata riguarda Salah: il Liverpool ha offerto 32 milioni di euro più 2 di bonus e ha già l’accordo con l’egiziano, la Roma è partita da una richiesta di 45 milioni, ma esistono i presupposti per il classico «incontro» a metà strada. Difficile aprire un’asta, il procuratore Ramy Abbas non ha portato altre offerte e a Trigoria non è arrivato nulla al di là di semplici manifestazioni di interesse. Oltre ai vari esuberi da piazzare (Iturbe, Doumbia, Zukanovic etc.) le successive cessioni, salvo proposte improvvise, verranno decise da luglio in poi. Se potesse scegliere, la Roma sacrificherebbe Manolas, che ha il contratto in scadenza fra due anni e un carattere indigesto praticamente a tutti i suoi compagni. Vedi lite con Dzeko in nazionale. Le offerte per il greco, però, al momento latitano ed è stato convocato in sede l’agente: al vaglio eventuali nuove proposte e anche il prolungamento di contratto.

Su Rudiger c’è l’Inter, ma Sabatini non ha intenzione di «aiutare» Pallotta in questo momento. Una possibile affare che resta in sospeso. Sullo sfondo c’è movimento attorno a Paredes, un altro che la Roma venderebbe senza troppi scrupoli in caso di proposta allettante: a differenza di Salah, Rudiger e Manolas, infatti, i soldi ricavati in caso di cessione dell’argentino frutterebbero quasi per intero una plusvalenza. Il mercato in entrata decollerà da luglio in poi. A Di Francesco verranno garantiti almeno sei acquisti: Monchi sta cercando un secondo portiere, un terzino destro, un centrale difensivo, un attaccante esterno e un vice-Dzeko, più un centrocampista già scelto. È Lorenzo Pellegrini, felicissimo di ritrovare Eusebio a Trigoria e giocarsi le sue carte. Il prezzo per il riacquisto dal Sassuolo è fissato a 10 milioni, da limare l’intesa sull’ingaggio. Di Francesco vorrebbe portarsi da Sassuolo anche Berardi, ma Squinzi lo valuta non meno di 35 milioni e, almeno fino ad oggi, Monchi non intende neppure aprire una trattativa. Parlando col tecnico magari cambierà idea. Tra i diversi terzini trattati, è confermato l’interesse per l’olandese classe ’95 Karsdorp del Feyenoord, al centro di un’asta a cui si è iscritto anche Sabatini per l’Inter. Aspettando che Totti concordi con la società un ruolo attorno a cui costruire la sua seconda vita romanista, prende forma il nuovo staff societario. Ricky Massara è in partenza nei prossimi giorni verso la Cina, lavorerà per Suning, di nuovo agli ordini di Sabatini. Al suo posto arriva Nereo Bonato, ex ds di Sassuolo e Udinese, individuato come l’uomo giusto per aiutare Monchi sul mercato italiano e dei giovani. Morgan De Sanctis ha scartato le proposte di Monaco e Inter per continuare a giocare, torna a Trigoria come collante tra dirigenza e spogliatoio – un incarico alla Peruzzi che fa il club manager nella Lazio – e avrà al suo fianco un team manager giovane. Luca Danovaro è il nuovo direttore commerciale. Un po’ di Italia in più nella Roma multinazionale.

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2 Commenti

  1. E i sei acquisti quali sarebbero?
    Si parla solo di cessioni, con il risultato che impiegheremo come ogni anno i primi tre mesi a ricostruire i meccanismi della squadra.
    E’ questo il limite maggiore della gestione americana.

  2. Scusa Giovanni,

    capisco l’astio a priori per la gestione americana ( ricordo che italiani non c’erano e non ci sono pronti a caricarsi l’enorme bacheca nostrana) ma almeno l’articolo lo hai letto prima di postare :

    “un secondo portiere, un terzino destro, un centrale difensivo, un attaccante esterno e un vice-Dzeko, più un centrocampista già scelto”

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